Studi e Analisi

Heavy Episodic Drinking: 8 giovani su 10 bevono a dismisura almeno una volta all’anno
Heavy Episodic Drinking: 8 giovani su 10 bevono a dismisura almeno una volta all’anno
Emilia-Romagna
Heavy Episodic Drinking: 8 giovani su 10 bevono a dismisura almeno una volta all’anno
L' Heavy Episodic Drinking, bere a dismisura in un'unica serata, è un'abitudine sempre più diffusa tra i giovani. Si lasciano andare a questo tipo di trasegressione, almeno una volta all’anno, l’83% dei giovani tra 18 e 29 anni. E' emerso da una ricerca europea che ha coinvolto 390 ragazzi e ragazze bolognesi. Ecco tutti i risultati.
Il TSO va riformato al più presto
Il TSO va riformato al più presto
Studi e Analisi
Il TSO va riformato al più presto
Ritengo che in una democrazia di matrice solidaristico sociale qual è la nostra, non possa esistere salute psicologica senza la libertà perché quando non abbiamo la libertà non siamo più persone umane. Onestamente credo che l’istituto vada rivisto e al più presto per adeguarci a una maggiore umanità della privazione della libertà personale di un potenziale paziente con problemi di natura psicologica
Vincenzo Musacchio
Malattie rare e cronicità. Diagnosi tardive e costi insostenibili. Il Rapporto di Cittadinanzattiva
Malattie rare e cronicità. Diagnosi tardive e costi insostenibili. Il Rapporto di Cittadinanzattiva
Studi e Analisi
Malattie rare e cronicità. Diagnosi tardive e costi insostenibili. Il Rapporto di Cittadinanzattiva
I tempi per ottenere una diagnosi si allungano, a discapito di quelli dedicati al rapporto medico-paziente. I costi sono insostenibili e la burocrazia finisce per frantumare i diritti più elementari. E' la fotografia dei cittadini “in Cronica attesa”, scattata nel XV Rapporto sulle politiche della cronicità di Cittadinanzattiva. Sette persone su 10 che soffrono di una malattia rara devono spostarsi per curarsi, sostenendo costi di viaggio e alloggio. Ancora troppe difficoltà per arrivare alla diagnosi o per il riconoscimento dell’invalidità e-o dell’handicap, per l'acquisto di di parafarmaci o per pagare privatamente esami e visite specialistiche
Isabella Faggiano
Morti sul lavoro: l’Italia non brilla ed è a metà classifica Eurostat. I dati diffusi in occasione della Giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro  del prossimo 28 aprile
Morti sul lavoro: l’Italia non brilla ed è a metà classifica Eurostat. I dati diffusi in occasione della Giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro  del prossimo 28 aprile
Studi e Analisi
Morti sul lavoro: l’Italia non brilla ed è a metà classifica Eurostat. I dati diffusi in occasione della Giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro  del prossimo 28 aprile
In tutto nel 2014, secondo i dati Eurostat si sono verificati 3 348 incidenti mortali sul posto di lavoro nell'Unione europea. Tra tutti gli Stati membri, i tassi di incidenza standardizzati minori sono stati registrati nei Paesi Bassi (1,0 ogni 100.000 lavoratori, in Grecia (1,2), Finlandia (1,2 nel 2013), Germania (1,4), Svezia (1,5) e Regno Unito (1,6), mentre i più alti sono stati registrati in Romania (7,1), Lettonia (6,0), Lituania (5,6) e in Bulgaria (5,4). L'Italia è a metà classifica (3,01), ma con un tasso di mortalità ogni 100mila lavoratori superiore alla media dell'Ue a 28 Paesi e a quasi tutti i maggiori partner europei.
“Tutela la salute”. Ecco perché tutti dovrebbero leggere il libro di Benci
“Tutela la salute”. Ecco perché tutti dovrebbero leggere il libro di Benci
Studi e Analisi
“Tutela la salute”. Ecco perché tutti dovrebbero leggere il libro di Benci
Attualità, lucidità, professionalità. Attualità perché questo libro è stato scritto quasi come un diario di bordo nella tempesta, cioè in tempo reale. Lucidità perché la lettura dei problemi è disincantata, oggettiva. Professionalità, perché tutti i problemi affrontati dal libro, (dalla privatizzazione alla appropriatezza prescrittiva) sono trattati con gli strumenti del mestiere quindi leggendo i fenomeni prima di tutto come una violazione delle norme.
