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Enpam: se si fosse vigilato, gli scandali non ci sarebbero stati

06 NOV - Gentile direttore,
ritengo doveroso ringraziarla perché il suo giornale, nell’ospitare articoli sull’Enpam, dà la possibilità ai medici italiani di venire a conoscenza di come venga gestita la loro Cassa di Previdenza che dovrebbe garantire la loro pensione.
 
Essendo l’Enpam e la sua amministrazione di vitale importanza per il futuro pensionistico dei Colleghi, la mia puntualizzazione ritengo sia un obbligo nei loro confronti e non può essere relegata come bega personale la querelle con Oliveti.
 
Ringrazio quindi dell’ospitalità il QS, per l’opportunità che mi si dà nel rispondere alle affermazioni del presidente Oliveti che mi contesta solamente l’applicabilità all’Enpam del D.Lgs 231/01 relativo alla costituzione dell’Organismo di Vigilanza. Come dimostrerò non è assolutamente così e comunque, in ogni caso, evita di affrontare tutte le altre affermazioni per le quali, evidentemente, non ha argomenti per contestarle

 
Scrive Oliveti: “La cosa grave è che dall’affermazione inesatta, (n.d.r.: cioè che l’Enpam non abbia voluto adeguarsi  al decreto sulla responsabilità amministrativa) l’autore trae la conclusione che risultano ben motivate le recenti richieste di commissariamento”.
 
Oliveti conosce che ben altre sono le motivazioni argomentate in 5 pagine dagli Ordini di Milano e Bologna e dai sindacati non allineati. Non ultime le circostanziate denunce del consigliere Milillo.
 
Nella mia nota affermo, al contrario, che l’Ente era stato il primo degli Enti previdenziali privatizzati ad adeguarsi al D.Lgs 231/01, come riportato dal Sole 24 ore Sanità del 16 giugno 2008 e dallo stesso Giornale della Previdenza, periodico informativo della Fondazione ENPAM,  nel numero 6/2008.
 
Giova a questo punto riportare integralmente il comunicato del nostro ente:
 
Con l’insediamento in data 30/05/2008 dell’Organismo di Vigilanza cui sono stati chiamati, in qualità di Presidente, il dott. Emidio Frascione, Presidente di Sezione presso il Consiglio di Stato e già Capo di gabinetto al Ministero della Salute e, come componenti, il dott. Bruno di Fortunato, Procuratore Regionale della Corte dei Conti per l’Abruzzo, e il dott. Alberto Proia, dirigente della Funzione Internal Auditing, si è completato il processo di adeguamento dell’Enpam al D.Lgs. 231/2001 sulla responsabilità di Enti e Società. 
Omissis… 
Ulteriori significativi passi sono stati la definizione del Codice Etico, e l’approvazione dello Statuto dell’Organismo di Vigilanza, che ha il compito di verificare in modo indipendente la corretta applicazione del Modello e del Codice e di proporre gli eventuali adeguamenti richiesti dalla normativa e dalla evoluzione del contesto interno ed esterno.”
 
Già nella prima relazione dell’Organismo di Vigilanza ai vertici dell’Enpam, veniva evidenziata la presenza di alcune aree più esposte ai rischi di cui al D.Lgs 231/01, relative, in particolare, al settore degli investimenti. Nella stessa relazione venivano comunque indicate, in modo costruttivo, a tutela dell’Ente e a salvaguardia dei diritti degli iscritti, proposte di adeguamento delle relative procedure.
 
Purtroppo, a questo punto, il cammino virtuoso del nostro ente si interrompeva e, come già riportato, veniva inizialmente rimosso dall’incarico il dott. Alberto Proia, in palese contrasto con lo statuto dell'Organismo: ”ciascun componente dell' Organismo di vigilanza non può essere revocato, salvo per giusta causa” e, poco dopo, revocato l’intero Organismo di Vigilanza.
 
Nella relazione-esposto del Presidente Emidio Frascione ai Ministeri Vigilanti e alla Corte dei Conti veniva tra l’altro ipotizzata, come possibile motivo della revoca, proprio l’attenzione posta dall’Organismo sugli investimenti e veniva citata, tra l’altro, anche la questione della nuova sede dell’Enpam in piazza Vittorio il cui valore economico pare sia da considerarsi rovinosamente crollato a ben vedere il balletto di perizie.
 
