Gaza, raid all’ospedale Kamal Adwan. Oms: “Persi i contatti con il personale”

Gaza, raid all’ospedale Kamal Adwan. Oms: “Persi i contatti con il personale”

Gaza, raid all’ospedale Kamal Adwan. Oms: “Persi i contatti con il personale”
Accedere agli ospedali in tutta Gaza “sta diventando incredibilmente più difficile ed espone il nostro personale a pericoli inutili”, spiega il Direttore generale dell‘Oms, invocando il cessate il fuoco. Dall’Unicef un altro dato drammatico: “I bambini evacuati per motivi medici da Gaza sono meno di uno al giorno. A queto ritmo servirebbero oltre 7 anni per evacuare i 2.500 bambini che hanno bisogno di cure mediche urgenti”.

Anche oggi notizie drammatiche da Gaza. L’Oms fa sapere che da quando questa mattina sono arrivate segnalazioni di un raid israeliano all’ospedale Kamal Adwan nel nord di Gaza, “abbiamo perso i contatti con il personale lì presente”. Uno sviluppo della situazione “profondamente inquietante, dato il numero di pazienti assistiti e di persone che vi si sono rifugiate”, commenta su Facebook il Direttore Generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus .

Ieri sera tardi, spiega Tedros, “l’Oms e i suoi partner erano riusciti a raggiungere l’ospedale Kamal Adwan, in mezzo alle ostilità in corso nelle vicinanze, e avevano trasferito 23 pazienti e 26 operatori sanitari all’ospedale Al-Shifa. Il team ha anche consegnato 180 unità di sangue, traumatologia, forniture chirurgiche e medicinali per oltre 5000 pazienti”.

L’ospedale Kamal Adwan, riferisce ancora il Direttore generale dell’Oms, “è traboccante di quasi 200 pazienti, un flusso costante di casi con traumi orribili. È anche pieno di centinaia di persone in cerca di rifugio”. Accedere agli ospedali in tutta Gaza “sta diventando incredibilmente più difficile ed espone il nostro personale a pericoli inutili”, dice Tedros, che lancia un nuovo appello al cessate il fuoco immediato e alla protezione di ospedali, pazienti, operatori sanitari e operatori umanitari. “Tutti a Gaza hanno bisogno di pace”.

Dall’Unicef arriva, intanto un altro dato grammatico: “I bambini evacuati per motivi medici da Gaza sono meno di uno al giorno. Se questo ritmo letalmente lento dovesse continuare, ci vorrebbero più di sette anni per evacuare i 2.500 bambini che hanno bisogno di cure mediche urgenti”.

In pratica, dice l’Unicef, “i bambini di Gaza stanno morendo – non solo a causa delle bombe, dei proiettili e delle granate che li colpiscono – ma perché, anche quando “accadono i miracoli”, anche quando le bombe esplodono e le case crollano e le vittime aumentano, ma i bambini sopravvivono, viene loro impedito di lasciare Gaza per ricevere le cure urgenti che salverebbero le loro vite”.

Quest’anno, dal 1 gennaio al 7 maggio, in media 296 bambini sono stati evacuati per motivi medici ogni mese. Da quando il valico di Rafah è stato chiuso il 7 maggio a causa dell’offensiva di terra, il numero di bambini evacuati per motivi medici è crollato a solo 22 al mese. Solo a 127 bambini – molti dei quali soffrivano di traumi alla testa, amputazioni, ustioni, cancro e malnutrizione acuta – è stato consentito di andarsene da quando Rafah è stato chiuso. “Una delle tante tragedie di Gaza è che le cifre spaventose non sono riuscite a smuovere chi ha il potere di agire”, dichiara James Elder, portavoce Unicef.

Non si sa quanti bambini siano stati respinti per l’evacuazione medica. “Il COGAT di Israele, che controlla i punti di ingresso e di uscita da Gaza, fornisce solo l’elenco dei pazienti approvati – spiega Elder -. Lo status degli altri non è condiviso. Quando un paziente viene respinto, non si può fare nulla. Intrappolati nella morsa di una burocrazia indifferente, il dolore dei bambini è brutalmente aggravato”. Non si tratta di un problema logistico, chiarisce: “Abbiamo la capacità di trasportare in sicurezza questi bambini fuori da Gaza. Non è un problema di capacità – in effetti, solo pochi mesi fa stavamo evacuando un numero maggiore di bambini. È semplicemente un problema che viene completamente ignorato”.

25 Ottobre 2024

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