One Health Foundation, al via il progetto in 36 centri estivi in Albania

One Health Foundation, al via il progetto in 36 centri estivi in Albania

One Health Foundation, al via il progetto in 36 centri estivi in Albania

In estate giovani medici italiani affiancheranno i colleghi albanesi per effettuare esami di screening e attività di sensibilizzazione. La Ministra Evis Sala: “Intendiamo creare uno scambio di know-how che duri nel tempo”. La prof.ssa Rossana Berardi: “Promuoveremo anche rapporti di collaborazione scientifica”.

Prosegue e si rafforza la collaborazione Italia-Albania sul tema della prevenzione e la sensibilizzazione agli stili di vita sani. Quest’estate partirà un nuovo progetto in 36 centri medici estivi del Paese balcanico dove verranno effettuati esami di screening e attività di sensibilizzazione. La decisione è stata presa durante la terza edizione della Nave della Salute, l’iniziativa promossa da One Health Foundation. Per due giorni a bordo dell’imbarcazione, sulla tratta Ancora-Durazzo, sono stati svolti più di 550 visite e test gratuiti per i passeggeri.

“Ringraziamo One Health Foundation per tutto quello che finora ha fatto in Albania – sottolinea Evis Sala, Ministro della Salute della Repubblica d’Albania -. Durante l’incontro con la delegazione italiana, partita dalle Marche, abbiamo deciso di avviare un nuovo progetto sul nostro territorio nazionale. L’idea è affiancare medici italiani ai giovani medici albanesi durante l’attività estiva dei centri con il fine di creare una proficua collaborazione. In Albania al momento sono disponibili diversi programmi di prevenzione che però vanno rafforzati anche per ridurre l’impatto delle malattie sul sistema di cure ospedaliere. Da anni sono attivi gli screening per il tumore della mammella e del collo dell’utero e abbiamo introdotto anche la vaccinazione anti-HPV per gli adolescenti maschi. I tassi d’adesione sono ancora bassi e, ad esempio, per il carcinoma mammario è fermo al 50%. Dobbiamo poi avviare altri programmi per la diagnosi precoce delle malattie cardio-vascolari e di quelle metaboliche. Siamo pronti a partire e intendiamo creare uno scambio di know-how con l’Italia che duri nel tempo”.

“Bisogna anche rafforzare i rapporti di collaborazione tra Italia ed Albania e gli scambi tra i due Paesi sul fronte sia della ricerca che della formazione – afferma Rossana Berardi, Presidente di One Health Foundation e Presidente Eletto AIOM/Associazione Italiana di Oncologia Medica -. Abbiamo perciò sottoscritto un protocollo d’intesa tra l’Università di Medicina di Tirana e l’Università Politecnica delle Marche per favorire gli scambi tra docenti e studenti e i rapporti di collaborazione scientifica. In quest’ottica si inserisce il progetto nei centri estivi che rappresenta un esempio concreto di cooperazione internazionale per la prevenzione. Ringraziamo tutti i rappresentanti delle Istituzioni albanesi per la fiducia, il sostegno e per aver reso possibile la terza edizione della Nave della Salute e anche l’amico e armatore di Adria Ferries Alberto Rossi”.

“E’ stato un grandissimo successo e per le prossime edizioni vogliamo ampliare ulteriormente l’offerta con altri ambulatori – sottolinea Mauro Boldrini, Vice Presidente di One Health Foundation e Direttore Comunicazione AIOM -. Siamo già al lavoro per attivare il progetto estivo e sviluppare altre campagne a 360 gradi che coinvolgano tutte le fasce della popolazione”.

Il viaggio questa edizione ha visto la collaborazione con Fondazione Quotidiano Sanita.  E’ iniziato giovedì 23 aprile dal porto di Ancona con ritorno il giorno dopo da Durazzo. Per due giorni sono stati attivi dieci ambulatori e 17 medici specialisti hanno visitato i passeggeri. In totale sono state svolte: 23 visite neuro-chirurgiche, 89 visite ed esami cardiologici, 45 visite dermatologiche, 44 test per Hiv, sifilide ed epatite B e C. Sono anche eseguite 35 visite nutrizionistiche, 44 visite di consulenza oncologica e visite senologiche, 57 ecografie all’addome, 101 ecodoppler e 94 visite oculistiche. Sempre durante l’attraversata dell’Adriatico ad un uomo di 76 anni (con passaporto italiano) è stato diagnosticato un infarto in atto.

27 Aprile 2026

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