Studi e Analisi

Regionalismo differenziato. E adesso che succede?
Regionalismo differenziato. E adesso che succede?
Studi e Analisi
Regionalismo differenziato. E adesso che succede?
Dopo l’ultimo Cdm, la partita è tutt’altro che scontata e molto dipende dalla fermezza dei propositi del M5S, dal senso politico di Salvini ma soprattutto dall’intelligenza, di un pensiero di mediazione attraverso il quale il valore dell’autonomia non sia distruttivo dei valori di solidarietà e di universalità
Ivan Cavicchi
Regionalismo differenziato. “Le maggiori autonomie in sanità bocciate su tutta la linea”. La consultazione pubblica di Gimbe
Regionalismo differenziato. “Le maggiori autonomie in sanità bocciate su tutta la linea”. La consultazione pubblica di Gimbe
Studi e Analisi
Regionalismo differenziato. “Le maggiori autonomie in sanità bocciate su tutta la linea”. La consultazione pubblica di Gimbe
La consultazione promossa dalla Fondazione restituisce un verdetto senza appello: secondo quasi 4.000 partecipanti le maggiori autonomie in sanità avranno un impatto rilevante sulle diseguaglianze regionali. Dall'analisi preliminare di oltre 5.000 commenti emergono serie preoccupazioni: imprevedibilità delle conseguenze, aumento divario Nord-Sud e differenziazione del diritto alla tutela della salute.
Cure mediche e dentistiche nella UE: bisogni insoddisfatti per quasi 2 under 16 su 100. Soprattutto quando c’è un solo genitore
Cure mediche e dentistiche nella UE: bisogni insoddisfatti per quasi 2 under 16 su 100. Soprattutto quando c’è un solo genitore
Studi e Analisi
Cure mediche e dentistiche nella UE: bisogni insoddisfatti per quasi 2 under 16 su 100. Soprattutto quando c’è un solo genitore
I bosogni insoddisfatti di cure mediche e dentistiche per i minori di 16 anni nella Ue risentono della composizione della famigla e vanno rispettivamente dall'1,8% e 2,3% delle famiglia con figli a carico al 2,2% e 3,1% quando la famiglia è composta da un solo adulto con figli a carico. Italia sempre (di poco) sotto la media Ue, tranne nel caso di un adulto con figli a carico in cui la percentuale di bisogni insoddfìsfatti è maggiore.    
Salute digitale. Il 90% degli italiani continua a preferire soluzioni “tradizionali”
Salute digitale. Il 90% degli italiani continua a preferire soluzioni “tradizionali”
Studi e Analisi
Salute digitale. Il 90% degli italiani continua a preferire soluzioni “tradizionali”
Durante il II congresso annuale “Innovation by Ania” dal titolo “Innovazione e welfare: salute e benessere nell’era digitale” si è discusso di welfare e innovazione e del ruolo delle compagnie assicurative. Le aziende hanno ragionato su come intercettare la domanda sempre maggiore di salute e prevenzione utilizzando strumenti tecnologici che non convincono fino in fondo i cittadini
Michela Perrone
Tra dieci anni in Italia ci saranno oltre 25milioni di malati cronici e per assisterli serviranno 75 mld di euro l’anno. Report Osservasalute
Tra dieci anni in Italia ci saranno oltre 25milioni di malati cronici e per assisterli serviranno 75 mld di euro l’anno. Report Osservasalute
Studi e Analisi
Tra dieci anni in Italia ci saranno oltre 25milioni di malati cronici e per assisterli serviranno 75 mld di euro l’anno. Report Osservasalute
Ma già oggi la situazione è critica con 24 milioni di italiani affetti da una malattia cronica di cui 12,5 con multicronicità. Ipertensione, artrite/artrosi e malattie allergiche le cronicità più frequenti. Ne sono affette più le donne rispetto agli uomini che però vivono di meno. Si confermano le diseguaglianze di genere, territoriali, culturali e socio economiche. Ricciardi: “Servono un nuovo approccio sistemico per l’assistenza ai malati cronici e un cambio di passo delle politiche di prevenzione” LA SINTESI DEL RAPPORTO
