Studi e Analisi

Quasi 9 milioni di italiani hanno paura di restare soli al momento del bisogno. Anziani, con basso titolo di studio e scarso reddito, ma non solo. La solitudine spaventa a tutte le età 
Quasi 9 milioni di italiani hanno paura di restare soli al momento del bisogno. Anziani, con basso titolo di studio e scarso reddito, ma non solo. La solitudine spaventa a tutte le età 
Studi e Analisi
Quasi 9 milioni di italiani hanno paura di restare soli al momento del bisogno. Anziani, con basso titolo di studio e scarso reddito, ma non solo. La solitudine spaventa a tutte le età 
Sono tanti, secondo un'indagine Istat, gli italiani che temono di non avere nessuno accanto se un domani dovessero torvarsi in situazioni di bisogno per malattia o gravi problemi personali. La fascia più “preoccupata” è quella degli over 65 e le Regioni dove la paura della solitudine si avverte con percentuali superiori al 20% (media italiana 18%) della popolazione anziana sono la Valle d'Aosta, il Friuli Venezia Giulia, la Campania, la Liguria e il Veneto. Ma il dato emblematico è che dai 35 anni in su la paura di restare di soli colpisce quasi un italiano su cinque.
La “bi-zona” della spesa sanitaria
La “bi-zona” della spesa sanitaria
Studi e Analisi
La “bi-zona” della spesa sanitaria
In Italia esiste una spesa privata elevata. La necessità di ricorrere alla spesa privata notoriamente abbassa l’equità nell’accesso alle prestazioni. Se in più è pure sostitutiva, nella commistione deregolata tra pubblico e privato finisce con l’incrementare il rischio di moral hazard, d’inefficienza del sistema e di effetti distorsivi indiretti. Come appunto quello, curioso, della maggiore spesa privata del Nord che migliora gli esiti della pubblica riducendone la domanda.
Fabrizio Gianfrate
Fatte le DAT, ma per trasformarle in pratica quotidiana occorrerà ancora molto tempo
Fatte le DAT, ma per trasformarle in pratica quotidiana occorrerà ancora molto tempo
Studi e Analisi
Fatte le DAT, ma per trasformarle in pratica quotidiana occorrerà ancora molto tempo
Il frutto migliore della legge sul biotestamento è il tentativo di ricondurre la terminalità all'interno di un rinnovato umanesimo medico. Al di là del diritto delle persone a quella che ciascuno considera la propria dignità di vita, al di là del diritto del medico a agire secondo la sua personale coscienza, resta una questione su cui meditare
Antonio Panti
Più di 20 milioni di italiani dichiarano di soffrire per dolori fisici. Più colpite le donne e le fasce anziane. Problemi nelle attività quotidiane per 15 milioni di persone e per 3 milioni il dolore diventa un vero e proprio handicap
Più di 20 milioni di italiani dichiarano di soffrire per dolori fisici. Più colpite le donne e le fasce anziane. Problemi nelle attività quotidiane per 15 milioni di persone e per 3 milioni il dolore diventa un vero e proprio handicap
Studi e Analisi
Più di 20 milioni di italiani dichiarano di soffrire per dolori fisici. Più colpite le donne e le fasce anziane. Problemi nelle attività quotidiane per 15 milioni di persone e per 3 milioni il dolore diventa un vero e proprio handicap
Il 39,1% della popolazione ha dicharato all'Istat "dolore fisico" con punte del 59,1% tra gli over 65 e i valori più bassi tra 15 e 24 anni (19,3%). A soffrire di più sono le donne che in media dichiarano dolore nel 45,6% dei casi contro il 32,5% degli uomini, con quello “forte o molto forte quasi doppio: 12,1% tra le femmine, 6,5% tra i maschi. Il dolore influisce sulle attività quotidiane nel 73,5% dei casi e lo fa in modo “grave o molto grave” nel 14,3% dei casi.
