Studi e Analisi

Italia terzo produttore (in aumento) di CO2 per usi energetici dell’Ue. Peggio di noi solo Germania e Regno Unito in cui i valori sono però in calo 
Italia terzo produttore (in aumento) di CO2 per usi energetici dell’Ue. Peggio di noi solo Germania e Regno Unito in cui i valori sono però in calo 
Studi e Analisi
Italia terzo produttore (in aumento) di CO2 per usi energetici dell’Ue. Peggio di noi solo Germania e Regno Unito in cui i valori sono però in calo 
Secondo i dati Eurostat l'Italia è terza per produzione di anidride carbonica per usi energetici nell'Ue. Fanno peggio solo Germania e Regno Unito in cui tuttavia i valori sono in calo. Le emissioni di CO2 sono un importante contributo al riscaldamento globale (per circa il 70%) e rappresentano circa l'80% di tutte le emissioni di gas serra dell'Unione.
L’Italia dei vecchi: abbiamo record UE del tasso di dipendenza degli anziani. Da noi ogni over 65 solo 2,8 persone attive contro la media di 3,3
L’Italia dei vecchi: abbiamo record UE del tasso di dipendenza degli anziani. Da noi ogni over 65 solo 2,8 persone attive contro la media di 3,3
Studi e Analisi
L’Italia dei vecchi: abbiamo record UE del tasso di dipendenza degli anziani. Da noi ogni over 65 solo 2,8 persone attive contro la media di 3,3
Sono ormai 100 milioni gli ultrasessantacinquenni che vivono nell'Unione Europea, il 19,4% della popolazione totale. Ma quanto "dipendono" dalle nuove leve per la loro pensione? Lo ha calcolato Eurostat rapportando il numero degli over 65 alle persone in età attiva con un'età compresa tra i 15 e i 64 anni. In media il tasso di dipendenza è del 29,9%, pari a 3,3 persone che producono reddito per una persona in pensione o comunque non attiva. In Italia questo indice è il più alto in assoluto ed è pari al 34,8%. Sopra la media UE altri 8 paesi.
“Ancora 8 cittadini su 10 non utilizzano servizi sanitari via web”. L’indagine dell’Osservatorio innovazione digitale in sanità
“Ancora 8 cittadini su 10 non utilizzano servizi sanitari via web”. L’indagine dell’Osservatorio innovazione digitale in sanità
Studi e Analisi
“Ancora 8 cittadini su 10 non utilizzano servizi sanitari via web”. L’indagine dell’Osservatorio innovazione digitale in sanità
Presentata ieri a Milano la nuova indagine dell’Osservatorio innovazione digitale in sanità della School of Management del Politecnico di Milano. I dati parlano chiaro: la maggior parte dei cittadini preferisce accedere di persona per consulto medico (86%), solo il 15% comunica con il medico via email, il 13% via sms e il 12% via WhatsApp. Intanto la spesa per la sanità digitale  tocca 1,3 mld, con una crescita del 2% rispetto all’anno precedente.
Salute mentale, Fabrizio Starace (Siep): “I dati del Ministero confermano il sottofinanziamento in molte regioni italiane”
Salute mentale, Fabrizio Starace (Siep): “I dati del Ministero confermano il sottofinanziamento in molte regioni italiane”
Campania
Salute mentale, Fabrizio Starace (Siep): “I dati del Ministero confermano il sottofinanziamento in molte regioni italiane”
Come si rileva dall'analisi condotta sui dati del Ministero della Salute relativi all’anno 2016, e considerando il finanziamento indistinto (comprensivo della quota di riequilibrio) assegnato nello stesso anno alle Regioni, la percentuale della spesa sanitaria dedicata alla Salute Mentale è pari al 3,5%, con una profonda sperequazione inter-regionale. Solo Trento e Bolzano ed Emilia Romagna rispettano il parametro di riferimento fissato dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni
Ettore Mautone
Salute mentale. “Servizi garantiti solo ai malati gravi”. La denuncia della Rete Sostenibilità e Salute
Salute mentale. “Servizi garantiti solo ai malati gravi”. La denuncia della Rete Sostenibilità e Salute
Speciale 40 anni della Legge 180
Salute mentale. “Servizi garantiti solo ai malati gravi”. La denuncia della Rete Sostenibilità e Salute
Per la Associazione, che raggruppa a sua volta 27 soggetti associativi e professionali, l’accesso ai servizi di salute mentale è garantito esclusivamente a quei cittadini che versano in condizioni gravi e di grande crisi, esponendo i pazienti meno gravi e in condizioni di maggior svantaggio socio-economico, al rischio di peggioramento o cronicizzazione, con grandi ricadute in termini di costi economici e sociali. IL DOCUMENTO, LE TABELLE.
