Malsanità: due nuovi casi, a Roma e a Bergamo

Malsanità: due nuovi casi, a Roma e a Bergamo

Malsanità: due nuovi casi, a Roma e a Bergamo
Continua lo stillicidio di notizie sui presunti casi di malasanità in tutto il Paese. Ancora un neonato in condizioni gravissime dopo una lite in sala parto agli Ospedali Riuniti di Bergamo, e un uomo deceduto dopo 6 interventi per l’asportazione di un tumore al rene e 36 giorni di agonia all’ospedale San Pietro di Roma.

Altre due denunce per presunti casi di malasanità. Le indagini sono ancora in corso, ma secondo la ricostruzione dei parenti delle vittime si tratta di errori medici.
Una rissa tra ginecologi, per decidere se intervenire con il taglio cesareo o no, è al centro della vicenda accaduta agli Ospedali Riuniti di Bergamo. Il caso risale al 30 gennaio ma è stato riportato dalla stampa locale stamani. Secondo i racconti del padre, la moglie sarebbe stata lasciata due giorni in sala travaglio con dolori fortissimi. La bimba, nata al termine di una gravidanza tranquilla, è invalida al cento per cento e la madre non potrà più avere figli, a causa di lesioni all'utero. “Abbiamo assistito a una discussione molto accesa tra due dottoresse – ha raccontato il padre -, una invitava a fare il cesareo, l'altra no. Fino a che è cambiato il turno dei medici e i nuovi arrivati hanno optato per il cesareo. Ma ormai era tardi: mia moglie aveva l'utero lacerato e la bambina è nata con gravissimi problemi”.

Al San Pietro di Roma, invece, sarebbe stato “un errore medico fatale” a costare “36 giorni di agonia” a un uomo morto il 23 settembre scorso. Secondo l’avvocato della famiglia, all’uomo “è stata chiusa erroneamente l'arteria mesenterica (e non quella renale) che irrora organi vitali come intestino, pancreas e stomaco. Questo ha comportato un processo necrotico irreversibile che ha condotto alla morte assurda di un uomo di 52 anni che è stato sempre cosciente e che si è visto morire mentre con 6 interventi gli venivano asportati diversi organi”. L’uomo, inoltre, fu ricoverato la prima volta nel reparto di chirurgia generale per l'asportazione del rene. “Un'anomalia – afferma l’avvocato – visto che l'ospedale dispone di un adeguato reparto di urologia”.
 

29 Settembre 2010

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