Morbillo in Europa: Italia seconda per diffusione con il 35% dei casi. Peggio di noi solo la Romania con un’epidemia ancora in corso
Morbillo in Europa: Italia seconda per diffusione con il 35% dei casi. Peggio di noi solo la Romania con un’epidemia ancora in corso
Studi e Analisi
Morbillo in Europa: Italia seconda per diffusione con il 35% dei casi. Peggio di noi solo la Romania con un’epidemia ancora in corso
Nel periodo dicembre 2016-novembre 2017 segnalati 14.393 casi in Europa di cui 4.985 in Italia. Il dato è contenuto nel rapporto del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), l’agenzia dell’Ue che si occupa della sorveglianza delle malattie infettive in Europa, pubblicato il 12 gennaio. Il rapporto segnala anche che in Grecia e Romania l'epidemia di moribillo è ancora in corso. IL REPORT ECDC.
Liste d’attesa, trasporti e crisi economica: queste le tre cause per cui abbiamo rinunciato a curarci almeno una volta nell’anno 
Liste d’attesa, trasporti e crisi economica: queste le tre cause per cui abbiamo rinunciato a curarci almeno una volta nell’anno 
Studi e Analisi
Liste d’attesa, trasporti e crisi economica: queste le tre cause per cui abbiamo rinunciato a curarci almeno una volta nell’anno 
Rispettivamente sono più di 11 milioni i cittadini che addebitano a tempi di attesa troppo lunghi la loro rinuncia o il ritardo all'effettuazione di una prestazione, 3,6 milioni quelli che accusano la mancaza di trasporti adeguati verso il luogo di cura e 6,2 milioni quelli che dichiarano di aver rinunciato a una prestazione per motivi economici. Il dato è dell’Istat e permette di capire meglio il perché di un fenomeno, quello della rinuncia alle cure, che in questi ultimi anni è stato oggetto di molte analisi e commenti
Trapianti da record: mai così tanti negli ultimi dieci anni. Si riducono le liste d’attesa e le opposizioni alla donazione. Report 2017 del Cnt
Trapianti da record: mai così tanti negli ultimi dieci anni. Si riducono le liste d’attesa e le opposizioni alla donazione. Report 2017 del Cnt
Studi e Analisi
Trapianti da record: mai così tanti negli ultimi dieci anni. Si riducono le liste d’attesa e le opposizioni alla donazione. Report 2017 del Cnt
A crescere non solo i numeri sulle donazioni e i trapianti di organi, tessuti e cellule ma un’intera rete sanitaria, che “dimostra di essere tra le più efficienti del nostro Paese”, sottolinea il commento al rapporto 2017 del Centro nazionale trapianti (Cnt), appena pubblicato. IL REPORT
Rapporto ospedalità privata. L’universalità del Ssn è in crisi, serve un patto per un Neo-Welfare
Rapporto ospedalità privata. L’universalità del Ssn è in crisi, serve un patto per un Neo-Welfare
Studi e Analisi
Rapporto ospedalità privata. L’universalità del Ssn è in crisi, serve un patto per un Neo-Welfare
Aumenta l’insoddisfazione per l’accesso ai servizi, che risulta essere sempre più difficile ed economicamente costoso. I pazienti e le loro famiglie reagiscono al logoramento delle prestazioni pubblico cercando strade alternative. Questi i dati del 15° Rapporto dell’Ospedalità privata secondo il quale bisogna dare vita a un patto per un Neo-Welfare. E l’Ospedalità privata si propone fra i protagonisti della sanità del futuro. LA SINTESI DEL RAPPORTO
Ester Maragò
Vaccini. Il New York Times racconta il modello California dove l’obbligo ha portato in molti casi a un aumento della copertura di 20/30 punti in soli due anni. All’opposto, in Oregon, da quando i genitori possono scegliere di esentare i propri bambini, la
Vaccini. Il New York Times racconta il modello California dove l’obbligo ha portato in molti casi a un aumento della copertura di 20/30 punti in soli due anni. All’opposto, in Oregon, da quando i genitori possono scegliere di esentare i propri bambini, la
Studi e Analisi
Vaccini. Il New York Times racconta il modello California dove l’obbligo ha portato in molti casi a un aumento della copertura di 20/30 punti in soli due anni. All’opposto, in Oregon, da quando i genitori possono scegliere di esentare i propri bambini, la
Si dice che tutto cominciò nel sito Disneyland di Anaheim in California, quando 159 visitarori furono contagiati dal morbillo, probabilmente da un turista straniero. Era il 2014 e poco dopo lo stato californiano decise la via dell'obbligatorietà vaccinale. Come è andata lo racconta oggi il NYT con un lungo servizio che cita come esempio opposto quello dello stato dell'Oregon dove, negli stessi anni, si decise di dare a tutti i genitori la possibilità di esentare i propri figli dalla vaccinazione riempiendo un semplice modulo online. E il risultato è stato disastroso
G.R.
