Vaia annuncia un Manifesto rivolto alla politica. E sulle liste d’attesa dice “una vergogna”

Vaia annuncia un Manifesto rivolto alla politica. E sulle liste d’attesa dice “una vergogna”

Vaia annuncia un Manifesto rivolto alla politica. E sulle liste d’attesa dice “una vergogna”

Non si tratterebbe però di un lancio verso la carriera politica, ha chiarito Vaia ad AdnKronos: “Qualche telefonata negli anni passati c'è stata, anche per incarichi molto importanti, ma ho fatto una scelta diversa. Io il camice di medico me lo sento ancora addosso come lo sentivo davanti alla fontana dello Spallanzani nel 2020. Mi sento un civil servant”.

Il professor Francesco Vaia, tra i protagonisti della lotta al Covid-19 come direttore generale dell’INMI Spallanzani di Roma, oggi componente dell’Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità presenta un Manifesto “aperto alla politica tutta, alla società civile, ai colleghi, senza nessuna preclusione”, l’annuncio fatto ad Adnkronos.  

Non si tratterebbe però di un lancio verso la carriera politica, ha chiarito Vaia: “Qualche telefonata negli anni passati c’è stata, anche per incarichi molto importanti, ma ho fatto una scelta diversa. Io il camice di medico me lo sento ancora addosso come lo sentivo davanti alla fontana dello Spallanzani nel 2020. Mi sento un civil servant”.

Sarà lui a presentare il Manifesto, ma lo farà in collaborazione con colleghi e colleghe, ha dichiarato Vaia all’AdnKronos: “Abbiamo bisogno che i cittadini collaborino con i governi, non solo per la sanità, ma anche per il sociale. Ecco la mia proposta: un ministero del Welfare che metta insieme l’aspetto sociale e quello sanitario”.

Collaboriamo con le istituzioni che oggi hanno un colore e domani un altro, dobbiamo tornare – ha precisato Vaia – ad un linguaggio di rispetto delle posizioni anche diverse dalle nostre. Vogliamo rimettere al centro la persona, non sarà un Manifesto contro qualcuno. La politica ci ascolti, poi vedremo”.

Infine, il professore si è espresso sulle liste d’attesa: “Sono una vergogna, il cittadino le sente come odiose”, ha detto. Sulle soluzioni sul tema, ha aggiunto chela politica nazionale e regionale “non si deve dividere, le ideologie sono superate, il cittadino non si chiede se la prestazione è fornita da X o Y, ma chiede tempi giusti e la qualità. La sanità deve essere davvero al servizio della persona, ma non come un fonema vuoto, ma con azioni concrete, una sanità di qualità e di prossimità”.

14 Aprile 2026

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