Ivan Cavicchi
Italiani. Nel 2065 saremo 7 milioni di meno. E il Sud si “spopola”
Italiani. Nel 2065 saremo 7 milioni di meno. E il Sud si “spopola”
Studi e Analisi
Italiani. Nel 2065 saremo 7 milioni di meno. E il Sud si “spopola”
L’Istat ha fatto le sue previsioni sul trend dei residenti in Italia a medio e lungo termine. Nel 2045 dovremmo scendere dagli attuali 60,7 milioni a 58,6 per crollare a 53,7 milioni nel 2065. Le future nascite non riusciranno a colmare il vuoto lasciato dai futuri decessi con un saldo negativo di 300/400mila unità in meno all’anno. La diminuzione dei residenti riguarderà poi soprattutto il Meridione dove risiederà solo il 29% degli abitanti contro il 34% attuale. IL RAPPORTO.
Disturbo da gioco d’azzardo: colpiti soprattutto gli uomini tra 41 e 50 anni. Chi li assiste, dove e come. La prima indagine on line dell’Iss
Disturbo da gioco d’azzardo: colpiti soprattutto gli uomini tra 41 e 50 anni. Chi li assiste, dove e come. La prima indagine on line dell’Iss
Studi e Analisi
Disturbo da gioco d’azzardo: colpiti soprattutto gli uomini tra 41 e 50 anni. Chi li assiste, dove e come. La prima indagine on line dell’Iss
Sono soprattutto gli uomini tra 41 e 50 anni a rivolgersi alle strutture contro il disturbo da gioco d'azzardo, anche se andando avanti con l'età le donne quasi li raggiungono. L'indagine on line svolta dall'Iss tra i SerT/SerD e i centri del privato sociale che si occupano della materia mette in luce che gli interventi più frequenti nel Ssn sono il counselling individuale e la psicoterapia individuale, ma anche terapie familiari e terapie di coppia. L'INDAGINE.
Epidemie e minacce pandemiche. Gli europei insoddisfatti del “racconto” delle autorità sanitarie: “Vogliamo più trasparenza”
Epidemie e minacce pandemiche. Gli europei insoddisfatti del “racconto” delle autorità sanitarie: “Vogliamo più trasparenza”
Studi e Analisi
Epidemie e minacce pandemiche. Gli europei insoddisfatti del “racconto” delle autorità sanitarie: “Vogliamo più trasparenza”
I più insoddisfatti sono gli italiani: l’88%. Per otto cittadini europei su dieci, scuole e uffici dovrebbero venir chiusi in caso di epidemie come Zika o Ebola. Questi alcuni dei risultati della consultazione popolare realizzata in Italia, Bulgaria, Danimarca, Francia, Irlanda, Romania, Norvegia e Svizzera, finanziata dall’Unione Europea e presentati oggi al Parlamento Europeo
Il total reward che vuole sostituire l’articolo 32 della Costituzione
Il total reward che vuole sostituire l’articolo 32 della Costituzione
Studi e Analisi
Il total reward che vuole sostituire l’articolo 32 della Costituzione
Il sistema di total reward rappresenta l’insieme dei sistemi di retribuzione adottati dall’impresa, con il fine di attrarre e trattenere le persone motivandole e orientando i comportamenti verso i risultati attesi. In questo quadro si inserisce la mutualità aziendale sempre più estesa che non farà altro che ridurre lo spazio della sanità pubblica
Ivan Cavicchi
La corruzione e gli sprechi in sanità costano al nostro Ssn molto di più di quanto crediamo
La corruzione e gli sprechi in sanità costano al nostro Ssn molto di più di quanto crediamo
Studi e Analisi
La corruzione e gli sprechi in sanità costano al nostro Ssn molto di più di quanto crediamo
Il fenomeno corruttivo blocca infatti risorse che potrebbero essere destinate all’assunzione di nuovo personale sanitario, a garantire i Lea, l’aggiornamento dei macchinari e all’edilizia sanitaria migliorando il confort per pazienti ed operatori avendo ancora a disposizione ulteriori risorse. Inoltre la legislazione non riesce a incidere in termini di repressione e prevenzione sui fenomeni corruttivi.
