Studi e Analisi

Epatite. In Italia record di decessi: 2.745 morti, pari al 41,5% di quelli registrati nella UE
Epatite. In Italia record di decessi: 2.745 morti, pari al 41,5% di quelli registrati nella UE
Studi e Analisi
Epatite. In Italia record di decessi: 2.745 morti, pari al 41,5% di quelli registrati nella UE
A fornire il dato è Eurostat, in occasione della giornata mondiale dell’epatite (28 luglio). In tutta la Ue i morti sono stati 6.610 con un tasso di 12,6 casi per milione di abitanti. In Italia il tasso balza invece a ben 37,7 casi per milione, anche se in diminuzione di 2,5 casi per milione rispetto al 2014. Più elevata la mortalità tra i maschi con 42,5 decessi per milione a fronte dei 32,9 decessi registrati nella popolazione femminile.
L’Oms boccia le sigarette elettroniche: “Non è vero che siano meno dannose rispetto ai prodotti convenzionali del tabacco”.
L’Oms boccia le sigarette elettroniche: “Non è vero che siano meno dannose rispetto ai prodotti convenzionali del tabacco”.
Studi e Analisi
L’Oms boccia le sigarette elettroniche: “Non è vero che siano meno dannose rispetto ai prodotti convenzionali del tabacco”.
Questi prodotti "non sono privi di rischi e l'impatto a lungo termine sulla salute e sulla mortalità è ancora sconosciuto. Esistono prove indipendenti insufficienti per sostenere che l'uso di questi prodotti possa aiutare le persone a smettere di usare il tabacco convenzionale". Viene inoltre lanciato un allarme riguardo al "rischio che rappresentano per i non fumatori che iniziano a usarle, in particolare i giovani". L'Oms ha inoltre sollecitato un aumento dei servizi per chi intende smettere di fumare, osservando che ha la possibilità di accedervi "solo il 30% della popolazione mondiali". IL RAPPORTO
Lettera aperta al futuro Generale dell’Ordine Camilliano
Lettera aperta al futuro Generale dell’Ordine Camilliano
Studi e Analisi
Lettera aperta al futuro Generale dell’Ordine Camilliano
Con questa Lettera aperta voglio lanciare al futuro Generale dell’Ordine Camilliano l’appello per la riapertura del Camillianum di Roma, e invitare tutti i Camilliani coinvolti nell’elezione di controllare che il punto sia nel programma del candidato alla posizione e abbia priorità massima
Maurizio Mori
Regionalismo e commissariamenti. Il caso Calabria (ma non solo)
Regionalismo e commissariamenti. Il caso Calabria (ma non solo)
Calabria
Regionalismo e commissariamenti. Il caso Calabria (ma non solo)
Decenni di commissariamento inutili in tutti sensi rivendicano una disciplina nuova ed efficiente che, allorquando provveda alla sostituzione degli organi di governo regionale e locale, garantisca il risultato, sino ad oggi - in alcuni casi - è sensibilmente peggiorativo di quello iniziale
Ettore Jorio
Come intervenire per non ‘scaricare’ sulle famiglie il peso dell’assistenza
Come intervenire per non ‘scaricare’ sulle famiglie il peso dell’assistenza
Studi e Analisi
Come intervenire per non ‘scaricare’ sulle famiglie il peso dell’assistenza
Occorre investire di più sui servizi di assistenza territoriale ed integrare quel formidabile sistema informale che è rappresentato dalle libere associazioni, dal mondo del volontariato e dagli enti con finalità religiosa all’interno di un sistema a rete sperimentando formule spendibili di long term care ad elevata integrazione socio-sanitaria senza bisogno di medicalizzarle. Ed occorre individuare un'unica regìa istituzionale dedicata a questo settore della cura
Fabio Cembrani
Ticket: in tutto quasi 3 miliardi nel 2018 ed è boom per quello che si paga per avere il farmaco branded 
Ticket: in tutto quasi 3 miliardi nel 2018 ed è boom per quello che si paga per avere il farmaco branded 
Studi e Analisi
Ticket: in tutto quasi 3 miliardi nel 2018 ed è boom per quello che si paga per avere il farmaco branded 
L'Osservatorio Gimbe ha analizzato i dati sul ticket della Corte dei conti e dell'ultimo rapporto Osmed di Aifa. In tutto quasi 50 euro pro-capite l'ammontare della compartecipazione alla spesa per farmaci, visite, analisi e pronto soccorso. In progressiva riduzione i ticket per prestazioni specialistiche e quota fissa ricetta farmaci, in aumento quelli  per l’acquisto di farmaci di marca che da solo rappresenta il 38% di tutti i ticket. IL RAPPORTO.
