Bagarre sull’esclusività per i medici Ssn. Forza Italia punta allo stop al vincolo. Anaao: “Nessun colpo di mano, pronti allo stato di agitazione”

Bagarre sull’esclusività per i medici Ssn. Forza Italia punta allo stop al vincolo. Anaao: “Nessun colpo di mano, pronti allo stato di agitazione”

Bagarre sull’esclusività per i medici Ssn. Forza Italia punta allo stop al vincolo. Anaao: “Nessun colpo di mano, pronti allo stato di agitazione”

Un emendamento alla legge delega sulla riforma delle professioni sanitarie punta a consentire ai medici dipendenti del Servizio sanitario nazionale e ai convenzionati di svolgere attività professionale aggiuntiva presso strutture pubbliche o private accreditate, al di fuori dell'orario di servizio. Obiettivo dichiarato: rafforzare l'integrazione tra ospedale e territorio e sostenere le Case di comunità. Dura la reazione di Anaao Assomed, che minaccia lo stato di agitazione. La controreplica: "Sarebbe auspicabile entrare nel merito della proposta anziché alimentare timori che il testo dell’emendamento non giustifica".

 

Si riaccende il confronto sul vincolo di esclusività dei medici del Servizio sanitario nazionale. Un emendamento presentato da Forza Italia nell’ambito dell’esame della legge delega di riforma delle professioni sanitarie propone infatti di superare l’incompatibilità prevista dall’articolo 4, comma 7, della legge 412 del 1991, consentendo ai medici dipendenti del Ssn e ai medici convenzionati di svolgere attività professionale aggiuntiva presso soggetti pubblici o privati accreditati, purché al di fuori dell’orario di lavoro, nel rispetto dei doveri d’ufficio e previa comunicazione all’azienda sanitaria di appartenenza.

L’emendamento 3.24, a prima firma del deputato Roberto Bagnasco e sottoscritto anche da Stefano Benigni, Maurizio Casasco e Paolo Barelli, interviene sul comma 1 della delega introducendo una nuova lettera che punta a “favorire l’integrazione multiprofessionale e il potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera”, mantenendo il rispetto degli obblighi di legge in materia di sicurezza delle cure e tutela della salute pubblica.

Secondo quanto spiegato dal sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento Paolo Barelli, l’obiettivo della proposta è quello di “favorire una maggiore integrazione tra ospedale e territorio, rafforzare la sanità territoriale, contribuire alla riduzione delle liste d’attesa e alleggerire la pressione sui pronto soccorso”.

A sostenere la proposta è intervenuta anche Letizia Moratti, eurodeputata del Ppe e presidente della Consulta nazionale di Forza Italia, secondo cui è necessario “aiutare i giovani ad accedere alle professioni sanitarie, con regole di ingaggio diverse e un incremento delle risorse, affinché queste professioni tornino attrattive”. La modifica, ha aggiunto, consentirebbe inoltre di facilitare l’impiego di medici specialisti ambulatoriali e ospedalieri nelle Case di comunità, superando “una normativa datata e rigida che non consente una reale integrazione tra ospedale e territorio”.

La proposta sarà esaminata dalla Commissione Affari sociali della Camera la prossima settimana, nell’ambito dell’iter della legge delega, attesa poi in Aula nei primi giorni di agosto dopo l’acquisizione dei pareri dei ministeri della Salute e dell’Economia.

La protesta di Anaao Assomed

Immediata e durissima la reazione di Anaao Assomed, che respinge l’ipotesi di modificare il regime di esclusività attraverso un emendamento parlamentare e annuncia la disponibilità a proclamare lo stato di agitazione.

“Notizie di agenzia riportano il tentativo di Forza Italia di eliminare il vincolo di esclusività per i medici della sanità pubblica, al fine di impiegarli nelle Case di comunità. Anaao Assomed si oppone con fermezza a questo tentativo, che arriva ‘stranamente’ alla vigilia della pausa estiva”, afferma il segretario nazionale Pierino Di Silverio.

Il sindacato sottolinea di non accettare “che vengano superati unilateralmente i vincoli contrattuali per farci lavorare, secondo regole ancora sconosciute e a costo zero nelle Case di comunità”. Di Silverio ribadisce che i medici dipendenti “non sono i tappabuchi di un sistema al collasso” e denuncia la mancanza di un confronto preventivo con le organizzazioni sindacali.

Per Anaao, l’eventuale attività dei medici nelle Case di comunità deve restare una scelta volontaria oppure essere collegata all’attribuzione di incarichi gestionali. “Le regole non possono essere scritte senza consultarci. Se l’emendamento non verrà ritirato – conclude Di Silverio – non esiteremo a proclamare lo stato di agitazione”.

La controreplica di Forza Italia

“Le dichiarazioni del segretario nazionale Anaao Assomed, Pierino Di Silverio, sembrano nascere da una lettura non corretta del contenuto dell’emendamento di FI al ddl sulle professioni sanitarie illustrato oggi in una conferenza stampa. Nessuno intende mettere in discussione il principio dell’esclusività del rapporto di lavoro né tantomeno eliminare la relativa indennità. L’obiettivo della proposta è esclusivamente quello di ampliare l’offerta di prestazioni per i cittadini all’interno del Servizio sanitario nazionale, valorizzando le professionalità già presenti nel sistema.

È altrettanto infondato sostenere che i medici verrebbero ‘deportati’ nelle Case della Comunità. L’emendamento prevede esclusivamente la possibilità di svolgere attività aggiuntive su base volontaria, al di fuori dell’orario istituzionale, senza alcun obbligo per i professionisti.

Forza Italia ritiene che, di fronte alle liste d’attesa e alla crescente domanda di assistenza territoriale, sia doveroso mettere a disposizione del Servizio sanitario nazionale tutti gli strumenti utili ad aumentare l’offerta di prestazioni, nel pieno rispetto dei diritti dei professionisti e della loro libertà di scelta.

Sarebbe auspicabile entrare nel merito della proposta anziché alimentare timori che il testo dell’emendamento non giustifica. Il nostro obiettivo è uno solo: offrire ai cittadini più servizi pubblici, ridurre i tempi di attesa e rafforzare la medicina territoriale, senza penalizzare i medici ma, al contrario, valorizzandone il contributo professionale.”

20 Luglio 2026

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