Il 74% degli italiani dai 15 anni in su va dal medico di famiglia almeno una volta l’anno e uno su due va anche dallo specialista
Il 74% degli italiani dai 15 anni in su va dal medico di famiglia almeno una volta l’anno e uno su due va anche dallo specialista
Studi e Analisi
Il 74% degli italiani dai 15 anni in su va dal medico di famiglia almeno una volta l’anno e uno su due va anche dallo specialista
Secondo i dati Istat, in media  il 74% delle persone da 15 anni in poi ha fatto ricorso al medico di famiglia con una media di 1,2 contatti l'anno, mentre si è rivolto al Mmg il 90,9% degli ultrasessantacinquenni. Allo specialista si è rivolto invece il 54% degli individui da 15 anni in su e il 67,2% degli over 65. Un'analisi dettagliata dell'Istat Regione per Regione.
Cure dentali cenerentola del servizio pubblico. Poche possibilità di assistenza nel Ssn e anche molte assicurazioni e fondi negano il dentista. Non resta che pagarsele da soli. I dati Istat
Cure dentali cenerentola del servizio pubblico. Poche possibilità di assistenza nel Ssn e anche molte assicurazioni e fondi negano il dentista. Non resta che pagarsele da soli. I dati Istat
Studi e Analisi
Cure dentali cenerentola del servizio pubblico. Poche possibilità di assistenza nel Ssn e anche molte assicurazioni e fondi negano il dentista. Non resta che pagarsele da soli. I dati Istat
Piatto forte di molti programmi elettorali, le cure dentali sono spesso vittime della crisi. E chi ha problemi di denti e non vuole trascurarli è costretto a rivolgersi comunque al settore privato e pagare di tasca propria. Spesso senza rimborsi perché la maggioranza di assicurazioni e fondi integrativi non coprono questo tipo di assistenza. Il dato lo ha fornito l’Istat in occasione del rapporto sulle condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari in Italia e nell'UE. 
Coincidenze e resipiscenze
Coincidenze e resipiscenze
Studi e Analisi
Coincidenze e resipiscenze
Vorrei riflettere su tre articoli che il caso ha voluto siano stati pubblicati su questo giornale lo stesso giorno, il 5 gennaio. Essi, trattano argomenti tra loro diversissimi ma tutti e tre pongono un grande problema quello della resipiscenza e sono stati scritti da Antonio PantiAntonio Bonaldi e Luca Benci.
Ivan Cavicchi
Farmacisti, dentisti e fisioterapisti in Europa. Il dossier di Eurostat
Farmacisti, dentisti e fisioterapisti in Europa. Il dossier di Eurostat
Studi e Analisi
Farmacisti, dentisti e fisioterapisti in Europa. Il dossier di Eurostat
Italia al quarto posto nell'Ue per numero di farmacisti per 100mila abitanti: ne ha 115. In coda alla classifica  Danimarca e Paesi Bassi rispettivamente con 51 e 21 ogni 100mila abitanti. Nella maggior parte degli stati membri ci si assesta tra 60 e 100 professionisti per 100mila abitanti. Con 78 dentisti per 100mila abitanti e 98 fisioterapisti invece, l'Italia è a metà classifica nell'Ue.