Spesa farmaceutica. Ecco perché (nonostante i dati Ocse) in Italia si spende meno che negli altri Paesi europei
Spesa farmaceutica. Ecco perché (nonostante i dati Ocse) in Italia si spende meno che negli altri Paesi europei
Studi e Analisi
Spesa farmaceutica. Ecco perché (nonostante i dati Ocse) in Italia si spende meno che negli altri Paesi europei
Leggendo gli ultimi dati Ocse sembrerebbe la spesa in farmaci italiana sia superiore alla media. Da una analisi più approfondita, però, emerge che il dato è raccolto in maniera difforme: basti dire che solo in alcuni Paesi (come nel caso italiano) è inclusa la spesa ospedaliera e l’IVA (in alcuni Paesi i farmaci ne sono esenti). E i conti vanno quindi rivisti
Barbara Polistena e Daniela d'Angela
Istat: Cresce numero ‘centenari’: nel 2019 sono quasi 15 mila
Istat: Cresce numero ‘centenari’: nel 2019 sono quasi 15 mila
Studi e Analisi
Istat: Cresce numero ‘centenari’: nel 2019 sono quasi 15 mila
Nell’84% dei casi sono donne. In dieci anni (2009-2019) i centenari sono passati da 11 mila a oltre 14 mila, quelli di 105 anni e oltre sono più che raddoppiati, da 472 a 1.112, con un incremento del 136%. LO STUDIO
Autonomia differenziata: schema Ponzi o convergenze parallele?
Autonomia differenziata: schema Ponzi o convergenze parallele?
Studi e Analisi
Autonomia differenziata: schema Ponzi o convergenze parallele?
Il nodo gordiano dell’Autonomia Differenziata è storico per il federalismo, quello fiscale, “le nostre tasse a casa nostra”. Nel caso andasse in porto, che raccontare al Sud, serbatoio elettorale di una parte ma in crescita e necessario per l’altra, baciamani inclusi? Comunque vada, sarà il festival degli arzigogoli comunicativi rassicuranti, del “ma anche”, Nord con più risorse e Sud che non ci perde, supercazzole trionfalistiche di risultati storici e vantaggi per tutti
Fabrizio Gianfrate
A chi dà fastidio che i filosofi si occupino di medicina?
A chi dà fastidio che i filosofi si occupino di medicina?
Stati Generali della professione medica
A chi dà fastidio che i filosofi si occupino di medicina?
Nei giorni scorsi il dottor Nejrotti è intervenuto sulla questione medica.  Il tratto che più mi colpisce dell’articolo è il suo spiccato negazionismo. Quindi la crisi del medico viene declassata a un problemino facilmente risolvibile con poche misure, la crisi della medicina non esiste, il paradigma positivista diventa un tabù. Gli stati generali una esagerazione della Fnomceo
Ivan Cavicchi
Privacy e dati sensibili. Ma i nostri sanitari conoscono la legge?
Privacy e dati sensibili. Ma i nostri sanitari conoscono la legge?
Studi e Analisi
Privacy e dati sensibili. Ma i nostri sanitari conoscono la legge?
I dati personali particolari (ex sensibili) possono essere trattati solo con il consenso esplicito della persona assistita. Quanto accaduto ad Alessandria, con l'inserimento dell'orientamento sessuale di un paziente nella lettera di dimissioni, sembra manifestare una plateale ignoranza della normativa sulla privacy (la prima legge sulla privacy è del 1996) da parte del personale sanitario che dovrebbe, anche per disposto deontologico, proteggere la riservatezza dei propri assistiti
Luca Benci
La sanità in Calabria? Un’arma impazzita che rischia di fare morti
La sanità in Calabria? Un’arma impazzita che rischia di fare morti
Calabria
La sanità in Calabria? Un’arma impazzita che rischia di fare morti
Dopo l'approvazione della legge Calabria, quattro dei sette commissari straordinari nominati dai commissari ad acta per il tramite della ministra, hanno gettato la spugna sul ring prima di indossare i guantoni. Per i tre che rimangono, sono in tanti (troppi) a vederla dura, certi come sono che hanno fatto le loro scelte al buio pesto. Il risultato è quello di avere aziende acefale, prive di governance e con tanta paura addosso per i preposti precari, che non possono fare granché se non vegetare. 