Popolazione. Istat: “Da qui al 2065 in Italia ci saranno 6,5 milioni di residenti in meno”. Lorenzin: “Intervenire su natalità priorità di qualsiasi futuro governo”
Popolazione. Istat: “Da qui al 2065 in Italia ci saranno 6,5 milioni di residenti in meno”. Lorenzin: “Intervenire su natalità priorità di qualsiasi futuro governo”
Studi e Analisi
Popolazione. Istat: “Da qui al 2065 in Italia ci saranno 6,5 milioni di residenti in meno”. Lorenzin: “Intervenire su natalità priorità di qualsiasi futuro governo”
Lo scenario è stato tracciato oggi dall’Istat che ha pubblicato le previsioni regionali della popolazione residente. Il Mezzogiorno perderebbe popolazione per tutto il periodo mentre nel Centro-nord, si avrebbe un progressivo declino della popolazione soltanto dal 2045 in avanti. Le future nascite non saranno sufficienti a compensare i futuri decessi: dopo pochi anni di previsione il saldo naturale raggiunge quota -200 mila, per poi passare la soglia -300 e -400 mila nel medio e lungo termine. IL RAPPORTO.
Il seme del malaffare nella normalità tra spesa Ssn e privato
Il seme del malaffare nella normalità tra spesa Ssn e privato
Studi e Analisi
Il seme del malaffare nella normalità tra spesa Ssn e privato
Il sistema incorpora le condizioni di “moral hazard” che, quando si oltrepassa la linea della legalità, evolve in malaffare. Evidente, allora, l’utilità di una separazione più definita, direi manichea, tra erogazione di pubblico e privato quando a carico del Ssn, valevole in una direzione o nell’opposta, liberista o welfarista, per ridurre quell’area grigia di sovrapposizione ad alto rischio di devianza.
Fabrizio Gianfrate
Oms, allarme inquinamento atmosferico: oltre 7 milioni di decessi l’anno. Maggior rischio di malattie cardiache, ictus, cancro ai polmoni, Bpco e polmonite
Oms, allarme inquinamento atmosferico: oltre 7 milioni di decessi l’anno. Maggior rischio di malattie cardiache, ictus, cancro ai polmoni, Bpco e polmonite
Studi e Analisi
Oms, allarme inquinamento atmosferico: oltre 7 milioni di decessi l’anno. Maggior rischio di malattie cardiache, ictus, cancro ai polmoni, Bpco e polmonite
L'Oms riconosce che l'inquinamento atmosferico è un fattore di rischio critico per le malattie non trasmissibili (NCD), causando circa un quarto (24%) di tutti i decessi per adulti a causa di malattie cardiache, 25% da ictus, 43% da malattia polmonare ostruttiva cronica e 29% dal cancro ai polmoni. Più di 4.300 città in 108 paesi sono ora incluse nel database della qualità dell'aria dell'ambiente dell'Oms, rendendolo il database più completo al mondo sull'inquinamento atmosferico. LA SINTESI DEI RISULTATI 2016 DEL DATABASE OMS - LE LINEE GUIDA OMS SULL'INQUINAMENTO.
