Tumori stromali gastrointestinali: un nuovo approccio aumenta la sopravvivenza

Tumori stromali gastrointestinali: un nuovo approccio aumenta la sopravvivenza

Tumori stromali gastrointestinali: un nuovo approccio aumenta la sopravvivenza
Il prolungamento a tre anni della terapia adiuvante con imatinib offre importanti vantaggi nella prevenzione delle recidive con sensibili ripercussioni sull’aumento dell’aspettativa di vita.
 

Una piccola rivoluzione nel trattamento dei tumori stromali gastrointestinali (GIST), una rara patologia tumorale rara (1,5 casi ogni 100.000 persone l’anno), che tende a ripresentarsi a breve distanza di tempo dall’intervento di asportazione della lesione in un paziente su due.
Dai dati presentati nel corso del Congresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) tenutosi nei giorni scorsi a Chicago, è infatti emerso che il trattamento per tre anni con imatinib in terapia adiuvante, ovvero dopo l’intervento chirurgico di asportazione della massa tumorale, aumenta il tempo di sopravvivenza libera da ripresa di malattia e la sopravvivenza globale, in confronto allo stesso farmaco assunto solamente per un anno.
Lo studio (SSG XVIII), condotto su 400 pazienti, è il primo trial clinico che ha valutato il trattamento con imatinib dopo l’intervento chirurgico per tre anni rispetto al trattamento per un solo anno. A cinque anni dalla diagnosi, il 66% dei pazienti, trattati con imatinib per tre anni non mostra recidive (rispetto al 48% osservato dopo un anno di terapia), e il 92% è ancora vivo (rispetto all’82% con la terapia per un anno).
“Era già noto il vantaggio in termini di protezione da recidiva derivante dall’utilizzo di imatinib in terapia precauzionale per un anno – ha commentato Paolo Casali – responsabile SSD Oncologia medica dei Tumori mesenchimali dell’adulto, Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, Milano. L’importanza dei nuovi dati è relativa all’ulteriore vantaggio, in termini di libertà da recidiva e di sopravvivenza, derivante da una terapia che copre un arco temporale di 3 anni”. I dati dello studio, inoltre, hanno evidenziato che anche dopo tre anni di trattamento, la tollerabilità di imatinib è buona e confrontabile con quella del trattamento per un solo anno.
“I risultati di questo studio indicano che il nuovo standard per la durata della terapia con imatinib in adiuvante nei pazienti con GIST ad alto rischio di recidiva sarà di tre anni”, ha spiegato Anna Costato, presidente dell’Associazione Italiana GIST (A.I.G.). “La comunità dei pazienti con GIST – ha aggiunto – ha accolto con grande interesse questi risultati e guarda alla ricerca scientifica con rinnovata speranza per trovare risposta ai quesiti ancora aperti per questo tumore che, da incurabile prima del 2000, è diventato sempre più trattabile”. 

22 Giugno 2011

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