Antonio Magi
Ritorno o superamento definitivo delle Mutue? Costruire un Secondo Pilastro anche in Sanità per un sistema più equo ed inclusivo
Ritorno o superamento definitivo delle Mutue? Costruire un Secondo Pilastro anche in Sanità per un sistema più equo ed inclusivo
Studi e Analisi
Ritorno o superamento definitivo delle Mutue? Costruire un Secondo Pilastro anche in Sanità per un sistema più equo ed inclusivo
È necessario intervenire a livello normativo per riportare le forme sanitarie integrative all’interno del sistema sanitario del nostro Paese estendendone l’ambito di operatività a tutta la spesa sanitaria privata e permettendo a tutti i cittadini di aderirvi. Si tratta in realtà quindi di dar vita ad un Secondo Pilastro anche in Sanità, così come già fatto in campo previdenziale. Più di un “ritorno alle Mutue” si tratta di un definitivo “superamento delle Mutue”.
Marco Vecchietti
Aborto. Turco (Fondazione Iotti): “Si apra un tavolo di confronto tra medici obiettori e non obiettori”
Aborto. Turco (Fondazione Iotti): “Si apra un tavolo di confronto tra medici obiettori e non obiettori”
Studi e Analisi
Aborto. Turco (Fondazione Iotti): “Si apra un tavolo di confronto tra medici obiettori e non obiettori”
“Su questo tema non possiamo permetterci polemiche politiche e scontri ideologici, anche perché si rischia di oscurare il successo della legge 194 grazie alla quale stiamo assistendo a un drastico calo degli aborti”. L’ex ministro della salute lancia un messaggio al ministro Lorenzin in occasione della presentazione suo libro “Per non tornare al buio” nella sede della Camera a Palazzo San Macuto
Ester Maragò
Quando il ricovero non serve. Ancora troppo alti i tassi di ospedalizzazione per molte patologie che dovrebbero essere curate nel territorio
Quando il ricovero non serve. Ancora troppo alti i tassi di ospedalizzazione per molte patologie che dovrebbero essere curate nel territorio
Influenziamoci: la prevenzione è contagiosa
Quando il ricovero non serve. Ancora troppo alti i tassi di ospedalizzazione per molte patologie che dovrebbero essere curate nel territorio
Nuova puntata della nostra analisi sulle SDO 2015. Questa volta abbiamo analizzato i tassi di ospedalizzazione di patologie come ome il diabete non controllato, il  diabete con  complicanze,  l'insufficienza  cardiaca,  l'asma  nell'adulto,  le  malattie  polmonari  croniche  ostruttive,  l'influenza  nell'anziano  e  le  patologie  correlate  all'alcol. In questi casi, secondo il ministero della Salute, valori più bassi di ricoveroi significano migliore efficienza dell'assistenza sanitaria nel suo complesso, sia come efficacia dei servizi territoriali, sia come ridotta inappropriatezza  del ricorso all'ospedalizzazione. 
Ancora sul welfare aziendale e sul “trappolone” di Renzi & C.
Ancora sul welfare aziendale e sul “trappolone” di Renzi & C.
Studi e Analisi
Ancora sul welfare aziendale e sul “trappolone” di Renzi & C.
Il def 2017 in sintonia con la politica economica, ispirata dal Jobs act e che la “mozione Renzi”, per evidenti ragioni di coerenza, non smentisce, conferma il de-finanziamento della sanità ma, questa volta, (ecco la vera novità sulla quale i nostri arcigni commentatori hanno stranamente taciuto), prevedendo in modo esplicito, di contro, misure per lo sviluppo del welfare aziendale
Ivan Cavicchi
Salute della donna. Vivono più degli uomini ma la percezione del loro stato di salute è peggiore. Fumano di meno ma fanno poco sport e molte malattie colpiscono più loro che i maschi
Salute della donna. Vivono più degli uomini ma la percezione del loro stato di salute è peggiore. Fumano di meno ma fanno poco sport e molte malattie colpiscono più loro che i maschi
Studi e Analisi
Salute della donna. Vivono più degli uomini ma la percezione del loro stato di salute è peggiore. Fumano di meno ma fanno poco sport e molte malattie colpiscono più loro che i maschi
Come stanno le donne: vita media più alta, ma percezione peggiore del proprio stato di salute, bevitrici a rischio e maggiori limitazioni funzionali. Va meglio nella prevenzione secondo i dati Istat e Osservasalute. Focus sulla salute al femminile in vista della prossima Giornata nazionale della salute della donna in programma sabato 22 aprile.