Migranti. Sempre più quelli che devono ricorrere all’assistenza del Banco farmaceutico. Nel Lazio il maggior numero di migranti che non accedono a cure adeguate
Migranti. Sempre più quelli che devono ricorrere all’assistenza del Banco farmaceutico. Nel Lazio il maggior numero di migranti che non accedono a cure adeguate
Lazio
Migranti. Sempre più quelli che devono ricorrere all’assistenza del Banco farmaceutico. Nel Lazio il maggior numero di migranti che non accedono a cure adeguate
E' quanto emerge dal Rapporto 2017 "Donare per curare: Povertà sanitaria e Donazione Farmaci", promosso dalla Fondazione Banco Farmaceutico onlus e BFResearch e realizzato con il contributo incondizionato di IBSA dall'Osservatorio Donazione Farmaci. Secondo la ricerca gli enti benefici sostenuti da Banco Farmaceutico hanno fornito farmaci a oltre 580 mila utenti (si tratta mediamente del 12% dei poveri assoluti italiani) e di questi il 63,5% sono migranti. 
Assenze per malattia retribuite: Italia fanalino di coda dell’Ue per la spesa complessiva e procapite
Assenze per malattia retribuite: Italia fanalino di coda dell’Ue per la spesa complessiva e procapite
Studi e Analisi
Assenze per malattia retribuite: Italia fanalino di coda dell’Ue per la spesa complessiva e procapite
Le spese di protezione sociale per le assenze per malattia, secondo l’ultima rilevazione Eurostat, retribuite rappresentano il 3,6% del totale delle spese per prestazioni sociali e sono il 12% della spesa totale per le prestazioni di malattia/assistenza sanitaria. La percentuale delle prestazioni sociali complessive spese in congedo di malattia retribuito varia tra gli Stati membri: rappresentava oltre il 5% delle prestazioni sociali totali a Cipro (8,5%), Germania (6,1%), Paesi Bassi (6,1%) e Lussemburgo (5,3%), le quote più basse sono state registrate in Grecia (0,7%), Italia (1,2%), Portogallo (1,4%) e Romania (1,6%).
UK. Allarme senza precedenti per il NHS. Senza un’inversione di rotta nelle politiche e una robusta iniezione finanziaria rischio default
UK. Allarme senza precedenti per il NHS. Senza un’inversione di rotta nelle politiche e una robusta iniezione finanziaria rischio default
Studi e Analisi
UK. Allarme senza precedenti per il NHS. Senza un’inversione di rotta nelle politiche e una robusta iniezione finanziaria rischio default
I pazienti stanno morendo nei corridoi degli ospedali durante la crisi invernale in corso perché il NHS è così sottofinanziato e con un organico così ridotto che non può farcela, i medici anziani hanno avvertito Theresa May. Ma ormai per il personale la misura è colma il sottofinanziamento del NHS e la dura austerità affrontata in questi anni ha condotto ad un bivio da cui il governo deve immediatamente dire come se ne esce. Quello che è certo e che senza maggiori risorse finanziarie ed umane il NHS muore
Grazia Labate
Mobilità sanitaria interregionale ospedaliera. Il caso Molise
Mobilità sanitaria interregionale ospedaliera. Il caso Molise
Molise
Mobilità sanitaria interregionale ospedaliera. Il caso Molise
La misura eccezionale della mobilità registrata dal Molise è tale da far comprendere come la stessa abbia partecipato direttamente alla determinazione della crisi che ha colpito il sistema sanitario regionale, mettendone in gioco l’intera sostenibilità. La definizione degli accordi interregionali, quale soluzione organizzativa per il sistema sanitario della Regione Molise, deve considerare la specificità e la tipicità del contesto, anche rispetto alla presenza di strutture private in grado di assorbire quasi la metà della mobilità attiva regionale. LO STUDIO
