Studi e Analisi
Tabacco. Oms: “Nel mondo 1,3 miliardi di fumatori, ma per la prima volta nella storia sono in calo i consumatori maschi”. In Italia fumano in 11 milioni
Studi e Analisi
Tabacco. Oms: “Nel mondo 1,3 miliardi di fumatori, ma per la prima volta nella storia sono in calo i consumatori maschi”. In Italia fumano in 11 milioni
I dati contenuti nel terzo report sul consumo di tabacco nel mondo che evidenzia come ogni anno muoiano per patologie legate al fumo circa 8 mln di persone. L’Oms stima che nei prossimi 5 anni il numero di consumatori scenderà di 37 mln anche perché per la prima volta nella storia calerà il numero di fumatori maschi (fino ad oggi il calo si era registrato solo per le donne). Ma gli obiettivi sono ancora lontani da raggiungere. Per l’Italia si stima un calo di 600 mila. IL RAPPORTO
Suicidio assistito. La sentenza della Corte costituzionale ha aperto un’autostrada al diritto di morire
Studi e Analisi
Suicidio assistito. La sentenza della Corte costituzionale ha aperto un’autostrada al diritto di morire
Altro che dire che “morire non è un diritto” o che la Corte avrebbe elevato “argini al suicidio assistito”: la sentenza 242/19 ha aperto un’autostrada al diritto di morire, nel rispetto dei vincoli costitutivi del caso. Il passo compiuto dalla sentenza è di portata storica e pone l’Italia all’avanguardia nel mondo: l’auspicio è che ora i medici italiani colgano la sollecitazione e rispondano con la stessa apertura di pensiero
Maurizio Mori
Manovra. Gimbe: “Per la sanità un paniere ricco ma niente risorse vincolate per i contratti, piano assunzioni e sblocco nuovi Lea”
Studi e Analisi
Manovra. Gimbe: “Per la sanità un paniere ricco ma niente risorse vincolate per i contratti, piano assunzioni e sblocco nuovi Lea”
Analisi della Fondazione sulle misure per la sanità contenute nella Legge di Bilancio. Cartabellotta: “Va riconosciuto a Governo e Parlamento grande impegno per rifinanziare la sanità pubblica” ma mancano all’appello alcuni temi che rappresentano dei “pilastri portanti per garantire quell’universalismo tanto caro al Ministro Speranza”.
In Italia un terzo dei parti è ancora col cesareo. In Europa la media è di 1 su 4. Gi ultimi dati Eurostat
Studi e Analisi
In Italia un terzo dei parti è ancora col cesareo. In Europa la media è di 1 su 4. Gi ultimi dati Eurostat
I dati sono relativi al 2017 e vedono al primo posto Cipro con il 54,8% di cesarei sul totale dei nati vivi. Ultima la Finlandia con il 16,5 per cento. Italia sesta con il 33,1% a fronte di una incidenza media europa del 25%. Rispetto al 2016 l'Italia registra comunque un calo di 10 mila cesarei cui corrisponde però anche un calo complessivo delle nascite, quindi la riduzione effettiva dell'incidenza dei cesarei sui parti naturali alla fine è di solo 1,8 punti percentuali in meno
La competenza professionale non indica quello che si “può” fare ma la “capacità” a farlo
Studi e Analisi
La competenza professionale non indica quello che si “può” fare ma la “capacità” a farlo
Il riconoscimento normativo dell’avanzamento delle competenze delle professioni sanitarie è iniziato con la legge 42, che permette di identificare le competenze come capacità (e non come pertinenze) e afferma che sono da far salve e da rispettare reciprocamente quelle che corrispondono alle capacità progressivamente acquisite dai professionisti sanitari con la garanzia della formazione post-base
Daniele Rodriguez
La salute degli immigrati. Inmp: “Rispetto agli italiani si ricoverano meno e hanno tassi mortalità più bassi. Più critica salute neonatale”
Studi e Analisi
La salute degli immigrati. Inmp: “Rispetto agli italiani si ricoverano meno e hanno tassi mortalità più bassi. Più critica salute neonatale”
Pubblicato dall’Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e il contrasto nelle malattie della povertà un volume che analizza la salute degli immigrati e disuguaglianze socioeconomiche nella popolazione residente in Italia. “Le condizioni di salute degli immigrati sono complessivamente migliori rispetto a quelle della popolazione autoctona, seppur con una certa eterogeneità per area di provenienza e tra i centri partecipanti al progetto”. IL VOLUME
Costi e liste d’attesa. Per Eurostat sono “solo” 1,4 milioni gli italiani che rinunciano alle cure. Rispetto a 10 anni fa il numero si è dimezzato
Studi e Analisi
Costi e liste d’attesa. Per Eurostat sono “solo” 1,4 milioni gli italiani che rinunciano alle cure. Rispetto a 10 anni fa il numero si è dimezzato
In particolare 1,2 milioni per costi eccessivi e 240mila per liste di attesa troppo lunghe, più altre 120 mila persone per cause minori e non rilevanti. In tutto il 2,6% degli adulti dai 16 anni in su. Peggio di tutti l'Estonia con il 18,8%. All’opposto l'Austria con lo 0,3% della popolazione che ha detto di aver dovuto rinunciare alle cure. L'Italia mostra un netto miglioramento rispetto al 2009 e in ogni caso i dati Eurostat fotografano una situazione molto migliore di quella raccontata da altre indagini.