“Noi Italia”, 100 statistiche Istat per capire il Paese. Salute: Italia migliora ma forte divario regionale e in Europa è a metà classifica 
“Noi Italia”, 100 statistiche Istat per capire il Paese. Salute: Italia migliora ma forte divario regionale e in Europa è a metà classifica 
Studi e Analisi
“Noi Italia”, 100 statistiche Istat per capire il Paese. Salute: Italia migliora ma forte divario regionale e in Europa è a metà classifica 
L'Istat ha pubblicato l'edizione 2017 di "Noi Italia": le cento statistiche Istat per capire il Paese. Rispetto al livello europeo, da oltre un decennio il sistema sanitario è sotto riforma per razionalizzare le risorse e contenere la spesa quasi del tutto pubblica. Quella privata nel 2015 è stata in Italia è del 24,5% del totale, come in Estonia e Finlandia; i contributi maggiori si registrano in Grecia (39,4%), i contributi minori in Germania (15,0%).
Quando il ricovero è inappropriato, analisi delle Sdo 2015. Il Parto Cesareo resta a livelli altissimi: in dieci anni calati solo del 3%. Negli altri campi le cose vanno meglio ma restano problemi di “appropriatezza organizzativa”
Quando il ricovero è inappropriato, analisi delle Sdo 2015. Il Parto Cesareo resta a livelli altissimi: in dieci anni calati solo del 3%. Negli altri campi le cose vanno meglio ma restano problemi di “appropriatezza organizzativa”
Studi e Analisi
Quando il ricovero è inappropriato, analisi delle Sdo 2015. Il Parto Cesareo resta a livelli altissimi: in dieci anni calati solo del 3%. Negli altri campi le cose vanno meglio ma restano problemi di “appropriatezza organizzativa”
Dall'analisi degli indici di appropriatezza delle Sdo 2015 risulta migliorata più quella clinica di quella organizzativa. Ma i cesarei restano la macchia indelebile che non va: praticamente non calano dal 2007 (primo anno dei piani di rientro) salvo poche eccezioni e l'Italia reasta tra i Paesi Ue col numero più elevato.
Eurostat. Come stanno in salute gli europei? Nel 73% dei casi bene. Italiani poco sopra la media (76.9)
Eurostat. Come stanno in salute gli europei? Nel 73% dei casi bene. Italiani poco sopra la media (76.9)
Studi e Analisi
Eurostat. Come stanno in salute gli europei? Nel 73% dei casi bene. Italiani poco sopra la media (76.9)
La percezione del livello di salute degli italiani pone il Paese a metà della classifica Eurostat, ma il dato è in peggioramento rispetto al 2014 e l'Italia in un anno finisce al terzultimo posto nella perdita percentuale di chi ha dichiarato di stare "bene o molto bene" in salute. Al top Cipro, Grecia e Irlanda. In fondo alal classifica Lituania, Portogallo e Lettonia.
Il Mezzogiorno sta male. Più alti livelli di mortalità, speranza di vita più bassa e cresce la spesa privata. Il Rapporto Osservasalute 2016
Il Mezzogiorno sta male. Più alti livelli di mortalità, speranza di vita più bassa e cresce la spesa privata. Il Rapporto Osservasalute 2016
Studi e Analisi
Il Mezzogiorno sta male. Più alti livelli di mortalità, speranza di vita più bassa e cresce la spesa privata. Il Rapporto Osservasalute 2016
Ma desta comunque preoccupazione anche il quadro nazionale, soprattutto per l'aumento vertiginoso delle malattie croniche che ormai colpiscono il 40% della popolazione. Gli squilibri Nord-Sud sono notevoli anche rispetto alle risorse disponibili (530 euro in meno tra Calabria e Bolzano), ma la differenza di spesa non basta a spiegare le differenze nei livelli di salute. Resta comunque il fatto che un cittadino di Trento ha una speranza di vita di 82,3 anni mentre uno in Campania non supera mediamente gli 80,5 anni. TUTTI I DATI REGIONE PER REGIONE, SCARICA IL RAPPORTO INTEGRALE
