Race for the cure 2015. In 70mila a Roma per combattere il tumore al seno. Lorenzin: “Prevenzione è fondamentale”

Race for the cure 2015. In 70mila a Roma per combattere il tumore al seno. Lorenzin: “Prevenzione è fondamentale”

Race for the cure 2015. In 70mila a Roma per combattere il tumore al seno. Lorenzin: “Prevenzione è fondamentale”
Grande adesione  alla ‘maratona rosa’ per la lotta ai tumori al seno giunta oggi alla16esima edizione. Presenti alla partenza la presidente della Camera Laura Boldrini e il ministro per le Riforme Costituzionali Maria Elena Boschi: "La prevenzione è fondamentale". Il sindaco Marino: "Oggi è una malattia non solo curabile ma guaribile”. Lorenzin: “Da questa malattia si può guarire”

Si è conclusa oggi con la gara podistica la 16esima edizione della Race for the cure, la tre giorni di salute, sport, benessere e solidarietà per la lotta ai tumori al seno che si è svolta a Roma. Secondo gli organizzatori sono stati circa 70mila i partecipanti all’evento del Circo Massimo. Alla partenza della gara podistica di 5 km e della passeggiata di 2 km, intorno alle, 10 c'erano la presidente della Camera Laura Boldrini e il ministro per le Riforme Costituzionali Maria Elena Boschi, oltre al Sindaco di Roma, Ignazio Marino.
 
In occasione dell’evento anche il Ministro della Salute ha volute dare il suo salute all’evento.  “Desidero esprimere, attraverso questo messaggio – ha dichiarato il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin – , il mio apprezzamento per la Vostra iniziativa. Avrei sinceramente desiderato intervenire per portare, come negli anni passati, il mio personale saluto a tutti i presenti e per esprimere il mio apprezzamento per la bella manifestazione che anche quest’anno avete organizzato per celebrare la salute e lo sport e per testimoniare la nostra solidarietà nella lotta ai tumori al seno. Come sapete però sono all’ottavo mese di gravidanza in attesa di due gemelli e proprio non riesco ad essere li con voi. Il cancro della mammella è il primo tumore per frequenza nella donna, rappresentando il 29% di tutte le nuove diagnosi tumorali. Dall’analisi dei dati dei registri tumori italiani si stima che in Italia siano diagnosticati circa 46.000 nuovi casi/anno di carcinoma della mammella. Oltre ad essere il primo tumore per frequenza, il cancro della mammella è anche la principale causa di mortalità oncologica nella donna, anche se, grazie a diagnosi sempre più precoci e terapie sempre più efficaci, la sopravvivenza è in netto aumento. La presenza massiccia che, sono certa, anche stavolta verrà registrata alla manifestazione, di tante “Donne in rosa” che si sono confrontate con il tumore, è la chiara testimonianza che da questa malattia si può guarire. Ritengo sia importante mettere assieme le nostre energie. E Race è certamente un modo efficace e divertente per farlo. Soprattutto di agire sul fronte della prevenzione: è fondamentale cogliere qualsiasi occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione e di uno stile di vita sano”.
 
“Le donne che hanno avuto un tumore non dovrebbero nascondersi, per aiutare le altre a capire che la battaglia si può vincere – ha osservato la presidente della Camera Laura Boldrini prima della partenza della Race for the Cure – Questa manifestazione mette al centro le donne che hanno vinto la battaglia contro un male che può essere letale. Questa storia ci insegna che la prevenzione salva la vita, e dunque noi dobbiamo consigliare a noi stesse e a tutte le altre di fare prevenzione. Non bisogna nascondersi dalla malattia. Prevenire è la parola d'ordine e tutte noi abbiamo il dovere di volerci bene e di volerne alle altre”.
 
 
“E' importante anche continuare ad attirare l'attenzione su questo aspetto della salute e ricordare alle donne che non sono sole”, ha detto il Ministro dei Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi.
 
“È un appuntamento importantissimo. Una corsa che serve a sensibilizzare tutta la popolazione italiana: il tumore al seno oggi è una malattia non solo curabile ma guaribile”, ha detto il sindaco di Roma Ignazio Marino.

17 Maggio 2015

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