Spondiloartrite assiale. Ne soffre 1 persona su 150 nel mondo, il 4 maggio World AS Day

Spondiloartrite assiale. Ne soffre 1 persona su 150 nel mondo, il 4 maggio World AS Day

Spondiloartrite assiale. Ne soffre 1 persona su 150 nel mondo, il 4 maggio World AS Day
L’Apmarr mette in guardia:. “Segni e sintomi possono essere confusi con altre condizioni quali il mal di schiena, portando a ritardi nella diagnosi e nei trattamenti che possono anche causare una disabilità permanente”. La spondiloartrite assiale è una malattia infiammatoria cronica che colpisce anzitutto la colonna vertebrale. I sintomi si manifestano, in genere, tra i 20 e i 40 anni.

Attenzione ai segnali dietro ai quali si potrebbe nascondere una possibile diagnosi di spondiloartrite assiale, una malattia infiammatoria cronica che colpisce la colonna vertebrale, rendendola meno mobile e flessibile con conseguente limitazione dei movimenti. Nei casi più gravi la colonna vertebrale si fonde fino a formare una struttura unica, con l’impossibilità per il paziente a svolgere alcune attività della vita quotidiana come ad esempio il sollevare la testa per vedere il cielo. La patologia colpisce, a livello globale, una persona su 150, in particolare uomini e manifesta, in genere, i principali segni e sintomi tra i 20 e i 40 anni. Ma la diagnosi può arrivare anche dopo 8 anni. A mettere in guardia è APMARR – Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare APS ETS, una delle due associazioni pazienti italiane aderenti all’Axial Spondyloarthritis International Federation, in occasione del World AS Day 2024, la Giornata Mondiale della Spondiloartrite Assiale in programma sabato 4 maggio.

“Segni e sintomi della possibile insorgenza della spondiloartrite assiale possono essere confusi, spesso, con altre condizioni quali ad esempio il mal di schiena, portando a ritardi nella diagnosi e nei trattamenti che possono anche causare una disabilità permanente – chiarisce Antonella Celano, presidente – In questo senso è fondamentale concentrarsi sull’individuazione e lo studio dei principali segnali e sintomi dell’insorgenza della malattia dato che il riconoscimento e la comprensione precoce di questi indicatori possono avere un impatto significativo sulla vita delle persone colpite. Sottolineando l’importanza di questo tema, miriamo quindi a educare, in questa giornata di sensibilizzazione, i pazienti, il pubblico e gli operatori sanitari sui principali segnali d’allarme associati alla spondiloartrite assiale, quali mal di schiena persistente, rigidità e affaticamento. Se sottovalutati questi sintomi, così comuni nella popolazione, possono allungare, e di molto, i tempi per arrivare a una corretta diagnosi”.

Oltre alla colonna vertebrale, possono essere coinvolte le articolazioni sacroiliache (tra osso sacro e bacino) e le inserzioni di tendini e legamenti sulle ossa soprattutto a livello di calcagno e cartilagini costali.

La spondiloartrite assiale può provocare, inoltre, alcune complicanze quali: l’artrite periferica, che causa infiammazione e dolore in altre articolazioni, quali polsi, caviglie, gomiti e ginocchia; le malattie infiammatorie croniche intestinali (quali ad esempio la malattia di Crohn e la colite ulcerosa) che causano dolore e infiammazione all’intestino; l’uveite, un’infiammazione dell’occhio che si manifesta con dolore all’occhio, aumentata sensibilità alla luce e visione annebbiata e, per ultima, ma non meno importante, la psoriasi, una malattia cronica della pelle che comporta un’infiammazione cutanea e un disordine di crescita dei cheratinociti, i quali portano alla formazione di placche rilevate, di colore rosso acceso, rivestite da squame biancastre che colpiscono, in particolare aree quali i gomiti, le ginocchia e il cuoio capelluto.

“La disponibilità di trattamenti farmacologici efficaci e sicuri nel trattamento della spondiloartrite assiale ha rivoluzionato l’approccio alla gestione dei nostri pazienti a cui oggi possiamo assicurare una migliore qualità della vita – dichiara nella nota Dott. Pietro Leccese, Dirigente medico UOC Reumatologia presso l’Ospedale San Carlo di Potenza –. In questo contesto diventa fondamentale non solo la correttezza della diagnosi ma anche la sua precocità. L’esordio del mal di schiena prima dei 45 anni, la presenza di rigidità mattutina pari o superiore ai 30 minuti, il miglioramento del dolore con il movimento, il peggioramento nelle ore notturne o comunque dopo un periodo di inattività e la brillante risposta agli antinfiammatori rappresentano i principali campanelli d’allarme. Il sintomo più tipico della spondiloartrite assiale è la lombalgia più comunemente nota come mal di schiena che in questa malattia assume caratteri distintivi, tipici di un interessamento infiammatorio delle strutture dello scheletro assiale. Riconoscere i sintomi della patologia consente – conclude Leccese – un invio precoce del paziente al reumatologo e l’inizio tempestivo di una terapia mirata”.

02 Maggio 2024

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