Salute mentale: il rapporto 2016 del Sistema informativo nazionale. Oltre 807mila gli utenti psichiatrici assistiti dal Ssn
Salute mentale: il rapporto 2016 del Sistema informativo nazionale. Oltre 807mila gli utenti psichiatrici assistiti dal Ssn
Speciale 40 anni della Legge 180
Salute mentale: il rapporto 2016 del Sistema informativo nazionale. Oltre 807mila gli utenti psichiatrici assistiti dal Ssn
Secondo la sintesi del ministero della Salute gli utenti psichiatrici assistiti dai servizi specialistici nel 2016 sono stati 807.035 con tassi standardizzati che vanno dal 17,6 per 10.000 abitanti adulti in Sardegna fino a 206,5 in Emilia Romagna (valore totale Italia 160,9). Il costo medio annuo per residente dell’assistenza psichiatrica, sia territoriale che ospedaliera, è stato di 75,5 euro. Il 32,3% degli interventi è rappresentato da attività infermieristica a domicilio e nel territorio, il 24,1% da attività psichiatrica, il 16,3% da attività di riabilitazione e risocializzazione territoriale, il 6,4% da attività psicologica psicoterapica e il 5,6% da attività di coordinamento e il resto è rappresentato da attività di supporto. Il consumo di antidepressivi, antipsicotici e litio erogati in regime di assistenza convenzionata e in distribuzione diretta. IL RAPPORTO - L'APPENDICE STATISTICA - LE TABELLE.
L’Europa del lavoro: nel 2017 tasso di occupazione (20-64 anni) al 72,2%. Italia staccata di 10 punti si ferma al 62,3%. I dati Eurostat
L’Europa del lavoro: nel 2017 tasso di occupazione (20-64 anni) al 72,2%. Italia staccata di 10 punti si ferma al 62,3%. I dati Eurostat
Studi e Analisi
L’Europa del lavoro: nel 2017 tasso di occupazione (20-64 anni) al 72,2%. Italia staccata di 10 punti si ferma al 62,3%. I dati Eurostat
I tassi di occupazione superiori al 75% sono stati registrati in Svezia (81,8%), Germania (79,2%), Estonia (78,7%), Repubblica Ceca (78,5%), Regno Unito (78,2%), Paesi Bassi (78,0%), Danimarca (76,9%), Lituania (76,0%) e Austria (75,4%). Dall'altra parte, il tasso di occupazione più basso è stato osservato in Grecia (57,8%), sebbene sia cresciuto nel corso dell'anno (+1,6%), seguita dall'Italia (62,3%, +0,7%), Croazia (63,6%, +2,2%), così come dalla Spagna (65,5%, +1,6 %).
Infortuni mortali sul lavoro: Italia al 14° posto nell’Ue per numero di casi ogni 100mila lavoratori
Infortuni mortali sul lavoro: Italia al 14° posto nell’Ue per numero di casi ogni 100mila lavoratori
Studi e Analisi
Infortuni mortali sul lavoro: Italia al 14° posto nell’Ue per numero di casi ogni 100mila lavoratori
Secondo la rilevazione Eurostat nell'Ue il tasso standardizzato di incidenti mortali sul lavoro ogni 100mila lavoratori è del 2,4, in Italia del 3,11. Il tasso maggiore si registra in Romania (7,49), quello minore nei Paesi Bassi (0,76).
