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Speciale formazione Ecm. Magi (OMCeO Roma): “La legge prevede azioni disciplinari per chi non è in regola. Agiremo rispetto alle norme che ci disciplinano”
Si avvicina la scadenza del triennio. Spetta agli ordini verificare l’adempimento dell’obbligo formativo ECM e sanzionare gli iscritti con mancato assolvimento. Il Presidente dell’OMCeO Roma in questo nono appuntamento della nostra inchiesta sprona i professionisti sanitari a regolarizzare la propria posizione: “Gli strumenti ci sono. Ampia offerta formativa anche a distanza tramite FAD”
Ci separano pochi mesi dalla scadenza del triennio formativo ECM. È tempo di correre ai ripari per i medici e gli operatori sanitari che non hanno ancora adempiuto all’obbligo previsto dalla legge. L’obiettivo è evitare di imbattersi in azioni disciplinari che possono andare dall’avvertimento alla sospensione fino alla radiazione. L’invito a procedere al più presto per regolarizzare la propria situazione è di Antonio Magi, il Presidente dell’Ordine dei medici di Roma che ribadisce quanto sia importante la formazione e l’educazione continua in medicina nel corso di una pandemia e nel post pandemia.
“Un medico non finisce mai di studiare e aggiornarsi. È una professione in cui bisogna sempre essere pronti – dichiara -. Acquisire i crediti formativi necessari nell’arco dell’ECM non è soltanto un vezzo. In Italia c’è un obbligo, fondamentale per esercitare la professione. I colleghi devono capirlo. Voglio ricordare che in altri paesi, come il Canada, ogni tre anni gli ordini professionali assegnano nuovamente l’abilitazione. A chi dimostra di rispettare l’aggiornamento e l’educazione continua in medicina”.
Dopo le varie proroghe stabilite negli anni anche a causa dell’emergenza sanitaria in corso, si avvicina la scadenza del triennio formativo ECM. Al momento, non è prevista nessuna ulteriore proroga. Dicembre sarà l’ultimo mese utile per non risultare in debito. E dal 30 giugno, non si possono più spostare i crediti ECM accumulati in altri anni. Il Co.Ge.A.P.S segnalerà agli Ordini professionali di appartenenza medici e operatori sanitari inadempienti.
“Attendiamo dal Co.Ge.A.P.S i dati che ci servono per sapere esattamente e con correttezza quali sono i colleghi in regola – specifica Magi, aggiungendo che l’Ordine di Roma si sta già adoperando nelle verifiche -. Abbiamo già dei dati di coloro che hanno o meno ottemperato all’obbligo. Il problema è che molti sono fuori dalla possibilità di poter recuperare. Questo è un dato incontrovertibile e agiremo di conseguenza. La legge prevede che dobbiamo mettere in moto un’azione di tipo disciplinare in questo senso e se ne deve prendere atto. Agiremo rispetto alle norme che ci disciplinano”. E invita chi invece può ancora recuperare a darsi da fare: “Il consiglio che dò a tutti i colleghi è di aggiornarsi il prima possibile, cercate di essere in regola con quelle che sono le norme della formazione continua”.
Secondo il presidente sono tante le possibilità e le modalità a disposizione dei sanitari per seguire la normativa vigente e ampliare conoscenze, competenze e best practice.
“In Italia – sottolinea – abbiamo la possibilità di fare l’aggiornamento professionale non soltanto in presenza e il Covid ci ha creato le condizioni per farlo. In questi anni abbiamo dovuto aggiornarci a distanza, tramite FAD. Gli strumenti ci sono e bisogna utilizzarli tutti. L’offerta formativa è ampia oggi. C’è solo la volontà o meno di farlo”.
La mancata formazione comporta anche ricadute assicurative. Secondo un emendamento al decreto Pnrr i medici e gli operatori sanitari che non hanno raggiunto almeno il 70% del credito del triennio non possono essere coperti da Rc professionale. “Un grosso problema per cui potrebbero trovarsi in grande difficoltà. Un problema esistente anche prima – aggiunge Magi – in relazione ad una richiesta di risarcimento, i giudici andavano a verificare se il medico si era aggiornato o meno. Bisogna trovare una soluzione perché oggi come oggi è importante avere una copertura assicurativa. Il cittadino – conclude ha il diritto di essere risarcito nel momento in cui subisce un danno. Ma allo stesso modo il professionista deve poter lavorare in massima tranquillità e sapere di essere “coperto” per una possibile azione di malpractice o per una piccola disavventura che può capitare a tutti. In modo da poter svolgere il suo lavoro nella maniera più chiara e semplice possibile”.
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