Come già detto il principale destinatario dell’esposto del Presidente Frascione era il dott. Francesco Verbaro, all’epoca Segretario Generale del Ministero del Lavoro, che ha poi ricevuto incarichi professionali dalla stessa Fondazione Enpam (Esperto Giuridico). A proposito di comportamenti etici e di incompatibilità e inconferibilità rimando, per brevità, a quanto già esposto nella mia precedente lettera del 31 ottobre.
 
Il dott. Oliveti evidenzia comunque che la scelta dell’Ente sarebbe in linea con indicazioni del Ministero, trasmesse ben 2 anni dopo la soppressione dell’Organismo di Vigilanza, al tempo in cui lo stesso dott. Verbaro, ora anche “senior advisor” di Oliveti all’Adepp, era ancora Segretario Generale del Ministero.
 
Va rilevato che tali indicazioni sembrerebbero però non valere per gli altri Enti analoghi, quali ad esempio Enpap (Psicologi), Cassa Forense (Avvocati), Enpacl (Consulenti del lavoro), Eppi (Periti industriali) ecc., che si sono, correttamente, adeguati al D.Lgs 231/01. Sono solo più virtuosi o non hanno nulla da temere dall’Organismo di controllo?
 
Oliveti dimentica di riferire che recentemente, inoltre, anche l’Anac ha invitato, con determinazione, le Casse a promuovere l’adozione di modelli organizzativi ex D.Lgs 231/01. 
 
Non sembra inoltre che il Comitato di Controllo Interno, come afferma Oliveti, sia “senza oneri aggiuntivi a carico del relativo bilancio" (dott. Buscema 60.000, avv. Diotallevi 50.000, 50 mila avv. Napoli )
 
 È ormai di tutta evidenza che i vari scandali, che da anni stanno interessando l’Enpam come, da ultimo, il caso eclatante di Enpam Sicura, molto probabilmente non si sarebbero verificati, se avessimo consentito all’Organismo di Vigilanza di continuare a svolgere, correttamente, il proprio compito.
 
Oliveti maliziosamente, per sminuire quanto da me scritto, afferma che il sottoscritto “votava a favore delle delibere in materia”. Polemizzare su come abbia votato o meno ha poca o nulla importanza, vanno invece valutati i fatti riportati.
 
Non escludo tuttavia che abbia votato positivamente, ma chi ha un minimo di esperienza su come si svolgano i consigli di amministrazione sa benissimo come il voto possa essere influenzato e/o orientato da come la delibera venga presentata per l’approvazione
 
Prova ne è che nella stessa relazione dell’Organismo di Vigilanza, prima che venisse soppresso, si diceva esplicitamente che le funzioni assegnate alla società di consulenza, relative alla gestione di un patrimonio così ingente, “prestano facilmente il fianco alla derivazione di fattispecie illecite che potrebbero verificarsi nell’espletamento delle stesse” e che non si esclude il rischio di “un’incompleta o addirittura artatamente e strumentalmente  falsa rappresentazione della realtà agli organi deliberanti della Fondazione in modo da favorire l’assunzione di decisione di spese non in linea con gli interessi dell’ente”.
 
In ogni caso non mi sottraggo alle mie responsabilità. Per quanto mi riguarda, quale Consigliere di Amministrazione Enpam, ho votato secondo coscienza non rilevando, al momento, irregolarità. Quanto le ho rilevate, nell’interesse delle pensioni dei colleghi, come noto, le ho responsabilmente denunciate alle Autorità di questo Paese. Di questo mi se ne fa una colpa. Ovviamente non mi pento assolutamente di quanto ho fatto.
 
Relativamente al rimando di Oliveti alla morale Hegeliana da me citata, ricordo a qualcuno se ritenga “morale”, sottraendo risorse al bilancio destinato alle pensioni, percepire emolumenti sei volte superiori a quelli percepiti dal presidente INPS Boeri. E’ appena il caso sottolineare che Enpam ha la responsabilità delle pensioni di 350 mila medici iscritti obbligatoriamente alla Cassa, Boeri ha la responsabilità di ben 20 milioni di cittadini! La esosità dei compensi degli amministratori Enpam è stata più volte richiamata (25-5-11 e 20-7-16) dalla Commissione Bicamerale di Controllo sugli Enti previdenziali.
 
Ma questa è questa è un’altra storia, spero che se ne riparlerà. Rilevo che, proprio Quotidiano Sanità ha pubblicato la denuncia del consigliere di amministrazione Milillo relativa a comportamenti dei revisori dei conti Enpam che comportano emolumenti n volte superiori a quelli percepiti dai revisori delle altre Casse. 
 
Prof. Salvatore Sciacchitano
Già Consigliere del Consiglio di Amministrazione Enpam

06 novembre 2016
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