Giuseppe Massaro
Sopra i 65 anni quasi un italiano su due soffre di una malattia cronica grave. Ma manca quasi ovunque l’assistenza domiciliare. I dati Istat 
Sopra i 65 anni quasi un italiano su due soffre di una malattia cronica grave. Ma manca quasi ovunque l’assistenza domiciliare. I dati Istat 
Studi e Analisi
Sopra i 65 anni quasi un italiano su due soffre di una malattia cronica grave. Ma manca quasi ovunque l’assistenza domiciliare. I dati Istat 
L'Istat nella rilevazione che ha presentato in occasione del rapporto sulle condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari in Italia e nell'Unione europea presenta un dato allarmante: è affetto da almeno una malattia cornica grave quasi il 45% degli over 65 e quasi il 18% della popolazione da 15 anni in su. Ma l’assistenza domiciliare crolla e in media nei 12 mesi precedenti la rilevazione solo il 3% di chi ha più di 15 anni  vi ha fatto ricorso e ancora solo il 2% per ragioni sanitarie, percentuali che salgono al 9,5% e al 6% solo per ragioni sanitarie negli over 65.
Il declino inarrestabile della professione medica
Il declino inarrestabile della professione medica
Studi e Analisi
Il declino inarrestabile della professione medica
Oggi il lavoro dei medici viene considerato un disvalore, un costo da abbattere, una spesa da comprimere attraverso operazioni di sostituzione con personale meno qualificato per formazione ed esperienza professionale. Una prospettiva che deve essere contrastata da tutti coloro che si sono battuti perché la sanità divenisse un servizio di utilità pubblica e non un mercato di  beni da consumare
Roberto Polillo
L’anno sanitario che verrà tra economia politica, società ed Europa
L’anno sanitario che verrà tra economia politica, società ed Europa
Studi e Analisi
L’anno sanitario che verrà tra economia politica, società ed Europa
A che sono serviti 10 anni di sacrifici sanguinolenti, se siamo sempre più indebitati, più poveri e ci curiamo meno e peggio? Le politiche neoliberiste, specie quelle all'italiana, sono nefaste in società demograficamente mature come le nostre con una globalizzazione vorace in Paesi Emergenti dalle regole lasche e dal dumping sociale e ambientale
Fabrizio Gianfrate
Assenze per malattia. Un certificato su tre cade di lunedì
Assenze per malattia. Un certificato su tre cade di lunedì
Studi e Analisi
Assenze per malattia. Un certificato su tre cade di lunedì
L'aneddotica dei professionisti deputati alle visite fiscali è ricchissima di conferme del cosiddetto “week end allungato”: con oltre il 50% sul totale, l’Italia è il primo Paese in Europa per incidenza delle cosiddette “malattie brevi”, il 15% in più della media europea. Secondo diversi studi autorevoli, se riuscissimo a riportare il tasso di assenteismo sui livelli delle principali economie, il beneficio sarebbe stimabile nell’ordine dei 15-20 miliardi di euro l’anno
Fulvio Bersanetti
Sanità ed elezioni. Gimbe monitorerà le promesse dei partiti
Sanità ed elezioni. Gimbe monitorerà le promesse dei partiti
Studi e Analisi
Sanità ed elezioni. Gimbe monitorerà le promesse dei partiti
Il risultato dell’analisi comparata dei programmi elettorali, che riguarderà le proposte proposte relative a sanità, welfare e ricerca, sarà presentato a due giorni dal voto, il prossimo 2 marzo, in occasione della Conferenza nazionale Gimbe.