Obiezione di coscienza, diritti umani e fine vita (1ª parte)
Obiezione di coscienza, diritti umani e fine vita (1ª parte)
Studi e Analisi
Obiezione di coscienza, diritti umani e fine vita (1ª parte)
La libertà di coscienza non deve essere salvaguardata a tutti i costi e con ogni mezzo estendendola a tutti quei campi del vivere collettivo sui quali esistono visioni morali inconciliabili perché è soggetta all’interposizione del legislatore nella sua opera di attento bilanciamento degli interessi in gioco, non avendo uno statuto assolutamente illimitato, estendibile a nostro piacimento a tutti quegli ambiti del vivere collettivo in cui le visioni etiche non sono simili
Fabio Cembrani
Osservasalute 2017: il federalismo sanitario è fallito. Italia in media è in buona salute, ma tra Nord e Sud troppe differenze. Il rapporto
Osservasalute 2017: il federalismo sanitario è fallito. Italia in media è in buona salute, ma tra Nord e Sud troppe differenze. Il rapporto
Studi e Analisi
Osservasalute 2017: il federalismo sanitario è fallito. Italia in media è in buona salute, ma tra Nord e Sud troppe differenze. Il rapporto
Walter Ricciardi (presidente Iss e direttore dell'Osservatorio): “È auspicabile che si intervenga al più presto partendo da un riequilibrio del riparto del Fondo sanitario nazionale, non basato sui bisogni teorici desumibili solo dalla struttura demografica delle Regioni, ma sui reali bisogni  di salute, così come è urgente un recupero di qualità gestionale e operativa del sistema, troppo deficitarie nelle regioni del Mezzogiorno”. I primati regionali.  LA SINTESI DEL RAPPORTO.
Servizio Sanitario Nazionale: un bene prezioso da riscoprire e difendere con i denti
Servizio Sanitario Nazionale: un bene prezioso da riscoprire e difendere con i denti
Speciale 40 anni del Sistema Sanitario Nazionale
Servizio Sanitario Nazionale: un bene prezioso da riscoprire e difendere con i denti
Avere un’assistenza sanitaria di tipo universalistico è, per le generazioni nate dopo gli anni ’80, un dato di fatto, un diritto scontato. Purtroppo non è così, soprattutto in una prospettiva futura. La volontà politica di mantenere pubblica l’assistenza sanitaria c’è, ma si scontra con costi crescenti, difficoltà organizzative importanti, soprattutto al Sud, con il fatto di non essere ancora riusciti a gestire la cronicità, vero incubo per gli anni a venire. Fondazione Roche dà il suo contribuito a questo importante dibattito con tre incontri dedicati al Ssn. Ieri sera il primo, dedicato all’universalismo.
Maria Rita Montebelli
Biotestamento. Consulta di Bioetica: “Obiezione di coscienza non ha senso”
Biotestamento. Consulta di Bioetica: “Obiezione di coscienza non ha senso”
Studi e Analisi
Biotestamento. Consulta di Bioetica: “Obiezione di coscienza non ha senso”
Se ne è parlato al IX convegno nazionale della Consulta dedicato proprio alla nuova legge sulle Dat e il consenso informato. Presenti parlamentari, giuristi e medici. La nuova legge va nella direzione giusta, ma avrebbe dovuto essere più innovativa soprattutto in riferimento alla morte volontaria. Criticata anche la posizione del presidente della Fnomceo Anelli
Maurizio Mori
I problemi di salute limitano un quarto della popolazione Ue-28. Il 7,4% sono limitazioni gravi. Indagine Eurostat
I problemi di salute limitano un quarto della popolazione Ue-28. Il 7,4% sono limitazioni gravi. Indagine Eurostat
Studi e Analisi
I problemi di salute limitano un quarto della popolazione Ue-28. Il 7,4% sono limitazioni gravi. Indagine Eurostat
Eurostat fa il punto sulla situazione europea delle limitazioni alla vita di tutti i giorni dovute a problemi di salute, che Quotidiano Sanità ha anticipato per l’Italia grazie ai dati Istat per la “non autosufficienza di tutti i giorni” che complica la vita al 10% degli over 65 nel nostro Paese e per le limitazioni gravi di vista, udito e motorie (sempre a gennaio) che limitano la vita a 7 milioni di italiani.
Persona “assistita” o persona “paziente”?
Persona “assistita” o persona “paziente”?
Studi e Analisi
Persona “assistita” o persona “paziente”?
