I tecnici di radiologia e le scappatoie delle leggi italiane

I tecnici di radiologia e le scappatoie delle leggi italiane

I tecnici di radiologia e le scappatoie delle leggi italiane

Gentile direttore,
ho letto con molta attenzione quanto scritto dal dot. Andrea Bottega (I medici e le professioni sanitarie. Quando manca la chiarezza sulle ‘regole d’ingaggio’). La voglia di condividere tali considerazioni è stata immediata, in quanto si fa riferimento all’annosa diatriba del caso Marlia e di cosa debbano fare tutte le figure professionali della sanità non mediche.
 
Personalmente non intendo entrare sulla discussione del chi deve fare cosa, io vorrei ma credo di scrivere il pensiero di tutti i Tecnici Sanitari di Radiologia Medica, vorremmo solo fare il nostro lavoro, lavoro ben delineato dalla legislatura italiana e rispettare il nostro codice deontologico.
Se tutti devono fare tutto, non ci si spiega il perché esistano le figure professionali non mediche, e tra queste non si capisce perché ciò che giuridicamente è di nostra competenza debba essere fatto da un medico non radiologo o da un’altra figura professionale diversa dalla nostra.
Nella disquisizione del dott. Bottega, nel titolo la frase “regole d’ingaggio” è proprio lo specchio della realtà.
 
Nella radiologia complementare, quella appunto degli esempi del dot. Bottega, esiste la massima anarchia organizzativa tutti fanno qualcosa che non dovrebbero fare.
 
L’esempio portato dal dott. Bottega è chiarissimo, creare un corso per infermieri, fatto da un Tecnico di radiologia, per insegnare l’uso e la movimentazione delle apparecchiature radiologiche.
Mi spieghino innanzi tutto chi è il mio collega che abbia fatto questo (vorrei vederlo in viso e parlargli), ma poi perché dovrebbe esistere il Tecnico di Radiologia Medica e perché ci deve essere un corso di laurea triennale per tale profilo professionale, quando basta un brevissimo corso di un paio d’ore.
 
In realtà la cosa è ben diversa, ripeto esiste la legislazione italiana, esistono linee guida ed esiste anche la dignità professionale.
 
Quindi come già scrissi, siamo in un paese dove fatte le leggi, immediatamente si trovano le scappatoie per adattarle al nostro uso e consumo.
 
Quindi suggerisco una rilettura del Decreto Legislativo 26 maggio 2000, n. 187 “Attuazione della direttiva 97/43/ EURATOM in materia di protezione sanitaria delle persone contro i pericoli delle radiazioni ionizzanti connesse ad esposizioni mediche.” Modificato dall’art. 39, Legge 1 marzo 2002, n. 39;
 
Articolo 5 – Responsabilità –  3) Gli aspetti pratici per l’esecuzione della procedura o di parte di essa possono essere delegati dallo specialista al tecnico sanitario di radiologia medica o all’infermiere o all’infermiere pediatrico, ciascuno nell’ambito delle rispettive competenze professionali.
 
Non pensa anche lei che più chiaro di così si muore?
Cordialmente
 
 
 
Giuseppe Squilla
Coordinatore T.S.R.M.
Radiologia diagnostica e interventistica.

28 Agosto 2013

© Riproduzione riservata

Senza un ponte tra ospedale e territorio, la riforma resta incompiuta. Internisti pronti a collaborare
Senza un ponte tra ospedale e territorio, la riforma resta incompiuta. Internisti pronti a collaborare

Gentile Direttore, la riforma della medicina territoriale è una delle sfide decisive per il futuro del Servizio sanitario nazionale. Case di Comunità, Ospedali di Comunità, Centrali operative, telemedicina e assistenza...

Il “Banco” della Salute e il “Gabbio” del Commercio: la Specificità Sanitaria del Farmacista
Il “Banco” della Salute e il “Gabbio” del Commercio: la Specificità Sanitaria del Farmacista

Gentile Direttore,c'è un cortocircuito invisibile che si consuma ogni giorno nelle farmacie private: un paradosso normativo che tocca i fondamenti della filosofia della cura e della legalità costituzionale. Da un...

La salute mentale e il vuoto delle responsabilità
La salute mentale e il vuoto delle responsabilità

Gentile Direttore,confesso la mia ammirazione per l’impegno e la costanza con cui alcuni psichiatri continuano a portare l’attenzione sui vari problemi della salute mentale, come emerge dai recenti interventi di...

Sanità territoriale e gli esiti perversi di 15 anni di disinteresse, deficit culturale e abbandono
Sanità territoriale e gli esiti perversi di 15 anni di disinteresse, deficit culturale e abbandono

Gentile Direttore,sembra proprio che il tormentato iter del DL di riforma della medicina territoriale sia stato deviato su un binario morto. Negli ultimi 2 mesi opinion leader politici, accademici, giornalistici...