Tossicodipendenze. Aifa riveda restrizioni prescrittive su Alcover

Tossicodipendenze. Aifa riveda restrizioni prescrittive su Alcover

Tossicodipendenze. Aifa riveda restrizioni prescrittive su Alcover

Gentile Direttore,
il Comitato Tecnico Scientifico di AIFA nel mese di ottobre 2018 ha modificato la scheda tecnica di un farmaco, Alcover soluzione orale a base di sodio oxibato, che si è concretizzato in questi giorni con la modifica della scheda tecnica. In sintesi ha operato una restrizione per quanto riguarda l'indicazione. I Servizi delle Dipendenze (Ser. D.), in Italia hanno una ampia cultura del farmaco che viene utilizzato da 27 anni.
 
L’impiego di tale farmaco nel corso di questi 27 anni ha segnato un passo fondamentale e significativo nel trattamento farmacologico del Disturbo da Uso di Alcool associato a interventi psicosociali (Biggio et al., 1992; Ferrara et al., 1992; Gallimberti et al., 1992; June et al., 1995; Addolorato et al., 1996, 1999, Beghè e Carpanini, 2000; Gessa e al., 2000; Stella et al., 2008).
 
Attualmente è utilizzato con buoni risultati sia per il trattamento della sindrome di astinenza e sia per il mantenimento dell’astensione dall’alcool. Tra i vari trattamenti disponibili l’Alcover rappresenta un presidio terapeutico di provata efficacia, testimoniato da migliaia di pazienti e da numerosi lavori presenti in letteratura (Addolorato et al., 1996; Stella et al., 2001, 2008; Keating, 2014; van den Brink et al., 2018, ecc.), in una patologia estremamente disabilitante, sia in termini di aspettativa di vita sia in termini di costi sociali e sanitari, diretti o indiretti (Rehm et al., 2018).
 
La limitazione delle indicazioni terapeutiche creerà sicuramente un problema con conseguenze imprevedibili con un serio rischio per la salute dei pazienti con dipendenza da alcool. Infatti, la riduzione delle indicazioni al solo impiego nella crisi di astinenza, preclude il trattamento per una fascia significativa di pazienti alcolisti con possibili ricadute sul funzionamento dei Servizi con gravi conseguenze sia per i sanitari che per i pazienti.
 
Non ci preoccupiamo di garantire la continuità terapeutica per il controllo del craving che ci sarà, ma ci spaventa il come gestire una fase di transizione che dovrebbe portare a prescrivere il farmaco solo nel controllo della crisi di astinenza.
 
Attualmente avendo il farmaco una limitazione terapeutica, la prescrizione dopo la risoluzione della crisi di astinenza potrebbe diventare una prescrizione off – label . È quindi lapalissiano chiedere che, in base a quanto esposto, i Servizi delle Aziende Sanitarie possano continuare a prescrivere in scienza e in coscienza il farmaco come è avvenuto in questo quasi ultimo trentennio, evitando ulteriori inutili problemi anche perché da più parti è stato detto che negare l’accesso alle migliori cure rappresenta un crimine contro l’umanità.
 
Già all’indomani della decisione AIFA di ottobre 2018, abbiamo emesso un comunicato e nei giorni scorsi in seguito alla modifica del bugiardino abbiamo emesso sul nostro sito un altro comunicato.
 
Il tutto sembra sia partito da un parere di un esperto rispetto al farmaco, ma nonostante le nostre ricerche nel nostro settore, nessun esperto sembra sia stato contattato e ci chiediamo come si possa definire esperto qualcuno che non ha “quantezza” della patologia nei suoi risvolti clinici.
 
In conclusione si chiede di ri-autorizzare la prescrizione in base all’appropriatezza, evitando di arrecare danno a questa particolare popolazione che già è estremamente svantaggiata.
 
Luigi Stella
MD, Ph D, Presidente Nazionale Società Italiana Tossicodipendenze

10 Aprile 2019

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