Rispondo volentieri all’invito al confronto di Mauro Gugliucciello che propone di abbandonare il termine “paziente” in favore di “persona assistita”. Ma ragionando sul significato di questi termini penso che la dizione corretta sarebbe piuttosto quella di “persona paziente”, pur consapevole che essa non ha alcuna possibilità di affermarsi
Daniele Rodriguez
Eurostat. Nell’Ue il 41% medio dei bimbi è nato fuori dal matrimonio nel 2016. I picchi: Francia 59,7%, Grecia 9,4%. Italia si attesta al 28%
Eurostat. Nell’Ue il 41% medio dei bimbi è nato fuori dal matrimonio nel 2016. I picchi: Francia 59,7%, Grecia 9,4%. Italia si attesta al 28%
Studi e Analisi
Eurostat. Nell’Ue il 41% medio dei bimbi è nato fuori dal matrimonio nel 2016. I picchi: Francia 59,7%, Grecia 9,4%. Italia si attesta al 28%
Rispetto alla situazione del 2000, Eurostat evidenzia che la percentuale di nati vivi al di fuori del matrimonio è aumentata in tutti gli Stati membri, anche se in misura diversa. Da un lato, la percentuale di bambini nati fuori dal matrimonio è cresciuta significativamente negli Stati membri del Mediterraneo, dall'altro è rimasta pressoché stabile nell'Europa settentrionale.
La legge sul biotestamento vista dagli Usa
La legge sul biotestamento vista dagli Usa
Studi e Analisi
La legge sul biotestamento vista dagli Usa
Se ne aprla su Jama. E l'articolo vuol spiegare agli americani, a quanto sembra sorpresi da questa legge, perché il Parlamento italiano sia intervenuto su materie così personali e affidate all'incontro tra la libertà del cittadino e la sapienza del medico
Antonio Panti
UK. Il 61% degli inglesi pronto a pagare più tasse per salvare il Servizio sanitario nazionale
UK. Il 61% degli inglesi pronto a pagare più tasse per salvare il Servizio sanitario nazionale
Studi e Analisi
UK. Il 61% degli inglesi pronto a pagare più tasse per salvare il Servizio sanitario nazionale
È quanto emerso dal sondaggio del centro di ricerca British Social Attitudes. Quasi il 90% dei britannici pensa comunque che c’è una crisi di finanziamento del sistema che non riesce a far fronte alla domanda di salute sempre più elevata. I cittadini inglesi hanno compreso da tempo che domanda sanitaria e offerta sanitaria o trovano un punto di equilibrio o il sistema implode e perciò se bisogna implementare la fonte di finanziamento
Grazia Labate
Ma siamo sicuri che il problema sia chiamarlo “paziente”?
Ma siamo sicuri che il problema sia chiamarlo “paziente”?
Studi e Analisi
Ma siamo sicuri che il problema sia chiamarlo “paziente”?
Se devo essere sincero non mi sento diminuito di diritti se invece di essere chiamato cittadino o persona assistita vengo chiamato paziente dal medico che mi visita. Altre sono le violazioni che mi sento di combattere
Luca Benci
Deficit visivi. Il Piano nazionale è operativo ma c’è carenza di centri e personale. Relazione al Parlamento
Deficit visivi. Il Piano nazionale è operativo ma c’è carenza di centri e personale. Relazione al Parlamento
Studi e Analisi
Deficit visivi. Il Piano nazionale è operativo ma c’è carenza di centri e personale. Relazione al Parlamento
Presentata al Parlamento dal ministero della Salute la “Relazione del ministro della Salute sullo stato di attuazione delle politiche inerenti la prevenzione della cecità, l’educazione e la riabilitazione visiva”. Il Piano nazionale Prevezione (PNP) è attuato nelle Regioni, ma manca una diffusione organica dei centri di riabilitazione visiva e, in questi, non è ben strutturato il personale.  In Italia soffrono di ipovisione 4,5 milioni di persone. LA RELAZIONE.
