Contratto sanità privata. La preintesa non andava firmata

Contratto sanità privata. La preintesa non andava firmata

Contratto sanità privata. La preintesa non andava firmata

Gentile Direttore,
abbiamo letto le dichiarazioni rilasciate dalla Presidente Cittadini in ordine alla posizione espressa dall’AIOP Lazio per il tramite della Presidente Faroni. Noi non possiamo che confermare che gli impegni vanno mantenuti e rispettati e che, quindi, la Presidente Cittadini non avrebbe dovuto modificare la delegazione trattante designata dall’Assemblea del 22 gennaio 2020 e non avrebbe potuto firmare alcuna preintesa avendo avuto un mandato diverso e ben preciso dalla medesima Assemblea del 22 gennaio.

Avrebbe dovuto/potuto – cioè – procedere alla firma del CCNL (valido sino alla prossima scadenza e non già scaduto) solo in presenza di formali ed ufficiali impegni di Governo e Regioni alla concreta copertura di almeno il 50% dei costi derivanti dal rinnovo contrattuale.

Al momento, diversamente da quanto affermato dalla Presidente Cittadini solo una Regione (quindi non “molte” e neanche poche) cioè il Veneto ha emesso una delibera in tal senso.

Per il resto si tratta solo di annunci ed assicurazioni verbali che – come è arcinoto – se hanno presa nel settore della politica politicante, lasciano il tempo che trovano nel mondo che rappresentiamo, cioè quello delle imprese.

Dunque gli impegni che vanno rispettati sono quelli che correttamente ha indicato la Presidente Faroni, non altri, per il momento.

Noi siamo pronti. Con la mano a mezz’aria per approvare il CCNL nel Consiglio Nazionale annunciato dalla Presidente Cittadini, ma solo se ci documenterà se e come gli impegni che lei asserisce essere vincolanti per Governo e Regioni sono tradotti in atti formali ed in erogazioni concrete in favore delle Case di cura che – diversamente – sarebbero condotte sulla strada di un disastro epocale.

Se poi la maggioranza che fa capo alla Presidente Cittadini dovesse comunque approvare la sottoscrizione del CCNL in mancanza di esplicite e formali coperture si capirà quale è il progetto per la Sanità accreditata del nostro Paese.
 
Enzo Paolini
AIOP Calabria
 
Giulia De Leo
AIOP Umbria
 
Sergio Crispino
AIOP Campania

E.Paolini (Aiop Calabria), G.De Leo (Aiop Umbria) e S.Crispino (Aiop Campania)

08 Settembre 2020

© Riproduzione riservata

Perché serve l’assistente patologo per salvare diagnosi e sicurezza delle cure
Perché serve l’assistente patologo per salvare diagnosi e sicurezza delle cure

Gentile direttore,nel corridoio silenzioso di un laboratorio di anatomia patologica, il tempo sembra sospeso. Le cassette si accumulano, i campioni arrivano senza tregua, le richieste si moltiplicano. E mentre tutto...

La collaborazione in Ps non limita l’autonomia: migliora le decisioni e gli esiti dei pazienti
La collaborazione in Ps non limita l’autonomia: migliora le decisioni e gli esiti dei pazienti

Gentile Direttore, la lettera della Simeu, pubblicata su Quotidiano Sanità, richiama alcune riflessioni sulla presenza dell'internista/geriatra nei PS. La posizione espressa evidenzia l'esigenza di evitare derive burocratiche e di preservare...

Collaborare non fa rima con burocrazia
Collaborare non fa rima con burocrazia

Gentile Direttore, abbiamo letto con attenzione la replica della SIMEU sul modello ligure di gestione dei ricoveri urgenti e del boarding.  Ne condividiamo il tono e lo spirito laddove richiama...

Il falso mito dei tetti di spesa: in Sardegna investire nel personale significa ridurre costi, precariato e gettonisti
Il falso mito dei tetti di spesa: in Sardegna investire nel personale significa ridurre costi, precariato e gettonisti

Gentile Direttore,il recente intervento del presidente CIMO-FESMED Guido Quici, che ha richiamato l’attenzione sul rapporto diretto tra carenza di personale, riduzione dell’offerta sanitaria e aumento delle liste d’attesa, coglie uno...