Osteopatia. La regolamentazione porta beneficio al Ssn

Osteopatia. La regolamentazione porta beneficio al Ssn

Osteopatia. La regolamentazione porta beneficio al Ssn

Gentile direttore,
gli osteopati italiani sostengono il recente emendamento della XII Commissione del Senato al DDL 1324, ritendo questo assai pertinente agli obiettivi di riordino delle professioni sanitarie, di efficienza interprofessionale delle prestazioni e di aggiornamento delle competenze in ottica sovra-nazionale e di fondamentale salvaguardia della salute.

Con la finalità dell’istituzione della professione sanitaria dell’osteopata, anche mediante l’identificazione dei titoli equipollenti, dei corsi di studi e dell’albo nazionale, l’idoneità dello stesso strumento legislativo è testimoniata altresì dal riferimento tecnico-scientifico ai Consigli superiori universitari e sanitari, oltre che ai dicasteri preposti.

La valutazione dei fabbisogni connessi alla programmazione sanitaria è certamente documentata dalle rilevazioni istituzionali e dalle conseguenti elaborazioni di centri di ricerca terzi, i cui esiti testimoniano evidentemente che la medicina osteopatica non trovi rispondenza in altre pratiche assistenziali, a fronte della forte domanda della cittadinanza.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità riferisce in termini inequivocabili che l’Osteopatia rientri nel novero delle Medicine Tradizionali, indicandone l’integrazione nei Sistemi Sanitari Nazionali come professione autonoma e di primo contatto, non subordinabile a differenti pratiche sanitarie. Principi ribaditi dalla recente norma europea CEN a cui la Commissione italiana ha lavorato di concerto col Ministero della Salute, fornendo autorevole contributo.
Lo stesso Ministero della Salute ha documentato alle associazioni private degli osteopati l’univocità dell’eventuale regolamentazione dell’osteopatia attraverso l’istituzione di una nuova professione della salute. E la conseguente disponibilità degli osteopati ad accogliere tale indicazione testimonia l’esigenza di pervenire a normativa senza alcun privilegio o omissione di vincoli di legge.

In Italia esistono da anni corsi internazionali autorizzati in Medicina osteopatica e convalidati nell’ambito del programma nazionale di Educazione Continua in Medicina. I giovani discenti partecipano a iniziative di mobilità pedagogica europea presso Istituti legalmente riconosciuti, collaborano a programmi di ricerca scientifica in ambito sanitario e conseguono all’estero titoli di studio corrispondenti per quantità e qualità di formazione alle nostre Lauree di secondo livello.

Gli osteopati italiani, forti del loro ruolo complementare e interdisciplinare, collaborano in termini positivi e non ostativi con gli altri soggetti sanitari, avendo dimostrato negli anni attitudine alla divulgazione delle competenze e al confronto scientifico. Essi hanno accolto l’opportunità della regolamentazione a prioritario vantaggio della Sanità nazionale, accettando di buon grado gli oneri derivabili da successivi provvedimenti di convalida.

Essi stessi confidano che le Professioni della salute potranno valutare tale diponibilità con l’obiettività propria della competenza scientifica e della migliore deontologia professionale di cui sono certamente rappresentanti.


 


Luigi Ciullo  


Osteopata D.O.;
Direttore I.E.M.O. – Istituto di formazione autorizzato in Medicina Osteopatica/Partner C.E.E.S.O. Paris – F;

10 Aprile 2016

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