Ettore Jorio
Rapporto UNAIDS: “Decessi (770 mila) e nuovi casi (1,7 milioni) diminuiscono ma calano anche i finanziamenti”. E il rischio è quello di una nuova impennata, anche nell’Europa dell’Est
Rapporto UNAIDS: “Decessi (770 mila) e nuovi casi (1,7 milioni) diminuiscono ma calano anche i finanziamenti”. E il rischio è quello di una nuova impennata, anche nell’Europa dell’Est
Studi e Analisi
Rapporto UNAIDS: “Decessi (770 mila) e nuovi casi (1,7 milioni) diminuiscono ma calano anche i finanziamenti”. E il rischio è quello di una nuova impennata, anche nell’Europa dell’Est
L'Africa orientale e meridionale, continua a essere la regione più colpita dall'HIV, e ci sono stati aumenti preoccupanti delle nuove infezioni da HIV nell'Europa orientale e nell'Asia centrale (29%), nel Medio Oriente e nel Nord Africa (10%) e in America Latina (7%). Ad oggi sono quasi 38 milioni le persone che convivono con Hiv e oltre 23 mln che hanno avuto accesso alle terapie antiretrovirali. "Abbiamo urgentemente bisogno di una maggiore leadership politica per porre fine all'AIDS" ha dichiarato Gunilla Carlsson, Direttore esecutivo di UNAIDS. IL RAPPORTO
Cibo. Rapporto Onu-Oms-Fao-Unicef-Fad-Wfp: “Nel mondo aumentano sia le persone denutrite (820 mln) che quelle obese (672 mln). Obiettivi 2030 lontani”
Cibo. Rapporto Onu-Oms-Fao-Unicef-Fad-Wfp: “Nel mondo aumentano sia le persone denutrite (820 mln) che quelle obese (672 mln). Obiettivi 2030 lontani”
Studi e Analisi
Cibo. Rapporto Onu-Oms-Fao-Unicef-Fad-Wfp: “Nel mondo aumentano sia le persone denutrite (820 mln) che quelle obese (672 mln). Obiettivi 2030 lontani”
Il numero di persone affamate nel mondo nel 2018 è di 821,6 milioni (1 persona su 9); gli adulti obesi sono 672 milioni (13% o 1 su 8 adulti). L'alert: "Il ritmo dei progressi nel dimezzare il numero di bambini che sono rachitici e nel ridurre il numero di bambini nati con basso peso alla nascita è troppo lento: l'SDG2 è fuori portata". LO STATO DELLE NUTRIZIONE NEL MONDO - IL QUADRO DI SINTESI - LA DICHIARAZIONE CONGIUNTA ONU.
