La sanità torna al centro del confronto in vista della prossima legge di Bilancio. Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha incontrato ieri il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti per un primo confronto sulle risorse da destinare al Servizio sanitario nazionale nella manovra 2027, l’ultima della legislatura prima delle elezioni politiche.
Cifre ufficiali non ce ne sono ancora e il negoziato sarebbe soltanto alle battute iniziali. Tuttavia, secondo quanto si apprende da fonti vicine al dossier, starebbe prendendo forma un’ipotesi che prevedrebbe uno stanziamento aggiuntivo di 2-3 miliardi di euro per il Fondo sanitario nazionale 2027 da sommare al miliardo già previsto dall’ultima legge di Bilancio. Se questa impostazione fosse confermata nei prossimi mesi, l’incremento complessivo del Fondo per il prossimo anno arriverebbe quindi a quasi 4 miliardi di euro.
L’obiettivo del Governo sarebbe quello di evitare che il rapporto tra spesa sanitaria e Pil (per il 2027 previsto a legislazione vigente 6,4%), così come quello tra Fondo sanitario nazionale e Pil (per il 2027 previsto in calo al 6%), subisca ulteriori riduzioni a ampli il divario con la media Ocse che vede l’Italia in affanno. Per questo motivo, sempre secondo quanto filtra, appare sempre più probabile che le risorse destinate alla sanità possano superare il miliardo già programmato.
Le priorità sulle quali il Ministero della Salute starebbe concentrando la propria richiesta riguarderebbero innanzitutto il personale. Una quota rilevante delle nuove risorse dovrebbe essere destinata a un piano di assunzioni (dopo il piccolo intervento dello scorso anno) capace di rispondere sia alle esigenze degli ospedali (vedi liste d’attesa) sia, soprattutto, a quelle dell’assistenza territoriale, chiamata nei prossimi anni a rendere pienamente operative Case e Ospedali di Comunità previsti dal Pnrr e dal DM 77.
Tra gli interventi ritenuti prioritari figurerebbe anche il rafforzamento delle retribuzioni di medici e infermieri, con l’obiettivo di rendere più attrattivo il Servizio sanitario nazionale e contribuire a contrastare la crescente difficoltà nel reclutamento e nella permanenza del personale.
Sul tavolo vi sarebbe poi il finanziamento del nuovo Piano sanitario nazionale, considerato uno degli strumenti strategici per definire la programmazione del sistema nei prossimi anni.
Secondo le indiscrezioni, la manovra potrebbe inoltre prevedere un limitato incremento del tetto della spesa farmaceutica e di quello destinato ai dispositivi medici, nel tentativo di accompagnare la crescita della domanda e ridurre le tensioni che negli ultimi anni hanno caratterizzato entrambi i comparti.
Un ulteriore capitolo riguarderebbe il rafforzamento della prevenzione, con maggiori investimenti destinati ai programmi di screening e alle campagne vaccinali, considerati tra gli strumenti più efficaci per migliorare gli esiti di salute e contenere nel medio-lungo periodo la spesa sanitaria. Inoltre, risorse per maggiori investimenti negli ospedali di terzo livello e nei centri di eccellenza, un rafforzamento degli interventi dedicati alla salute mentale, alla prevenzione e all’assistenza dei pazienti affetti da Alzheimer.
Sempre secondo quanto si apprende, il Ministero della Salute punterebbe a ottenere uno stanziamento ancora più consistente, nell’ordine di 5 miliardi di euro aggiuntivi, ritenuto il livello più idoneo per affrontare le principali criticità del sistema sanitario. Tuttavia, il confronto con il Ministero dell’Economia sarebbe ancora aperto e le valutazioni sulla sostenibilità finanziaria della misura sono tuttora in corso.
Il percorso resta quindi ancora lungo. Le indiscrezioni di queste ore rappresentano soltanto una prima indicazione del confronto politico in atto. Le risorse effettivamente destinate alla sanità saranno definite dopo la pausa estiva e troveranno una prima traduzione concreta nel disegno di legge di Bilancio che il Consiglio dei ministri sarà chiamato ad approvare in autunno. Anche perché quella del 2027 sarà l’ultima manovra economica prima delle elezioni politiche, in un contesto in cui il finanziamento del Servizio sanitario nazionale continua a rappresentare uno dei temi più rilevanti del confronto tra maggioranza e opposizione.