Rischio mutue. Io e Fassari siamo amici da 40 anni. Questo non vuol dire che siamo sempre d’accordo
Rischio mutue. Io e Fassari siamo amici da 40 anni. Questo non vuol dire che siamo sempre d’accordo
Studi e Analisi
Rischio mutue. Io e Fassari siamo amici da 40 anni. Questo non vuol dire che siamo sempre d’accordo
Sul rischio mutue la pensiamo molto diversamente. Ma la nostra è una discussione come tante altre su questioni importanti sfruttando un rapporto di amicizia di affetto e di stima  grazie al quale (fatemelo dire) i nostri lettori hanno tuttavia il privilegio di godere di qualcosa che nessun altro giornale può permettersi
Ivan Cavicchi
Corruzione in sanità. Servirebbe più cautela sui dati. Si lavori per motivare gli operatori anziché mortificarli con giudizi generici e sommari
Corruzione in sanità. Servirebbe più cautela sui dati. Si lavori per motivare gli operatori anziché mortificarli con giudizi generici e sommari
Studi e Analisi
Corruzione in sanità. Servirebbe più cautela sui dati. Si lavori per motivare gli operatori anziché mortificarli con giudizi generici e sommari
La "ricerca" su illegalità e corruzione non è esente dai difetti che condizionano la gran parte degli studi condotti in ambito sanitario. Essa gode infatti di una risonanza molto ampia ma, purtroppo, non sempre è rigorosa. La corruzione “vende”. Ma solo una buona ricerca può rivelarsi la chiave per valorizzare e rafforzare il patrimonio di integrità del Ssn, fortunatamente ancora ampio.
Nerina Dirindin, Luca De Fiore e Chiara Rivoiro
Benchmark Ocse sui sistemi sanitari di 29 Paesi. L’Italia spende poco e ha buoni risultati, ma long term care e prevenzione ancora non vanno. E gli altri? Luci e ombre dalla Ue al Giappone  
Benchmark Ocse sui sistemi sanitari di 29 Paesi. L’Italia spende poco e ha buoni risultati, ma long term care e prevenzione ancora non vanno. E gli altri? Luci e ombre dalla Ue al Giappone  
Studi e Analisi
Benchmark Ocse sui sistemi sanitari di 29 Paesi. L’Italia spende poco e ha buoni risultati, ma long term care e prevenzione ancora non vanno. E gli altri? Luci e ombre dalla Ue al Giappone  
L'Ocse propone una panoramica dell'assistenza in numerosi Paesi, anche oltreoceano. La situazione è simile con alti e bassi per quasi tutti quelli d'Europa, ma milgiora molto andando agli antipodi con Canada e Giappone. Le maggiori criticità in Grecia ma anche in Gran Bretagna rilevati molti problemi per la mortalità tumorale e per ictus più alta della media. In Francia troppi ricoveri impropri e la Germania deve fare i conti con consumi troppo alti di alcol e antidepressivi. La Spagna ha pochi infermieri e in Danimarca nonostante una buona sanità si vive meno della media.
Corruzione in sanità. Nel 2016, secondo il Censis, una Asl su quattro è stata vittima di almeno un episodio corruttivo. Un dato che non convince. Ecco perché
Corruzione in sanità. Nel 2016, secondo il Censis, una Asl su quattro è stata vittima di almeno un episodio corruttivo. Un dato che non convince. Ecco perché
Studi e Analisi
Corruzione in sanità. Nel 2016, secondo il Censis, una Asl su quattro è stata vittima di almeno un episodio corruttivo. Un dato che non convince. Ecco perché
Presentati oggi a Roma i nuovi dati del network Curiamo la Corruzione, coordinato da Transparency International Italia, con Censis, ISPE Sanità e RiSSC. Come lo scorso anno, quando si parlò del 37% delle Asl oggetto di corruzione, il dato ha fatto scalpore guadagnandosi l'attenzione dei media. Ma noi, probailmente controcorrente, manteniamo intatte le riserve su questo tipo di analisi che già manifestammo in occasione della presentazione dei precedenti report
C.F.