Caso Venturi. Sentenza inappellabile ma molto discutibile
Studi e Analisi
Caso Venturi. Sentenza inappellabile ma molto discutibile
Come tutti sanno le sentenze della Corte sono inappellabili tuttavia questo non vuol dire che esse siano indiscutibili, nel senso che noi comuni cittadini non si possa ragionare e riflettere su di esse. Nel ragionare su quanto deciso dalla Corte intendo ribadire le mie perplessità nei confronti della sentenza e la mia solidarietà all’ordine di Bologna ma nello stesso tempo, con eguale convinzione, il mio pieno rispetto nei confronti della Corte
Ivan Cavicchi
Competenze professionali. Pace tra gli Ulivi? (seconda parte)
Studi e Analisi
Competenze professionali. Pace tra gli Ulivi? (seconda parte)
Ora che finalmente si è sgombrato il campo da ogni equivoco tra le professioni è augurabile che la politica, quella coraggiosa da statista, svolga la sua funzione di indirizzo e governo sia nazionale che regionale per far dell’innovazione delle competenze avanzate e specialistiche lo strumento per attuare il Patto per la Salute, innovando l’organizzazione del lavoro in sanità, valorizzando il ruolo delle professioni sanitarie e sociosanitarie, tutte nessuna esclusa
Saverio Proia
Testamento biologico. Ass. Coscioni: “Nei Comuni italiani depositate circa 170mila Dat”
Studi e Analisi
Testamento biologico. Ass. Coscioni: “Nei Comuni italiani depositate circa 170mila Dat”
In attesa della Banca dati e della campagna informativa istituzionale, un’indagine condotta da Ass. Luca Coscioni sui primi 106 comuni per numero di abitanti offre una prima proiezione nazionale sul tema. Nonostante ritardi e inadempienze da parte di molti di essi. Guidano la classifica: Pesaro, Matera e Varese. In coda: Trapani, L'Aquila e Roma. Cappato: “Disparità è responsabilità di politica e comuni. CitBot è la risposta alle lacune delle istituzioni”.
Biotestamento. A due anni dall’approvazione hanno redatto le Dat meno dell’1% degli italiani e il 28% non sa neanche che esistono
Studi e Analisi
Biotestamento. A due anni dall’approvazione hanno redatto le Dat meno dell’1% degli italiani e il 28% non sa neanche che esistono
I meno informati vivono al sud e sono credenti over 70. I più preparati, e favorevoli, sono cittadini residenti nelle regioni del nord-ovest, atei o agnostici, di età compresa tra i 26 e i 40 anni e con un livello di istruzione medio-alto. Le tre regioni più favorevoli sono Basilicata (5,3), Piemonte (4,9) e Lombardia (4,7). A rilevarlo una ricerca nazionale promossa da Vidas, che a Milano apre il primo Sportello di consulenza sul biotestamento con medico e psicologo.
Vecchietti (Rbm): “Il Ssn per ‘guarire’ ha bisogno delle risorse della sanità integrativa, come già avviene nel Regno Unito”
Studi e Analisi
Vecchietti (Rbm): “Il Ssn per ‘guarire’ ha bisogno delle risorse della sanità integrativa, come già avviene nel Regno Unito”
“Non si può curare un paziente, il nostro Sistema Sanitario, continuando a concentrarsi da anni solo sul cuore, ovvero il Servizio Sanitario Nazionale. Benché il cuore sia un organo fondamentale di questo organismo se continuiamo a curare solo quello ignorando gli altri organi vitali la salute del paziente non potrà che peggiorare. Sta a tutti noi, responsabilmente, rinnovare coerentemente la terapia”. Così l'Amministratore Delegato e Direttore Generale di Rbm Assicurazione Salute.