Addizionali Irpef. Sono i Laziali i più tartassati. In Friuli Venezia Giulia le quote più basse
Addizionali Irpef. Sono i Laziali i più tartassati. In Friuli Venezia Giulia le quote più basse
Studi e Analisi
Addizionali Irpef. Sono i Laziali i più tartassati. In Friuli Venezia Giulia le quote più basse
Il Lazio si colloca al primo posto nella classifica stilata dal Centro studi dei commercialisti italiani delle regioni più tartassate d’Italia. L’addizionale regionale più cara si paga nel Lazio (849 euro), seguito da Molise (789 euro), Campania (731 euro) e Piemonte (740 euro), mentre quelle meno care si pagano nel Nord Est ed in Sardegna. Il Friuli Venezia Giulia è la regione con le addizionali Irpef più basse (363 euro). Le addizionali Irpef e Ires sono previste 'in automatico' per quelle amministrazioni, come il Lazio, in disavanzo sanitario.
Allattamento al seno: nuova guida Oms-Unicef per salvare la vita di 820mila bambini sotto i 5 anni
Allattamento al seno: nuova guida Oms-Unicef per salvare la vita di 820mila bambini sotto i 5 anni
Studi e Analisi
Allattamento al seno: nuova guida Oms-Unicef per salvare la vita di 820mila bambini sotto i 5 anni
Secondo le due organizzazioni, l'allattamento al seno per i primi 2 anni potrebbe salvare la vita a più di 820.000 bambini l'anno di età inferiore ai 5 anni. La guida pratica incoraggia le nuove mamme ad allattare e informa gli operatori sanitari sul modo migliore per sostenere l'allattamento al seno che, secondo Oms e Unicef, è vitale per la salute di un bambino per tutta la vita e riduce i costi per strutture sanitarie, famiglie e governi, protegge i neonati da infezioni e salva vite umane, migliora anche il QI, la preparazione e la frequenza scolastica ed è associato a un reddito più elevato nella vita adulta. Riduce anche il rischio di cancro al seno nella madre. LA GUIDA OMS-UNICEF.
Ma è vero che gli italiani non hanno i soldi per curarsi? Ecco come stanno veramente le cose
Ma è vero che gli italiani non hanno i soldi per curarsi? Ecco come stanno veramente le cose
Studi e Analisi
Ma è vero che gli italiani non hanno i soldi per curarsi? Ecco come stanno veramente le cose
Dall'indagine Istat sugli italiani che rinunciano alle cure per motivi di reddito si ridimensionano gli allarmi circolati finora: non 12-13 milioni e oltre, ma in media circa 4 milioni hanno avuto difficioltà più serie, mentre altri si sono limitati a rinunciare a qualche vistisa/prestazione. Il dato Istat si basa solo sulle prestazioni del Servizio sanitario nazionale italiano e quindi sull’assistenza reale erogata nelle Regioni e non considera la rinuncia eventuale a prestazioni a pagamento di tipo privato.
180-40: i due numeri (e il futuro) di una legge rivoluzionaria
180-40: i due numeri (e il futuro) di una legge rivoluzionaria
Speciale 40 anni della Legge 180
180-40: i due numeri (e il futuro) di una legge rivoluzionaria
L’Italia è l’unico Paese al mondo che ha superato le Istituzioni Totali, giungendo alla definitiva chiusura dei manicomi e degli OPG grazie alla creazione di una vera rete di assistenza psichiatrica di comunità, che rappresenta un modello di riferimento a livello internazionale. Ma dobbiamo fare i conti con le forti disomogeneità regionali che richiedono un nuovo Progetto Nazionale sulla Salute Mentale
B.Carpiniello e C.Mencacci
I primi 40 anni della 180. Dalla chiusura dei manicomi alla fine degli Ospedali psichiatrici giudiziari. È il momento di una seconda Conferenza Nazionale per la Salute Mentale
I primi 40 anni della 180. Dalla chiusura dei manicomi alla fine degli Ospedali psichiatrici giudiziari. È il momento di una seconda Conferenza Nazionale per la Salute Mentale
Speciale 40 anni della Legge 180