Dove funziona meglio la sanità? A Trento, in Toscana e a Bolzano. Il nuovo report sulle performance del Ssn di Crea Sanità-Tor Vergata
Dove funziona meglio la sanità? A Trento, in Toscana e a Bolzano. Il nuovo report sulle performance del Ssn di Crea Sanità-Tor Vergata
Studi e Analisi
Dove funziona meglio la sanità? A Trento, in Toscana e a Bolzano. Il nuovo report sulle performance del Ssn di Crea Sanità-Tor Vergata
Dopo le prime tre classificate, performance "eccellenti" anche in altre 6 realtà: Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Umbria, Veneto e Piemonte. In posizione "intermedia" Liguria, Valle d’Aosta, Marche, Lazio, Abruzzo e Molise. Mentre in fondo alla classifica in area "critica" troviamo Puglia, Sicilia, Basilicata, Calabria, Campania e Sardegna. Il ranking media le indicazioni provenineti da cittadini, istituzioni, professionisti della sanità, management aziendale e industria medicale. LO STUDIO
Quota 100. Fiaso lancia allarme: “Salgono del 24% i pensionamenti anticipati”. Fin ad ora hanno aderito oltre 5.000 operatori
Quota 100. Fiaso lancia allarme: “Salgono del 24% i pensionamenti anticipati”. Fin ad ora hanno aderito oltre 5.000 operatori
Studi e Analisi
Quota 100. Fiaso lancia allarme: “Salgono del 24% i pensionamenti anticipati”. Fin ad ora hanno aderito oltre 5.000 operatori
Secondo i calcoli della Federazione delle aziende sanitarie a maggio hanno aderito a Quota 100 oltre 5.300 operatori sanitari cui si aggiungono altri 600 che hanno utilizzato l’opzione donna. ”Si rischia di accentuare le criticità già esistenti e di mettere in discussione l’offerta assistenziale, al punto da porre le aziende sanitarie nella condizione di dover individuare soluzioni per scongiurare l’interruzione di pubblico servizio”
Dati Ocse 2019/4. Diminuisce, anche se di poco, l’aspettativa di vita degli italiani. Ora siamo quarti con una media di 83 anni. Record in Giappone con 84,2 anni. E le italiane sono più longeve di 4,4 anni rispetto agli uomini
Dati Ocse 2019/4. Diminuisce, anche se di poco, l’aspettativa di vita degli italiani. Ora siamo quarti con una media di 83 anni. Record in Giappone con 84,2 anni. E le italiane sono più longeve di 4,4 anni rispetto agli uomini
Studi e Analisi
Dati Ocse 2019/4. Diminuisce, anche se di poco, l’aspettativa di vita degli italiani. Ora siamo quarti con una media di 83 anni. Record in Giappone con 84,2 anni. E le italiane sono più longeve di 4,4 anni rispetto agli uomini
Gli Italiani mantengono sempre l’alta classifica per l’aspettativa di vita rispetto ai 36 paesi Ocse, ma se fino al 2008-2009 erano terzi  dopo Giappone e Svizzera, negli ultimi anni sono stabili al quarto posto, con una leggera diminuzione del risultato che passa, mediamente, dagli 83,3 anni alla nascita del 2016 agli 83 negli anni successivi. Migliorabile ancora il tasso di mortalità infantile che ci vede in settima posizione. Sopra la media la quota di fumatori mentre siamo sotto media per alcol e obesità.
Dati OCSE 2019/3. Italia in media per le consultazioni di medici, pochi ricoveri e degenze brevi, ma i cesarei sono troppi ed è alto il consumo di antibiotici 
Dati OCSE 2019/3. Italia in media per le consultazioni di medici, pochi ricoveri e degenze brevi, ma i cesarei sono troppi ed è alto il consumo di antibiotici 
Studi e Analisi
Dati OCSE 2019/3. Italia in media per le consultazioni di medici, pochi ricoveri e degenze brevi, ma i cesarei sono troppi ed è alto il consumo di antibiotici 
Il terzo capitolo sulla banca dati Ocse 2019 - il primo è quello relativo alla spesa e il secondo al personale e alla disponibilità dei servizi - analizza e confronta una serie di prestazioni erogate nei vari paesi. In Italia si è perfettamente in media - con il Canada - sul ricorso al medico, si fanno un po' di Rmn in più della media, ma molte meno Tac. Efficiente per il numero di ricoveri e giornate di degenza, "cade" sui parti cesarei per i quali resta in alta classifica e per l'uso eccessivo di antibiotici.  
Cosa insegna alla sanità italiana il caso Sea Watch
Cosa insegna alla sanità italiana il caso Sea Watch
Studi e Analisi
Cosa insegna alla sanità italiana il caso Sea Watch
La vicenda ha causato molte polemiche e merita di essere affrontata per le similitudini che possono verificarsi in ambito sanitario, con particolare riguardo all’obbligo e alla facoltà del soccorso, anche se preliminarmente, deve essere affrontato l’apparente paradosso della commissione di reati giustificati. E forse anche i codici deontologici dovrebbero affrontare la questione
Luca Benci
Personale Ssn. Il 52% dei neo assunti e il 38% dei “senior” vorrebbe cambiare azienda per condizioni e guadagni migliori. Lo studio Fiaso
Personale Ssn. Il 52% dei neo assunti e il 38% dei “senior” vorrebbe cambiare azienda per condizioni e guadagni migliori. Lo studio Fiaso
Studi e Analisi
Personale Ssn. Il 52% dei neo assunti e il 38% dei “senior” vorrebbe cambiare azienda per condizioni e guadagni migliori. Lo studio Fiaso
Tuttavia alla domanda se il lavoro che fanno sia gratificante ha risposto di sì ben il 51% dei senior e il 67% dei neoinseriti. Ripa di Meana: “I risultati della ricerca ci dicono che per una larga maggioranza degli operatori della sanità lavorare per offrire risposte ai bisogni di salute dei cittadini è di per sé stesso motivante e stimolante. Abbiamo il dovere di riconoscere e premiare questa dedizione e lealtà, che rappresentano un patrimonio inestimabile per il nostro SSN”.
