Oncologia di precisione. Regione Lazio e Cittadinanzattiva avviano la rete dei Molecular Tumor Board

Oncologia di precisione. Regione Lazio e Cittadinanzattiva avviano la rete dei Molecular Tumor Board

Oncologia di precisione. Regione Lazio e Cittadinanzattiva avviano la rete dei Molecular Tumor Board

Al via nel Lazio il percorso per la creazione di una rete regionale dei Molecular Tumor Board, organismi multidisciplinari dedicati all’interpretazione dei test genomici per orientare terapie oncologiche personalizzate. L’obiettivo è mettere a sistema le esperienze già attive nei principali centri regionali, definendo governance condivisa, criteri di accesso uniformi e integrazione tra ospedale e territorio

La medicina oncologica attraversa una trasformazione profonda. L’accesso diffuso al sequenziamento genomico e ai pannelli multigenici permette di leggere il tumore nella sua identità molecolare, oltre che nella sua localizzazione anatomica. Da qui, nasce un’esigenza nuova: interpretare correttamente questi dati e trasformarli in decisioni cliniche appropriate, tempestive e sostenibili.

I Molecular Tumor Board (MTB) rappresentano un passo avanti significativo nella lotta contro il cancro, perché mettono strumenti multidisciplinari che integrano genetica, biologia molecolare, clinica e anatomia patologica al servizio di scelte terapeutiche oncologiche personalizzate, sulla base del profilo molecolare del singolo paziente.

Per favorire realmente una migliore qualità di vita delle persone, Cittadinanzattiva Lazio, in accordo con la Regione, si è fatta promotrice di un tavolo di lavoro per implementare la rete dei Molecular Tumor Board regionali. Il tavolo di lavoro  è stato avviato oggi, alla presenza del Presidente, Francesco Rocca, nella Sala Tevere della sede della Giunta.

In Italia, i MTB sono attivi al momento in poche realtà e con modelli organizzativi eterogenei. Il Lazio, sollecitato anche dalla domanda di cittadini e associazioni, ha avviato un percorso per dotarsi di un proprio coordinamento MTB regionale. Per la prima volta, dunque, i quattro attori chiamati a costruire il modello laziale – la Regione, i clinici, gli operatori sanitari e le associazioni di pazienti – sono chiamati a lavorare assieme in un ambito specifico come quello dell’oncologia di precisione, dove il tempo di accesso alle terapie mirate fa la differenza. L’obiettivo primario — condiviso con la Regione — è avviare la costituzione del Molecular Tumor Board regionale, con un impianto che metta a sistema le esperienze già esistenti nei centri laziali e definisca regole chiare di accesso, funzionamento e monitoraggio.

I Molecular Tumor Board nascono per rispondere a una domanda semplice e decisiva: come tradurre in pratica clinica la crescente mole di informazioni che arrivano dai test genomici? Oggi in Italia sono attivi in poche realtà regionali. Il Lazio intende dotarsi di un modello MTB in rete condiviso, sostenibile e accessibile, ad oggi presente presso l’IRCCS IFO-IRE, la Fondazione Policlinico A. Gemelli IRCCS, l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e l’AOU Policlinico Umberto I. Sul tavolo: la governance regionale del MTB e i criteri di accesso per i pazienti; l’integrazione tra centri hub, spoke e rete territoriale; il ruolo delle associazioni di pazienti nel monitoraggio civico del percorso; la formazione continua dei professionisti coinvolti; il collegamento con gli studi clinici e con le terapie innovative.

La costituzione del MTB regionale segna un passaggio concreto verso l’oncologia personalizzata anche nel Lazio. Significa offrire, in particolare ai pazienti con tumori rari o in stadio avanzato, la possibilità di una valutazione collegiale che integri competenze diverse e apra, dove clinicamente indicato, la strada a terapie mirate o alla partecipazione a studi clinici. Cos’ come anche ridurre le disuguaglianze di accesso, oggi legate alla singola struttura in cui il paziente è in carico.

In questa cornice si avviano oggi in Regione Lazio i Molecular Tumor Board (MTB): gruppi multidisciplinari in cui competenze di genetica e biologia molecolare si integrano con la clinica e l’anatomia patologica per interpretare i test genomici e definire, caso per caso, il percorso terapeutico più appropriato. Un modello di lavoro “su misura”, che punta a migliorare l’efficacia dei trattamenti, a ottimizzare l’uso delle risorse e ad ampliare le possibilità di successo terapeutico, in particolare nei tumori rari e negli stadi avanzati.

“Il Lazio ha scelto di investire con decisione nella medicina di precisione”, ha dichiarato il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, “perché crediamo in una sanità sempre più costruita attorno alle caratteristiche e ai bisogni di ogni persona. L’istituzione del Molecular Tumor Board rappresenta un passo strategico che colloca la nostra Regione tra le realtà più avanzate nell’innovazione biomedica. Grazie alla collaborazione tra istituzioni, centri di ricerca, università e strutture sanitarie, possiamo offrire ai pazienti oncologici percorsi terapeutici sempre più mirati, efficaci e sostenibili. Abbiamo la responsabilità di sostenere e accelerare questo progresso, affinché ogni innovazione possa tradursi in nuove opportunità di cura e in una speranza concreta per i pazienti e le loro famiglie”.

“Cittadinanzattiva Lazio sostiene con convinzione la costituzione del Molecular Tumor Board (MTB) regionale, partecipando attivamente al tavolo tecnico con l’obiettivo di trasformare questo organismo in uno strumento realmente utile per la comunità e non in un semplice adempimento formale. Per l’organizzazione, l’efficacia dell’MTB risiede nella capacità di garantire equità di accesso e tempi certi per ogni paziente, assicurando che la personalizzazione della terapia si traduca in una presa in carico integrata che unisca ospedale, territorio e domicilio”, dichiara Elio Rosati, segretario regionale di Cittadinanzattiva Lazio. In questa visione, la partecipazione civica stabile e la trasparenza informativa verso pazienti e caregiver diventano pilastri fondamentali per generare consapevolezza ed evitare distorsioni nelle aspettative. “Il modello laziale – continua – ha l’ambizione di diventare un riferimento nazionale se saprà armonizzare le dimensioni scientifica, organizzativa e civica; a tal fine, l’impegno dei prossimi mesi sarà focalizzato sulla definizione di una governance condivisa, sull’implementazione di un monitoraggio civico costante e su una capillare attività di formazione e alfabetizzazione dei cittadini sul diritto alla personalizzazione delle cure”.

13 Maggio 2026

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