I primi 40 anni della 180. Dalla chiusura dei manicomi alla fine degli Ospedali psichiatrici giudiziari. È il momento di una seconda Conferenza Nazionale per la Salute Mentale
La legge 180 del 13 maggio 1978 ha dato dignità e diritti a chi soffre di gravi disturbi psichiatrici. C'è bisogno di diffondere una maggiore cognizione sulla curabilità dei gravi disturbi psichiatrici, dai quali si può guarire. E’ venuto il momento di riunire tutti gli attori, istituzionali e non, per un confronto vero dal quale uscire con un rinnovato impegno ad attuare i principi della legge 180, a partire dal diritto alla tutela della salute mentale e dai diritti di cittadinanza
Massimo Cozza
Giornata mondiale salute/1: copertura sanitaria universale per tutti. Obiettivo Oms è ampliarla a un miliardo di persone entro il 2030. Italia premiata dall’Oms: è tra i paesi con i maggiori livelli di copertura sanitaria
Giornata mondiale salute/1: copertura sanitaria universale per tutti. Obiettivo Oms è ampliarla a un miliardo di persone entro il 2030. Italia premiata dall’Oms: è tra i paesi con i maggiori livelli di copertura sanitaria
Studi e Analisi
Giornata mondiale salute/1: copertura sanitaria universale per tutti. Obiettivo Oms è ampliarla a un miliardo di persone entro il 2030. Italia premiata dall’Oms: è tra i paesi con i maggiori livelli di copertura sanitaria
Almeno la metà dei 7,3 miliardi di persone nel mondo non ha ancora una copertura completa dei servizi sanitari essenziali, anche se questa è aumentata dal 2000. La copertura sanitaria universale consiste nell'assicurare a tutte le persone di ottenere servizi sanitari di qualità, dove e quando ne hanno bisogno, senza subire difficoltà finanziarie. MONITORAGGIO OMS SU COPERTURA SANITARIA UNIVERSALE - IL KIT PER LA GIORNATA MONDIALE 2018 - DICHIARAZIONE DI TOKYO SU COPERTURA SANITARIA UNIVERSALE.
Giornata mondiale salute/2. Il Commissario UE: “Garantire accesso alle cure per tutti dovrebbe essere priorità per stati membri”
Giornata mondiale salute/2. Il Commissario UE: “Garantire accesso alle cure per tutti dovrebbe essere priorità per stati membri”
Studi e Analisi
Giornata mondiale salute/2. Il Commissario UE: “Garantire accesso alle cure per tutti dovrebbe essere priorità per stati membri”
Esistono ancora notevoli differenze riguardo all'aspettativa di vita e all'esposizione ai rischi per la salute nel mondo e nelle varie parti dell'UE. Per esempio, in Bulgaria, Ungheria e Lettonia i tassi di mortalità prematura dovuta a malattie croniche sono almeno due volte più alti della media dell'UE. Tali disparità sono spesso connesse a disuguaglianze sociali e causate, in parte, da disparità di accesso a cure di alta qualità per via dei costi elevati e dell'irregolare distribuzione geografica dei medici all'interno e tra i paesi dell'UE.
Vytenis Andriukaitis (Commissario UE per la Salute)
Giornata mondiale salute/3. Lorenzin: “Nostro Ssn è modello globale di cui essere orgogliosi e che dobbiamo rafforzare e tutelare”
Giornata mondiale salute/3. Lorenzin: “Nostro Ssn è modello globale di cui essere orgogliosi e che dobbiamo rafforzare e tutelare”
Studi e Analisi
Giornata mondiale salute/3. Lorenzin: “Nostro Ssn è modello globale di cui essere orgogliosi e che dobbiamo rafforzare e tutelare”
"Il nostro Paese, è annoverato dall’Oms tra i migliori al mondo, e come ha ricordato anche recentemente l’Ocse si conferma ai vertici mondiali per l’aspettativa di vita e registra ottimi indicatori di salute sulle principali patologie così come un’elevata qualità delle cure. Certo, le sfide che abbiamo davanti sono ancora tante e un tassello fondamentale su cui lavorare incessantemente è la prevenzione". Questo il messaggio della ministra della Salute sulla sua pagina Facebook.