Vaccini. Dopo lo stop all’obbligo le Regioni insorgono. Ecco perché lo scontro è destinato a spostarsi alla Consulta. Ancora una volta

Vaccini. Dopo lo stop all’obbligo le Regioni insorgono. Ecco perché lo scontro è destinato a spostarsi alla Consulta. Ancora una volta

Vaccini. Dopo lo stop all’obbligo le Regioni insorgono. Ecco perché lo scontro è destinato a spostarsi alla Consulta. Ancora una volta
Ad un anno di distanza dal ricorso avanzato dal Veneto nei confronti dei nuovi obblighi introdotti dalla legge Lorenzin, ora la situazione potrebbe ripetersi, seppure a ruoli invertiti. Nella giornata di ieri Toscana, Piemonte ed Emilia Romagna hanno ventilato la possibilità di muoversi per conto proprio approvando leggi regionali per reintrodurre quell'obbligo. A quel punto, come già accaduto con la legge della Puglia che puntava ad estendere l'obbligo per gli operatori sanitari, il Governo potrebbe impugnarle rinviando la questione alla Consulta.

Se il Governo decide di sospendere per un anno le sanzioni relative all'obbliga di vaccinazione per l'ingresso negli asili e scuole per l'infanzia, le Regioni non restano a guardare e annunciano battaglia. Già nella giornata di ieri Toscana, Piemonte ed Emilia Romagna parlando di una "scelta irresponsabile" da parte dell'Esecutivo hanno ventilato la possibilità di muoversi per conto proprio approvando leggi regionali per reintrodurre quell'obbligo eliminato dal Parlamento. E la battaglia potrebbe così, nuovamente, spostarsi alla Corte Costituzionale. 
 
Ad un anno di distanza dal ricorso avanzato dal Veneto nei confronti dei nuovi obblighi introdotti dalla legge Lorenzin, ora la situazione potrebbe ripetersi, seppure a ruoli invertiti. Ad annunciare un possibile ricorso alla Consulta è stata infatti ieri l'assessore alla Salute della Regione Toscana, Stefania Saccardi: "Quando ho annunciato l'intenzione di approvare una legge sull'obbligo nella nostra Regione i leghisti hanno minacciato il ricorso alla Corte Costituzionale. Possiamo farlo anche noi".
 
C'è poi da sottolineare come, in via diretta o indiretta, lo scontro sembra ormai destinato a spostarsi in ogni caso alla Consulta. Al di là della possibile impugnazione diretta da parte di una o più Regioni, infatti, anche l'eventuale approvazione di una legge regionale sull'obbligo finirebbe quasi certamente per essere ostacolata da Palazzo Chigi, con un suo rinvio alla Corte Costituzionale.
 
Basti pensare a quanto accaduto nell'ultimo Consiglio dei Ministri, quando il Governo ha deciso di impugnare la legge regionale della Puglia con la quale si puntava ad estendere l'obbligo vaccinale agli operatori sanitari. Questa la motivazione: "La legge in oggetto – si leggeva nel comunicato di Palazzo Chigi – , imponendo obblighi di vaccinazione, eccede dalle competenze regionali e interviene in un ambito nel quale sono prevalenti gli aspetti ascrivibili ai principi fondamentali in materia di tutela della salute e di profilassi internazionale, riservati alle competenze legislative dello Stato, ai sensi dell’articolo 117, comma terzo, e comma secondo, lettera q), della Costituzione, ledendo altresì il principio di eguaglianza, nonché il principio della riserva di legge in materia di trattamenti sanitari di cui agli artt. 3 e 32 della Costituzione”.
 
Ci troveremo a quel punto di fronte ad un enorme paradosso. Il Governo del "cambiamento" e delle maggiori autonomie per le Regioni, anche in campo sanitario, potrebbe finire per impugnare norme regionali in nome di un rivendicato primato dello Stato centrale su determinate materie.
 
Giovanni Rodriquez

G.R.

05 Agosto 2018

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