“Gestire il rischio è un gioco di squadra”. La lezione-racconto di Paolo Nespoli agli studenti di Altems della Cattolica di Roma
Lazio
“Gestire il rischio è un gioco di squadra”. La lezione-racconto di Paolo Nespoli agli studenti di Altems della Cattolica di Roma
Oggi pomeriggio la speciale lezione dell’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea agli studenti dell’Alta Scuola in Economia e Management dei Sistemi sanitari della Facoltà di Economia dell’Università Cattolica, campus di Roma. Nell’occasione presentata l’offerta formativa di ALTEMS per l’anno accademico 2019/2020.
Competenze professionali. Pace tra gli Ulivi? (prima parte)
Studi e Analisi
Competenze professionali. Pace tra gli Ulivi? (prima parte)
Dopo anni di…diciamo incomprensioni, per mantenere un tono gentile e moderato…è arrivata la pace tra gli ulivi, in omaggio alla regione (la Puglia) del Presidente Anelli; ora con maggiore chiarezza e senza alcun retropensiero può riprendere e proseguire il cammino intrapreso da tutte le rappresentanze ordinistiche delle professioni sanitarie e sociosanitarie
Saverio Proia
Enti religiosi e riforma del Terzo settore: opportunità, rischi e fattori critici di successo
Studi e Analisi
Enti religiosi e riforma del Terzo settore: opportunità, rischi e fattori critici di successo
Tre i suggerimenti per le istituzioni sanitarie e socio-sanitarie di istituzione cristiana: esplicitare, unitamente agli altri enti del terzo settore, il fabbisogno di chiarimenti sul piano interpretativo, per poter correttamente valutare le soluzioni tecniche proposte dalla norma e definire il proprio posizionamento nel sistema; riflettere sulla coerenza tra le soluzioni tecniche proposte dalla norma e la propria specifica natura e finalità; sviluppare e avanzare proposte che possano rendere la norma più coerente con le specificità del settore
Eugenio Anessi Pessina e Alessandro D'Adda
Crea Sanità: “Spesa sanitaria italiana inferiore del 32% rispetto a Paesi dell’Europa occidentale. E il divario sale al 37% se si considera solo la pubblica. Ormai siamo in linea con i Paesi dell’Est. E 2 mld in più non bastano a colmare gap. Politica naz
Studi e Analisi
Crea Sanità: “Spesa sanitaria italiana inferiore del 32% rispetto a Paesi dell’Europa occidentale. E il divario sale al 37% se si considera solo la pubblica. Ormai siamo in linea con i Paesi dell’Est. E 2 mld in più non bastano a colmare gap. Politica naz
Arrivato alla sua 15ª edizione il rapporto sanità dei ricercatori di Tor Vergata mette in evidenza anche la carenza di personale valutabili in almeno 96 mila unità in meno rispetto a quante ne servirebbero (soprattutto al Sud) per riequilibrare il sistema. Alert sui disavanzi regionali che nell’ultimo biennio sono tornati a crescere e a superare il miliardo l’anno. Focus anche sulle disuguaglianze: la combinazione di impoverimento per consumi sanitari e le “rinunce” totali per motivi economici, coinvolge il 5,8% delle famiglie, ed è significativamente superiore nel Sud del Paese. LE SCHEDE – EXECUTIVE SUMMARY
“Liste d’attesa sempre più lunghe, assistenza territoriale in affanno, burocrazia che limita l’accesso al Ssn e aumento ticket e spesa privata”. Ecco le denunce dei pazienti nel XXII Rapporto Pit Salute di Cittadinanzattiva-Tdm
Studi e Analisi
“Liste d’attesa sempre più lunghe, assistenza territoriale in affanno, burocrazia che limita l’accesso al Ssn e aumento ticket e spesa privata”. Ecco le denunce dei pazienti nel XXII Rapporto Pit Salute di Cittadinanzattiva-Tdm
Presentato oggi a Roma l’annuale report che contiene le segnalazioni dei cittadini sulle difficoltà di usufruire dei servizi del Ssn. “Intervenire immediatamente su standard assistenza territoriale e sburocratizzazione del Ssn affinché diventi davvero a misura del cittadino. Bene abolizione superticket, i nuovi fondi a disposizione e la possibilità di assumere nuovo personale che possa migliorare gli standard di erogazione e possibilmente contribuire alla riduzione delle liste di attesa”. ABSTRACT – IL RAPPORTO
Consultori familiari. Indagine Iss: “Ancora troppo pochi, percorso nascita e screening dei tumori femminili i punti di forza, da rafforzare l’assistenza post parto e gli interventi per i giovani”
Studi e Analisi
Consultori familiari. Indagine Iss: “Ancora troppo pochi, percorso nascita e screening dei tumori femminili i punti di forza, da rafforzare l’assistenza post parto e gli interventi per i giovani”
