Caso Vannacci e classi per disabili. Marino (Angsa): “Un pugno allo stomaco” 

Caso Vannacci e classi per disabili. Marino (Angsa): “Un pugno allo stomaco” 

Caso Vannacci e classi per disabili. Marino (Angsa): “Un pugno allo stomaco” 
Il presidente dell’Associazione genitori di persone con autismo interviene sulle dichiarazioni del candidato alle Europee sulle “classi con 'caratteristiche separate'” per i ragazzi "con grandi potenzialità” e  quelli “con più difficoltà”. Per Marino “è la violenza della superficialità, quella che risolve i problemi pensando di cancellare la complessità. E il suo non è un pensiero isolato, il tema è argomento di riflessione, sottovoce e ipocrita, di una parte della società civile”.

“Un segno della violenza sorda e feroce che serpeggia ovunque nel nostro tempo. Questo sono le parole del generale Vannacci che rilanciano le classi differenziate per i disabili. Un pugno nello stomaco di centinaia di migliaia di famiglie italiane, impegnate ogni giorno a superare ostacoli, disservizi e solitudine per dare un presente e un futuro di dignità ai propri figli”. Così Giovanni Marino, presidente dell’Associazione genitori di persone con autismo (Angsa), interviene sulle dichiarazioni del generale Roberto Vannacci, candidato alle Europee con la Lega, che in una intervista alla Stampa, sul tema della scuola, ha parlato di “classi con ‘caratteristiche separate’” che “aiuterebbero i ragazzi con grandi potenzialità a esprimersi al massimo, e anche quelli con più difficoltà verrebbero aiutati in modo peculiare. Non è discriminatorio. Per gli studenti con delle problematiche mi affido agli specialisti. Non sono specializzato in disabilità. Un disabile, però, non lo metterei di certo a correre con uno che fa il record dei cento metri. Gli puoi far fare una lezione insieme, per spirito di appartenenza, ma poi ha bisogno di un aiuto specifico. La stessa cosa vale per la scuola”, le parole del generale.

Per Marino “è la violenza della superficialità quella che semplifica e risolve i problemi pensando di cancellare la complessità aprendo ghetti chiusi con anni di lotte, impegno e studio, con la ricerca quotidiana di una soluzione tesa a rendere la vita dei disabili degna di essere vissuta ad iniziare dai banchi di scuola. Le classi separate evocate dal generale Vannacci sarebbero il ghetto, per tutti i disabili ed in particolare per i ragazzi con autismo che ne sono la maggioranza. E’ come dire alle famiglie, lasciate stare, non perdete tempo a migliorare la vita dei vostri figli”.

A preoccupare il presidente dell’Angsa anche il fatto che quello di Vannacci “non è un pensiero isolato, folcloristico. Nei mesi scorsi con parole diverse, ma sostanzialmente simili, la stessa ipotesi è stata evocata da Galli delle Loggia, noto intellettuale. Vuol dire che il tema è argomento di riflessione sottovoce e ipocrita, di una parte della società civile”.

“Il nostro paese – conclude Marino – porta alta la bandiera dell’inclusione che è valore e patrimonio di tutte le forze politiche, il Parlamento ha prodotto leggi considerate un esempio in Europa e nel mondo. Il generale Vannacci, se eletto quale Italia andrà a rappresentare nel Consiglio europeo? E’ triste constatare che per raccogliere qualche ipotetico voto in più non si esita a candidare personaggi che immettono nel tritacarne della comunicazione politica robuste dosi di cinismo e nelle case delle famiglie con un disabile riversano ottusa violenza”.

29 Aprile 2024

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