PDTA per il carcinoma mammario: serve un adeguamento alle nuove tecnologie

PDTA per il carcinoma mammario: serve un adeguamento alle nuove tecnologie

PDTA per il carcinoma mammario: serve un adeguamento alle nuove tecnologie
I PDTA dovrebbero essere aggiornati periodicamente per andare di pari passo con le trasformazioni dell’oncologia. Manuela Tamburo De Bella (Agenas) parla dell’evoluzione di questi strumenti con particolare riferimento al tumore della mammella e al carcinoma mammario metastatico, per cui non è stato ancora messo a punto un percorso ‘ad hoc’.

I Percorsi Diagnostico-Terapeutico-Assistenziali (PDTA) sono approcci coordinati e integrati che coinvolgono diversi professionisti sanitari e sono stabiliti a livello regionale. Quelli per il tumore della mammella, sono tra i più diffusi e meglio definiti perché costituiscono lo strumento organizzativo delle Breast Unit. Abbiamo parlato dell’evoluzione dei PDTA per il carcinoma mammario in Italia con Manuela Tamburo De Bella, Dirigente Medico Responsabile della UOS Reti Cliniche Ospedaliere e Monitoraggio DM70 – Agenas.

“I PDTA sono degli strumenti dinamici, in continua evoluzione, che necessitano di implementazione e devono essere aggiornati, considerando anche l’uso della telemedicina, il teleconsulto tra professionisti e la teleassistenza dei pazienti”, particolarmente importanti nel caso di persone affette da tumore avanzato, che hanno bisogno di una maggiore assistenza domiciliare perché più fragili.

Secondo Tamburo De Bella è necessario identificare dei percorsi ramificati, per coprire tutte le sottoclassi di tumore e i diversi stadi della patologia: “C’è ancora molto lavoro da fare per quanto riguarda la messa a punto di un percorso ‘ad hoc’ per il tumore metastatico. Questo perché i tumori avanzati sono molto diversi tra loro, presentano caratteristiche biologiche differenti che corrispondono ad altrettanti percorsi di cura”.

L’oncologia personalizzata permette di compiere dei passi in avanti in questo senso. Le tecnologie come il sequenziamento di nuova generazione (Next Generation Sequencing o NGS) hanno permesso di classificare nel dettaglio i sottotipi di malattia e di sviluppare trattamenti specifici sulla base delle caratteristiche del tumore. Come nota l’esperta, ne deve conseguire un adeguamento dei PDTA. “Un gruppo di lavoro dedicato dell’Osservatorio sulle Reti Oncologiche Regionali di AGENAS, affiancato da società scientifiche tra cui l’AIOM (Associazione Italiana dei Medici Oncologi) e si è fatto portavoce della necessità di verificare, all’interno dei PDTA, se un processo è stato eseguito nella maniera più corretta e uniforme sul territorio regionale”.

I PDTA dovrebbero quindi essere aggiornati periodicamente per andare di pari passo con l’evoluzione dell’oncologia. “Dovrebbe esserci una cabina di regia all’interno della rete oncologica fatta anche da professionisti di settore, specialisti, soprattutto specialisti della singola patologia, che intervengono a vario titolo all’interno del percorso del paziente. Il PDTA deve indicare un percorso gestionale”.

Secondo l’esperta l’implementazione dei PDTA è l’epifenomeno di una rete che funziona (che si autocontrolla e autoverifica). “Il coordinatore della rete dovrebbe farsi carico di contattare i professionisti e di creare dei gruppi di lavoro per le singole patologie che siano permanenti e che possano agire per conto della rete, monitorando l’implementazione e l’attuazione dei PDTA”.

Con in contributo non condizionante di

10 Aprile 2024

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