Dati OCSE 2019/2. In Italia pochi infermieri mentre il rapporto medici/abitanti è ancora sopra la media. Sotto anche per i posti letto ospedalieri mentre la superiamo per numero di Rmn e Tac
Dati OCSE 2019/2. In Italia pochi infermieri mentre il rapporto medici/abitanti è ancora sopra la media. Sotto anche per i posti letto ospedalieri mentre la superiamo per numero di Rmn e Tac
Studi e Analisi
Dati OCSE 2019/2. In Italia pochi infermieri mentre il rapporto medici/abitanti è ancora sopra la media. Sotto anche per i posti letto ospedalieri mentre la superiamo per numero di Rmn e Tac
Seconda puntata con l'aggiornamento dei dati sanitari di Ocse (vedi qui prima parte sulla spesa). In queste nuove statistiche sotto la lente il numero di medici e infermieri per abitante, i posti letto ospedalieri, con una zumata su quelli psichiatrici, e poi la dotazione di grandi apparecchiature diagnostiche. 
Dati OCSE 2019. Spesa sanitaria italiana sotto di 564 dollari procapite rispetto alla media (-493 quella pubblica). Sono invece sopra la media, la spesa privata e quella farmaceutica
Dati OCSE 2019. Spesa sanitaria italiana sotto di 564 dollari procapite rispetto alla media (-493 quella pubblica). Sono invece sopra la media, la spesa privata e quella farmaceutica
Studi e Analisi
Dati OCSE 2019. Spesa sanitaria italiana sotto di 564 dollari procapite rispetto alla media (-493 quella pubblica). Sono invece sopra la media, la spesa privata e quella farmaceutica
Per la sanità (pubblica e privata) i Paesi Ocse spendono in media 3.992 dollari procapte (a parità di potere d'acquisto) mentre in Italia ci fermiamo a 3.428 dollari. Anche esaminando la sola spesa pubblica il gap resta vicino ai 500 dollari: se la media è di 3.038 dollari procapite, la spesa del Ssn italiano si ferma a 2.545 a testa. Unica eccezione la quota di spesa Out of pocket che a livello procapite tocca quota 791 dollari contro una media di 716 e la farmaceutica (pubblica e privata) che segna 601 dollari procapite a fronte di una media di 553 dollari. 
Le mutue sono semplicemente il passato e per questa ragione è assurdo pensarle come futuro
Le mutue sono semplicemente il passato e per questa ragione è assurdo pensarle come futuro
Studi e Analisi
Le mutue sono semplicemente il passato e per questa ragione è assurdo pensarle come futuro
Si sta sempre più delineando uno scontro storico, tra privato e pubblico, che è sostanzialmente quello tra interessi e diritti, quindi tra due concezioni diverse di società. L’esito di questo scontro deciderà le caratteristiche, perfino morali, del nostro futuro sistema sanitario
Ivan Cavicchi
UK. Anche il Nhs soffre la carenza di personale e la scarsità di risorse
UK. Anche il Nhs soffre la carenza di personale e la scarsità di risorse
Studi e Analisi
UK. Anche il Nhs soffre la carenza di personale e la scarsità di risorse
Sono più di dieci anni che la situazione è critica e tra efficientamento e razionalizzazione ormai all’osso, pericolose idee di razionamento soprattutto sui farmaci oncologici è da tempo che discute di una tassa specifica per la salute. La pretesa Brexit ha fatto esplodere il Nhs, soprattutto sulla questione risorse umane che ha messo a nudo il re, in questo caso la regina, e cioè la mancata formazione di personale medico ed infermieristico, tanto ci si avvaleva di personale UE o extra UE
Grazia Labate
Il Patto per la salute, le professioni sanitarie e la valorizzazione degli incarichi professionali
Il Patto per la salute, le professioni sanitarie e la valorizzazione degli incarichi professionali
Studi e Analisi