E’ questa la prima fotografia scattata dall’Istituto Superiore di Sanità. In Italia c’è un consultorio ogni 35 mila abitanti anche se per la legge dovrebbe essercene uno ogni 20 mila. “Sono troppo pochi rispetto ai bisogni della popolazione ma offrono servizi essenziali con differenze nelle diverse aree del Paese”. IL REPORT
La nuova guerra sulle competenze. È il momento della concertazione, quella vera (terza parte)
Studi e Analisi
La nuova guerra sulle competenze. È il momento della concertazione, quella vera (terza parte)
In genere sappiamo che la poca chiarezza sui ruoli crea un mucchio di problemi organizzativi e non solo, fatta eccezione per quelle situazione estreme dove la task shifting è l’unica risorsa di cui si dispone. Una organizzazione in sanità funziona solo sulla base della chiarezza dei ruoli, in ragione della quale si possono fare tutte le integrazioni che si vogliono, ma se sostituiamo chiarezza dei ruoli con l’ambiguità, quale organizzazione servirebbe?
Ivan Cavicchi
Malattie croniche invalidanti. Per 7 pazienti su 10 l’assistenza del Ssn va migliorata. La ricerca Ceis-Eehta
Studi e Analisi
Malattie croniche invalidanti. Per 7 pazienti su 10 l’assistenza del Ssn va migliorata. La ricerca Ceis-Eehta
I dati presentati stamani a Roma, in occasione del convegno PreSa-Prevenzione e Salute 2019, nell’ambito del quale sono stati anche premiati pazienti, professionisti, intellettuali e associazioni che hanno lasciato il segno per una cultura dell’inclusione. A preoccupare i pazienti soprattutto i ritardi nella diagnosi e nella presa in carico da parte del Ssn, considerata negativamente da circa il 70% degli intervistati. Ma più del 60% valuta positivamente il tempo che lo specialista di riferimento dedica al confronto durante le visite e sempre il 60% ritiene di essere stato informato correttamente su patologia, trattamenti e decorso.
La nuova guerra sulle competenze. È il momento della concertazione, quella vera (seconda parte)
Studi e Analisi
La nuova guerra sulle competenze. È il momento della concertazione, quella vera (seconda parte)
Le ragioni profonde che spingono le professioni ad allargare le loro competenze non possono più essere negate, esse hanno a che fare con un mucchio di cambiamenti innegabili che coincidono con un bisogno di riforma della sanità pubblica e in particolare con una riforma del lavoro. Ma di fronte a tutto questo il "mansionismo" delle competenze avanzate fa ridere
Ivan Cavicchi
Il malpancismo dei medici “Doc”
Studi e Analisi
Il malpancismo dei medici “Doc”
Giustamente, siamo tutti indignati, quando si vogliono abbassare gli standard della formazione medica. Dopo che trent’anni fa, il Servizio sanitario nazionale si è dotato, come requisito d’accesso per la professione medica della specializzazione postlaurea, è impensabile tornare indietro, anche con le varie soluzioni emergenziali decise dalle regioni. Ma attenzione a battaglie di retroguardia, che mascheraro un medico demansionato, immobile e cristallizzato nel novecento e che non ha capito il proprio ruolo
Luca Benci
La nuova guerra sulle competenze. È il momento della concertazione, quella vera (prima parte)
Studi e Analisi
La nuova guerra sulle competenze. È il momento della concertazione, quella vera (prima parte)
Il quesito è: ce ne freghiamo di tutto e di tutti e si accetta la logica della de-regolazione e della guerriglia e allora botte da orbi, o da persone serie si fa un accordo vero, nuovo, importante per fare quello che la politica non è riuscita a fare cioè ridefinire il lavoro, le professioni, i loro rapporti e le loro prassi?
Ivan Cavicchi
Disuguaglianze Nord-Sud. Fuga di cervelli e carenza medici: “Puntare su ricerca e innovazione”. Ecco la ‘ricetta’ dei ricercatori italiani
Studi e Analisi
Disuguaglianze Nord-Sud. Fuga di cervelli e carenza medici: “Puntare su ricerca e innovazione”. Ecco la ‘ricetta’ dei ricercatori italiani
La “ricetta”, inviata al Governo dalle colonne di The Lancet Public Health è stata sottoscritta da un gruppo di medici, ricercatori e docenti afferenti all’Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo (Isbem), alla Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), alla Società Italiana di Sanità Pubblica e Digitale (Sisped), al Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e all’Università.