Sempre meno letti negli ospedali. Sia per acuti che per lungodegenze. E il sistema è in sofferenza
Sempre meno letti negli ospedali. Sia per acuti che per lungodegenze. E il sistema è in sofferenza
Studi e Analisi
Sempre meno letti negli ospedali. Sia per acuti che per lungodegenze. E il sistema è in sofferenza
Lo “Standard” previsto dal DM 70/2015, il più basso in Europa, è ulteriormente peggiorato. Tra acuti e lungodegenza ne mancano quasi 15 mila per rispettare il parametro imposto dal Dm di 3,7 pl x 1.000 abitanti. E intanto continuano le lamentele dei cittadini per il protrarsi delle lunghe attese sulle barelle dei Pronto Soccorso in attesa di un posto letto, per le liste d’attesa dei ricoveri in elezione e le difficoltà delle dimissioni dai reparti di degenza per acuti in carenza di posti letto/post acuti
F.Floranello e R.Caron (Anaao Assomed)
Le regole d’ingaggio e un Patto per la Salute tutto in salita
Le regole d’ingaggio e un Patto per la Salute tutto in salita
Studi e Analisi
Le regole d’ingaggio e un Patto per la Salute tutto in salita
In tutta franchezza non credo che la demagogia e l’irragionevolezza giovi alla sottoscrizione del patto. Ammesso che ci si accordi sulle pre condizioni dettate dal documento delle Regioni, statene certi, vedremo due orbi fare a sassate con il segreto proposito di farsi l’un con l’altro le scarpe. E di soldi ne vedremo pochi
Ivan Cavicchi
Al via la prima conferenza internazionale sulla sicurezza alimentare: 600 milioni di persone si ammalano ogni anno per il cibo contaminato e 420mila muoiono
Al via la prima conferenza internazionale sulla sicurezza alimentare: 600 milioni di persone si ammalano ogni anno per il cibo contaminato e 420mila muoiono
Studi e Analisi
Al via la prima conferenza internazionale sulla sicurezza alimentare: 600 milioni di persone si ammalano ogni anno per il cibo contaminato e 420mila muoiono
I bambini sotto i 5 anni presentano il 40% delle malattie di origine alimentare, con 125.000 morti ogni anno. FAO/OMS/AU: le malattie di origine alimentare ostacolano lo sviluppo socioeconomico mettendo a dura prova i sistemi sanitari e danneggiando le economie nazionali, il turismo e il commercio. SICUREZZA ALIMENTARE E CAMBIAMENTI CLIMATICI OMS - CODEX ALIMENTARIUS OMS-FAO.
Il “de profundis” del Servizio Sanitario e il ruolo della Fnomceo
Il “de profundis” del Servizio Sanitario e il ruolo della Fnomceo
Studi e Analisi
Il “de profundis” del Servizio Sanitario e il ruolo della Fnomceo
I frutti avvelenati della riforma del Titolo V del 2001 stanno giungendo a maturazione. Il regionalismo differenziato vuole portare alle estreme conseguenze quel nuovo equilibrio tra locale e generale che gli attori che operano nel campo istituzionale sanitario hanno già introdotto in modo silenzioso nella prassi quotidiana
Roberto Polillo
Regionalismo differenziato. Se anche i Vescovi lanciano l’allarme
Regionalismo differenziato. Se anche i Vescovi lanciano l’allarme
Studi e Analisi
Regionalismo differenziato. Se anche i Vescovi lanciano l’allarme
“Forte è il timore che con la legittima autonomia dei territori si possa pervenire ad incrinare il principio intangibile dell'unità dello Stato e della solidarietà, generando dinamiche che andrebbero ad accrescere il forte divario già esistente tra le diverse aree del Paese, in particolare tra il Sud ed il Nord”. Così la Cei nella sua recente conferenza a Reggio Calabria
Ivan Cavicchi
Regionalismo differenziato e Sud. Che accadrà?
Regionalismo differenziato e Sud. Che accadrà?
Studi e Analisi
Regionalismo differenziato e Sud. Che accadrà?