Un anno con l’Oms. Dalla guerra all’industria del tabacco alla fine dell’epidemia di Aids entro il 2030. Tutti i target e i progetti del 2017
Un anno con l’Oms. Dalla guerra all’industria del tabacco alla fine dell’epidemia di Aids entro il 2030. Tutti i target e i progetti del 2017
Studi e Analisi
Un anno con l’Oms. Dalla guerra all’industria del tabacco alla fine dell’epidemia di Aids entro il 2030. Tutti i target e i progetti del 2017
Anno 2017: in rassegna i problemi chiave di salute .Tutte le tappe degli interventi Oms nell'anno appena concluso con i principali risultati ottenuti e gli obiettivi fino al 2030. L'elenco completo e tutti i documenti Oms che riguardano le singole materie sono consultabili on line a questo link.
Eurostat: il 16% degli italiani non ha i soldi per scaldare adeguatamente la propria abitazione, quasi il doppio della media UE. A rischio anziani, neonati, malati cronici e disabili 
Eurostat: il 16% degli italiani non ha i soldi per scaldare adeguatamente la propria abitazione, quasi il doppio della media UE. A rischio anziani, neonati, malati cronici e disabili 
Studi e Analisi
Eurostat: il 16% degli italiani non ha i soldi per scaldare adeguatamente la propria abitazione, quasi il doppio della media UE. A rischio anziani, neonati, malati cronici e disabili 
Vivere in una casa fredda oltre che essere disagevole mette anche a rischio la salute. E per gli italiani la situazione sembra peggiorata: nel 2006 in difficoltà a riscaldare la casa era infatti "solo" il 10,4% della popolazione. In Europa dati molto diversi da un Paese all'altro con una media dell’8,7% in progressivo miglioramento dopo il picco negativo nel 2011 con l'11%. La situazione più grave in Bulgaria (39%), seguita da Lituania e Grecia (29%). In Lussemburgo e Finlandia problema quasi inesistente. 
Inquinamento acustico. Il 16,2% degli italiani soffre per il rumore di abitazioni vicine o dalla strada
Inquinamento acustico. Il 16,2% degli italiani soffre per il rumore di abitazioni vicine o dalla strada
Studi e Analisi
Inquinamento acustico. Il 16,2% degli italiani soffre per il rumore di abitazioni vicine o dalla strada
L'inquinamento acustico riìguarda circa un quarto della popolazione europea che ha riferito di aver riscontrato problemi con il rumore provenienti dai loro vicini o dalla strada. Il record a Malta (26,2%). Poi Germania (25,1%) e Paesi Bassi (24,9%). Il nostro Paese si trova a metà classifica (di poco sotto la media UE) se si considerano le percentuali 2016 (ultimo anno per il quale Eurostat fornisce il dato per quasi tutti i Paesi).
La grande sfida della cronicità
La grande sfida della cronicità
Provincia Autonoma di Trento
La grande sfida della cronicità
Secondo l’Oms, l’82-85% dei costi in sanità è assorbito dalla cronicità, il vero grande problema che tutti i Paesi industrializzati debbono affrontare, unitamente alla crescita esponenziale della spesa sociale, legata non solo all’invecchiamento della popolazione ma anche all’andamento del mercato del lavoro ed ai provvedimenti sui sistemi pensionistici. Ecco alcune proposte per affrontare e rimuovere i punti deboli del nostro Ssn
Isabella Mastrobuono
Una legislatura deludente. Ma la colpa è anche del mondo della sanità che non vuole riformarsi
Una legislatura deludente. Ma la colpa è anche del mondo della sanità che non vuole riformarsi
Studi e Analisi
Una legislatura deludente. Ma la colpa è anche del mondo della sanità che non vuole riformarsi