Il welfare che non c’è. Quasi 50 mila genitori si sono licenziati dal lavoro per poter assistere i figli
Studi e Analisi
Il welfare che non c’è. Quasi 50 mila genitori si sono licenziati dal lavoro per poter assistere i figli
Lo rivela uno stuidio su dai dell'Ispettorato del lavoro dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop). "Una situazione che sempre più spesso - sottolinea Uecoop citando dati di Assolombarda - porta il welfare privato a integrare quello pubblico grazie ad accordi aziendali nei quali ai primi 4 posti dei servizi più richiesti ci sono proprio quelli che riguardano la scuola e l’istruzione dei figli (79%), la salute (78%), l’assistenza (78%) e la previdenza (77%).
Per il Censis la sanità italiana è sempre più “privata”: il 62% di chi ha avuto una prestazione dal pubblico ne ha pagata una anche nel privato
Studi e Analisi
Per il Censis la sanità italiana è sempre più “privata”: il 62% di chi ha avuto una prestazione dal pubblico ne ha pagata una anche nel privato
Per l’istituto di Giuseppe De Rita, che oggi ha presentato il suo 53° Rapporto sulla situazione sociale del Paese, il rapporto degli italiani con la sanità appare improntato sempre di più a una logica “combinatoria”: vale a dire che per avere ciò di cui hanno bisogno si rivolgono in maggioranza sia al pubblico che al privato. Su 100 prestazioni rientranti nei Livelli essenziali di assistenza che i cittadini hanno provato a prenotare nel pubblico, 27,9 sono transitate comunque nella sanità a pagamento.
Sicurezza sul lavoro. Per attuare la nuova legge mancano ancora 17 disposizioni specifiche
Studi e Analisi
Sicurezza sul lavoro. Per attuare la nuova legge mancano ancora 17 disposizioni specifiche
Ad 11 anni dalla promulgazione del Dlgs 81/2008 restano ancora molte le disposizioni inattuate. Tra queste la disciplina applicabile alle attività lavorative a bordo delle navi, la semplificazione della documentazione ai fini del libretto formativo dei cittadini, i criteri per l’individuazione e l’uso dei dispositivi di protezione individuale e provvedimento relativi agli agenti chimici, cancerogeni e biologici, e molto altro ancora. A ricordarle la responsabile Welfare del Pd Maria Luisa Gnecchi.
Domenico Della Porta
Suicidio assistito. Il codice deontologico dei medici non dovrebbe essere modificato
Studi e Analisi
Suicidio assistito. Il codice deontologico dei medici non dovrebbe essere modificato
Con la recente sentenza della Corte Costituzionale non viene statuito nel nostro ordinamento un nuovo “diritto” soggettivo, cioè il diritto dell’ammalato di richiedere, anzi di esigere dal medico una prestazione, appunto il suicidio assistito. Rimane una facoltà, cioè una possibilità a lui concessa quando versa in determinate situazioni soggettive, di cui sia titolare, e a cui non corrisponde un “dovere”, cioè un obbligo da parte del medico
Giuseppe Battimelli
Lotta ai cambiamenti climatici e salute. Pochi piani nazionali per contrastarli e in molti casi senza soldi per attuarli. Il report Oms
Studi e Analisi
Lotta ai cambiamenti climatici e salute. Pochi piani nazionali per contrastarli e in molti casi senza soldi per attuarli. Il report Oms
Solo la metà dei 101 paesi intervistati ha sviluppato una strategia o un piano nazionale in materia di salute e cambiamenti climatici. Ma solo il 38% di questi ha previsto finanziamenti ad hoc anche solo per fare qualche piccolo passo avanti e meno del 10% ha finanziato completamente il suo piano d’azione. IL RAPPORTO OMS.
Perché Rosy Bindi non ha fatto autocritica sui fondi integrativi?
Studi e Analisi
Perché Rosy Bindi non ha fatto autocritica sui fondi integrativi?
Mi sarei aspettato che la Bindi per prima dicesse: con i fondi integrativi cioè con la 229, ci siamo sbagliati senza volerlo abbiamo aperto una voragine che rischia di inghiottirci tutti, si torna alla mutualità volontaria e libera quindi all’articolo 46 della legge 833. E invece no…
Ivan Cavicchi