L’Ema è perfetta a Milano. Ecco perché
L’Ema è perfetta a Milano. Ecco perché
Studi e Analisi
L’Ema è perfetta a Milano. Ecco perché
Perché l’Italia nel farma in EU è leader. Primeggiamo per produzioni (30 mld + 14 mld d’indotto) ed esportazioni (22 mld), raro primato tricolore, ricerca clinica (il 20% dei trial EU), ottimi servizi ed expertise, capacità di regolazione e gestione dell’accesso al mercato e del suo controllo
Fabrizio Gianfrate
Eurostat. Italiani al quarto posto in Europa per bisogni di cura insoddisfatti a causa dei costi eccessivi. Critiche maggiori dalle fasce più fragili della popolazione
Eurostat. Italiani al quarto posto in Europa per bisogni di cura insoddisfatti a causa dei costi eccessivi. Critiche maggiori dalle fasce più fragili della popolazione
Studi e Analisi
Eurostat. Italiani al quarto posto in Europa per bisogni di cura insoddisfatti a causa dei costi eccessivi. Critiche maggiori dalle fasce più fragili della popolazione
Secondo i dati Eurostat gli italiani che dichiarano "bisogni di cura insoddisfatti" per i costi eccessive delle cure mediche sono il 6,5%, al quarto posto per numerosità dopo Grecia, Romania e Lituania. Va peggio per i redditi più bassi. Ma gli italiani stanno meglio degli altri: l'Italia è al sestultimo posto per percentuale di persone che hanno una patologia o un problema di salute da lungo tempo
“L’immagine del Ssn più equo del mondo ormai è un paravento. La nostra sanità pubblica sta andando a picco”. Intervista a Luca Benci 
“L’immagine del Ssn più equo del mondo ormai è un paravento. La nostra sanità pubblica sta andando a picco”. Intervista a Luca Benci 
Studi e Analisi
“L’immagine del Ssn più equo del mondo ormai è un paravento. La nostra sanità pubblica sta andando a picco”. Intervista a Luca Benci 
“Rischiamo un ridimensionamento del nostro Servizio sanitario nazionale e una sua riduzione al “pavimento” (pavimento è qualcosa che si colloca in basso) di diritti. Nei primi anni novanta ci provò l’allora ministro De Lorenzo a riattivare delle ‘mutue volontarie’ che avrebbero permesso addirittura la mancata iscrizione al Servizio sanitario nazionale. Oggi rischiamo invece di avere un doppio livello di prestazioni erogabili: una parte fruibili per tutti e una parte destinate a chi le può acquistare”
C.F.
Sud al rallentatore su assistenza, servizi e soddisfazione dei cittadini. I dati Istat confermano l’allarme del ministro Lorenzin
Sud al rallentatore su assistenza, servizi e soddisfazione dei cittadini. I dati Istat confermano l’allarme del ministro Lorenzin
Studi e Analisi
Sud al rallentatore su assistenza, servizi e soddisfazione dei cittadini. I dati Istat confermano l’allarme del ministro Lorenzin
I dati Istat contenuti nel data basa Health for all Italia confermano la bassa soddisfazione dei cittadini del Sud per i servizi sanitari offerti e la situazione disegnata dal ministro della Salute nella sua anticipazione degli adempimenti Lea 2015. E al Sud si spende - ancora - anche di più.
Ssn verso mutue e assicurazioni? Non è detto e in ogni caso ecco cosa fare per impedirlo
Ssn verso mutue e assicurazioni? Non è detto e in ogni caso ecco cosa fare per impedirlo
Studi e Analisi
Ssn verso mutue e assicurazioni? Non è detto e in ogni caso ecco cosa fare per impedirlo
Due idee. Da un lato eliminare gli incentivi fiscali per tutto ciò che non è effettivamente integrativo al Ssn. Dall'altro, se Stato, Regioni e ASL entrassero nella gestione di Fondi integrativi (soluzione che potrebbe essere migliore, rispetto ad alternative, e in questo sposiamo in pieno la proposta del Direttore di QS), dovrebbero limitarsi a prestazioni davvero integrative, di cui una seria valutazione di merito effettuata da esperti per conto del SSN confermi l’efficacia (almeno probabile), ancorché non/non ancora accolte nei LEA
Allineare Sanità e Salute e altri
Ritorno alle mutue. Niente vintage ma gestione della spesa privata oggi disordinata e inefficiente
Ritorno alle mutue. Niente vintage ma gestione della spesa privata oggi disordinata e inefficiente
Studi e Analisi
Ritorno alle mutue. Niente vintage ma gestione della spesa privata oggi disordinata e inefficiente
Il ritorno delle mutue? La moda del vintage, della nostalgia canaglia della gioventù, suo driver psicologico, di quando, nei benevoli ricordi, tutto era migliore? O una stampella per il SSN dai circa 40 miliardi di spesa privata oggi frammentata ed entropicamente anarchica? Un paio di riflessioni in merito
Fabrizio Gianfrate