Il Patto per la salute, le professioni sanitarie e la valorizzazione degli incarichi professionali
Per dispiegare al massimo la potenzialità innovatrice il sistema degli incarichi professionali non può essere riservato solo a quelli che potremmo chiamare di “alta professionalità”, cioè il professionista esperto ed il professionista specialità, ma dovrebbe essere, come avviene per la dirigenza medica e sanitaria, una delle componenti normative ed economiche di ogni dipendente delle professioni di cui alla legge 251/00, da graduare sulla base delle specifiche scelte aziendali e delle competenze acquisite
Saverio Proia
Ecco perché i numeri dell’Istat sono allarmanti
Ecco perché i numeri dell’Istat sono allarmanti
Studi e Analisi
Ecco perché i numeri dell’Istat sono allarmanti
Un declino demografico iniziato nel 2015, continuo, ininterrotto, come non accadeva da 90 anni. Oggi sappiamo che assistiamo a domicilio meno di 3 anziani su 100. Tutti gli altri? Intasano i pronto soccorso, nella migliore delle ipotesi, oppure a casa, soccorsi dalle cure ‘fai da te’ di familiari e badanti, il più delle volte in nero, quando non abbandonati perché non hanno le risorse per farsi assistere. Alzate lo sguardo dalla gabbia del “contratto di governo” e abbassatelo sull’Italia vera.
Grazia Labate
Fondi sanitari e fisco. L’Agenzia delle Entrate rifà i conti e i 4 mld di agevolazioni fiscali stimati da Gimbe si riducono a 6/700 milioni
Fondi sanitari e fisco. L’Agenzia delle Entrate rifà i conti e i 4 mld di agevolazioni fiscali stimati da Gimbe si riducono a 6/700 milioni
Studi e Analisi
Fondi sanitari e fisco. L’Agenzia delle Entrate rifà i conti e i 4 mld di agevolazioni fiscali stimati da Gimbe si riducono a 6/700 milioni
L’Agenzia delle Entrate ha rettificato i dati relativi ai contributi degli iscritti ai fondi sanitari resi noti nell'Audizione parlamentare del febbraio scorso. In realtà, secondo una nuova memoria inviata in Parlamento il 15 maggio scorso (evidentemente sfuggita ai più), il valore dei contributi su cui calcolare lo sconto fiscale si riduce dagli iniziali 11 a poco più di 2 miliardi. Quindi l’entità dei mancati versamenti al fisco scenderebbero conseguentemente dai 4 miliardi stimati da Gimbe a non più di 6/700 milioni
Mario Del Vecchio
XVII Rapporto sulle politiche della cronicità. Cittadinanzattiva: “Senza l’attuazione del Piano nazionale, restano le disuguaglianze”
XVII Rapporto sulle politiche della cronicità. Cittadinanzattiva: “Senza l’attuazione del Piano nazionale, restano le disuguaglianze”
Studi e Analisi
XVII Rapporto sulle politiche della cronicità. Cittadinanzattiva: “Senza l’attuazione del Piano nazionale, restano le disuguaglianze”
Nonostante sia stato formalmente recepito da 15 Regioni, il Piano nazionale cronicità risulta, nella maggior parte dei territori, profondamente disatteso. La prevenzione resta la cenerentola della sanità italiana. Carente l’integrazione tra assistenza primaria e specialistica. IL RAPPORTO
Anziani cronici. Ancora troppe carenze nell’assistenza domiciliare. Indagine di Italia Longeva
Anziani cronici. Ancora troppe carenze nell’assistenza domiciliare. Indagine di Italia Longeva
Studi e Analisi
Anziani cronici. Ancora troppe carenze nell’assistenza domiciliare. Indagine di Italia Longeva
Presentata al Ministero della Salute la prima Indagine sulla continuità assistenziale in Italia. Roberto Bernabei, Italia Longeva: “Un oliato percorso di continuità assistenziale è una forma di efficientamento del sistema, ma soprattutto un servizio concreto per il cittadino: c’è qualcuno che gli semplifica la vita nel passaggio fra ospedale e territorio, senza abbandonarlo a se stesso”.