E’ vero, come sostiene Fassari nel suo editoriale di Natale, che sono state fatte molte leggi ma, al di là del fatto che a mio avviso sono in maggioranza sbagliate o non applicabili per mancanza di risorse, il guaio vero è che di cambiare, questa sanità, per prima e per ragioni poco nobili, non ne vuole sapere. Per cui accetta di svendersi come esperienza storica, di farsi umiliare sui contratti, di rinunciare alla deontologia, di praticare una pessima medicina, nel vano tentativo di tutelare se stessa restando invariante
Ivan Cavicchi
Annuario Istat 2017. Gli italiani si sentono in maggioranza in buona salute (ma più gli uomini che le donne). Quasi il 40% è però affetto da una malattia cronica. Due morti su tre per colpa di malattie cardiovascolari e tumori
Annuario Istat 2017. Gli italiani si sentono in maggioranza in buona salute (ma più gli uomini che le donne). Quasi il 40% è però affetto da una malattia cronica. Due morti su tre per colpa di malattie cardiovascolari e tumori
Studi e Analisi
Annuario Istat 2017. Gli italiani si sentono in maggioranza in buona salute (ma più gli uomini che le donne). Quasi il 40% è però affetto da una malattia cronica. Due morti su tre per colpa di malattie cardiovascolari e tumori
Pubblicato oggi il volume dell’Istat che raccoglie tutte le principali statistiche del Paese. Si dice in buona salute il 70,1% della popolazione (73,9 gli uomini e 66,4 le donne). Si confermano poi le tendenze degli ultimi anni: meno ricoveri per acuti e più in lungodegenza, calano i medici di base, crescita costante delle cronicità, meno aborti, fumatori stabili. I due big killer restano cuore e cancro che da soli sono la causa del 66% delle morti. IL CAPITOLO SANITÀ E SALUTE.
Spesa sociale dei Comuni. Nel 2015 quasi 7 miliardi di euro. La maggior parte va alle famiglie con figli e ai disabili. Sud in coda
Spesa sociale dei Comuni. Nel 2015 quasi 7 miliardi di euro. La maggior parte va alle famiglie con figli e ai disabili. Sud in coda
Studi e Analisi
Spesa sociale dei Comuni. Nel 2015 quasi 7 miliardi di euro. La maggior parte va alle famiglie con figli e ai disabili. Sud in coda
L’Istat fotografa la dinamica e la ripartizione geografica della spesa sociale dei Comuni, al netto del contributo del Ssn. Il 38,5% delle risorse è destinato alle famiglie con figli, il 25,4% ai disabili, il 18,9% agli anziani, il 7% al contrasto della povertà e dell'esclusione sociale, il 4,2% agli immigrati e lo 0,4% alle dipendenze. Il rimanente 5,6% è assorbito dalle spese generali, di organizzazione e per i servizi rivolti alla "multiutenza". Ma al Sud spesa procapite molto più bassa che al nord, Sardegna esclusa. IL RAPPORTO.
Nas, il bilancio del 2017: arrestate 154 persone e denunciate altre 4.495. Attività sospesa per 169 strutture tra ambulatori, case di riposo, laboratori e aziende. Sequestrate 106 mila confezioni di medicinali e 98 mila capsule e fiale 
Nas, il bilancio del 2017: arrestate 154 persone e denunciate altre 4.495. Attività sospesa per 169 strutture tra ambulatori, case di riposo, laboratori e aziende. Sequestrate 106 mila confezioni di medicinali e 98 mila capsule e fiale 
Studi e Analisi
Nas, il bilancio del 2017: arrestate 154 persone e denunciate altre 4.495. Attività sospesa per 169 strutture tra ambulatori, case di riposo, laboratori e aziende. Sequestrate 106 mila confezioni di medicinali e 98 mila capsule e fiale 
Presentato il bilancio dell’ultimo anno di attività dei Carabinieri che operano per la tutela della salute. In totale 49.700 gli interventi, che nel 30% dei casi hanno evidenziato irregolarità. Nel comparto farmaceutico-sanitario rilevate irregolarità in 3.480 casi che hanno portato all’arresto di 133 per reati quali corruzione, peculato, truffa al servizio sanitario, maltrattamenti ed altri illeciti penali gravi (altre 3.150 le persone denunciate.