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Ritorno alle mutue? Smentita di Renzi sarebbe importante

28 MAR - Gentile Direttore,
ho letto con vivo interesse il suo articolo sulla problematica sollevata inizialmente dal prof. Cavicchi, che ha espresso timori sul suo Giornale in due occasioni (l’ultima ieri) sull’eventuale “scivolamento” del nostro Servizio Sanitario Nazionale verso un sistema mutualistico con minori garanzie per importanti fasce della popolazione.
 
Tale pericolo è intravisto nella “Mozione Renzi” per le primarie del Partito Democratico e ritenuto coerente con numerose altre precedenti misure dei governi recentemente succedutisi.
 
La preoccupazione è stata anche condivisa ed espressa, sempre sul suo eccellente giornale, dalla deputata Mdp Marisa Nicchi dalla giornalista e scrittrice Daniela Francese nonché dal Prof. Ferdinando Terranova, docente di I fascia in Tecnologie per l'Igiene Edilizia ed Ambientale, Sapienza Università di Roma, dal dott. Maurizio Benato già vice presidente del Comitato Centrale della Fnomceo. Se permette aggiungo anche le mie preoccupazioni nonostante le smentite degli On.li Donata Lenzi e Federico Gelli.

 
Ma lasci prima esprimere la mia soddisfazione per l’importante dibattito che ambito sanitario il giornale da Lei mirabilmente diretto permette a livello nazionale. Raramente questo era accaduto prima e di ciò mi fa piacere rendergliene merito pubblicamente anche se qualche articolo esprime critiche nei miei confronti o dell’Ordine che rappresento. Ma questo, si sa, fa parte del gioco democratico e certo non me ne lamento.
 
Chi le si rivolge, come Lei sa,  è un presidente di Ordine  interessato alle ricadute sul Codice di Deontologia Medica che possono esservi in funzione delle decisioni politiche in ambito sanitario da parte del Parlamento e del Governo. Naturalmente anche le opinioni di un grande partito come quello Democratico sono di rilevante interesse soprattutto nella fase di gestazione, formazione,  confronto e dibattito. E credo che esprimere costruttive perplessità possa essere di qualche ausilio.  
 
Gent.mo dott. Fassari, premetto che ho letto con grande attenzione il documento del Partito Democratico “Primarie PD del 30 aprile - Avanti Insieme – Documento congressuale a sostegno della candidatura di Matteo Renzi” documento che sbrigativamente viene definito “Mozione Renzi” e mi atterrò brevemente soltanto alla parte concernente i servizi di welfare e sanità.
 
Naturalmente ho apprezzato tutti vari passaggi sul welfare soprattutto quelli concernenti la non autosufficienza che è vieppiù crescente nel nostro Paese che vanta un invidiabile incremento della vita media con, purtroppo, ricadute sulla popolazione anziana sempre più bisognosa di soccorso.
 
Alla mia età, dopo oltre quant’anni di attività professionale, ho seguito l’evoluzione del nostro sistema sanitario transitato da quello mutualistico a quello universale solidaristico frutto dell’accordo di tutti i partiti politici nel 1978 quando all’unanimità si è istituito il Servizio Sanitario Nazionale con la legge n. 833.
 
Una grande conquista sociale al servizio del diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della nostra Costituzione.
 
Vi è un passaggio della “Mozione” che ha attirato la mia attenzione, debbo dire, preoccupata.
Il passaggio, a pag. 21 del documento, nell’ultimo capoverso del capitolo “Prendersi cura della Persona –Welfare e salute” è questo: “Le trasformazioni dell’economia portano alla creazione di un pavimento di diritti sociali accessibili a tutti, sui quali si innestano poi diritti ulteriori, costruiti con la contribuzione, individuale o collettiva, cumulabili nel tempo, portabili tra stati occupazionali, trasferibili nelle fasi del ciclo di vita e utilizzabili per vari scopi a richiesta del cittadino (formazione, periodi di sabbatico, periodi di cura).”
 
L’impressione che ne traggo è che si sta correndo verso una sanità di seria A e una di serie B quest’ultima rappresentata da “un pavimento di diritti sociali accessibili a tutti”.
 
Ebbene qui, dott. Fassari, mi sorge il dubbio della ricostituzione di un sistema simil-mutualistico in cui la protezione “ulteriore” del fortunato cittadino occupato lo porterà a vedersi aprire ogni curaulteriore” (opportunamente differenziata in base ai versamenti effettuati) di cui potrà avere necessità (forse parziale). Lei certo potrà ricordare come le prestazioni mutualistiche fossero condizionate da numerosi fattori e già temo di vedere, quale conseguenza della citata proposta, un lento declino delle cure del “pavimento” poiché si rinvierà a queste nuove “mutue” che dovranno garantire i “diritti ulteriori” (comunque differenziati).
 
E saranno cure diverse a seconda delle contribuzioni che le “mutue” riceveranno dalle diverse aziende. E temo inoltre che anche le cure del “pavimento” potranno correre il rischio di contrarsi sempre più rinviando alle cure “ulteriori” riservate a chi ha fortunatamente potuto costruire “con la contribuzione, individuale o collettiva“diritti ulteriori”. Queste “mutue” avranno come termine naturale di riferimento il profitto perché non sono onlus o Fondazioni.
 
Mi auguro di essere contraddetto da Lei in questa mia visione pessimistica. Naturalmente sarà mia cura valutare anche le proposte che saranno avanzate, in ambito sanitario, dagli altri competitori di Renzi nel Partito Democratico, Emiliano ed Orlando.
 
Vede dott. Fassari, la possibilità di vedere approvate normative parlamentari del tipo proposto nella Mozione Renzi (se vale la mia pessimistica visione) avranno un forte impatto sul Codice di Deontologia Medica perché porrà i medici di fronte al grave dualismo se ottemperare all’esercizio di una medicina di serie A e di Serie B in funzione di quanto posto a disposizione per ciascuna categoria di “abbienti”: ed è qui che nascono le mie serie preoccupazioni.
 
Mi scusi se Le ho fatto perdere del tempo per questa mia noiosa preoccupazione, ma spero di avere comunque posto un problema al quale Lei vorrà documentare (mi auguro) una smentita alle mie preoccupazioni. Un’altra possibilità sarebbe quella di richiedere alla fonte un piccolo definitivo chiarimento dopo aver visto quali perplessità potrebbero insorgere.
 
Non ci vorrebbe molto: basterebbe essere rassicurati che si rimane in un Servizio Sanitario Nazionale egualitario ed universalistico, (ma vederlo scritto chiaramente nero su bianco), e sul quale non si continueranno a programmare quei tagli piuttosto indiscriminati visti recentemente.
 
Giancarlo Pizza
Presidente Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri
Provincia di Bologna

28 marzo 2017
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