Il fabbisogno definito sulla ricchezza sarebbe la vittoria del reddito sul diritto, della disuguaglianza all’accesso. “Uno vale uno” sì, ma solo se nella stessa Regione. “Sovranismo” sì, del ricco sul povero. “Prima gli Italiani” sì, ma quelli delle Regioni ricche. Parole che piacciono su concetti che piacciono ai tempi dell’analfabetismo funzionale, dei “like” della politica da curva ultrà
Fabrizio Gianfrate
La questione dei ticket sanitari. Teoria e pratica della partecipazione alla spesa sanitaria in Italia. Una riforma possibile (seconda parte)
La questione dei ticket sanitari. Teoria e pratica della partecipazione alla spesa sanitaria in Italia. Una riforma possibile (seconda parte)
Studi e Analisi
La questione dei ticket sanitari. Teoria e pratica della partecipazione alla spesa sanitaria in Italia. Una riforma possibile (seconda parte)
Le prospettive di conseguire una utile modifica della regolazione della partecipazione al spesa nel nostro Servizio sanitario nazionale sono legate alla possibilità, volontà e capacità di definire soluzioni in grado di contrastare la prospettiva che improprie o eccessive forme di partecipazione alla spesa determinino una limitazione del diritto di tutta la popolazione assistita o di alcune sue fasce, in campo nazionale o in singole regioni, ad  accedere alle prestazioni sanitarie comprese nei vigenti LEA
Filippo Palumbo
Il lavoro minorile illegale compromette uno sviluppo in buona salute. Ma in pochi lo sanno e in pochi denunciano
Il lavoro minorile illegale compromette uno sviluppo in buona salute. Ma in pochi lo sanno e in pochi denunciano
Studi e Analisi
Il lavoro minorile illegale compromette uno sviluppo in buona salute. Ma in pochi lo sanno e in pochi denunciano
Solo 5 genitori su 100, nel nostro Paese, sono consapevoli che il lavoro svolto dai minori con età inferiore a 16 anni compromette uno sviluppo in buona salute. E’ un dato sicuramente preoccupante che è venuto fuori dall’indagine effettuata qualche anno fa da Datanalysis e che evidenzia la scarsissima percezione del fenomeno tra le famiglie italiane a conferma di disinformazione e sottovalutazione di un problema che provoca danni irreversibili ad organismi in crescita
Domenico Della Porta
Regionalismo differenziato. Nasceranno delle “super” autonomie? Il caso della sanità
Regionalismo differenziato. Nasceranno delle “super” autonomie? Il caso della sanità
Studi e Analisi
Regionalismo differenziato. Nasceranno delle “super” autonomie? Il caso della sanità
In base all’articolo 116 della Costituzione le Regioni ordinarie potrebbero godere di un livello di autonomia addirittura superiore di quelle a statuto speciale. E cosa potrebbe accadere in sanità? Sulla  base delle preintese (Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna) non si può escludere un vero e proprio sconvolgimento dell'attuale assetto organizzativo dei rispettivi servizi sanitari regionali
Ettore Jorio e Enrico Caterini
Produzione industriale. Istat: “Nell’ultimo anno calo del 5,5%”. Giù anche la farmaceutica (-4,5%)
Produzione industriale. Istat: “Nell’ultimo anno calo del 5,5%”. Giù anche la farmaceutica (-4,5%)
Studi e Analisi
Produzione industriale. Istat: “Nell’ultimo anno calo del 5,5%”. Giù anche la farmaceutica (-4,5%)
Pubblicato dall’Istituto di statistica l’ultimo bollettino mensile sulla produzione industriale. A dicembre 2018 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisca dello 0,8% rispetto a novembre (per la farmaceutica è -3,7%). Male anche legno e carta stampata, industria tessile ed elettronica. IL BOLLETTINO
Istat. Nel 2018 prosegue calo della popolazione e delle nascite, che raggiungono il minimo storico. Ma aumenta la speranza di vita
Istat. Nel 2018 prosegue calo della popolazione e delle nascite, che raggiungono il minimo storico. Ma aumenta la speranza di vita
Studi e Analisi
Istat. Nel 2018 prosegue calo della popolazione e delle nascite, che raggiungono il minimo storico. Ma aumenta la speranza di vita
Pubblicate dall’Istituto di statistica le stime per il 2018. La popolazione è a quota 60,391 mln (-90 mila). Nel 2018 si conteggiano 449mila nascite, ossia 9mila in meno del precedente minimo registrato nel 2017. Il numero medio di figli per donna (1,32) risulta invariato rispetto all’anno precedente. L’età media al parto continua a crescere, toccando per la prima volta la soglia dei 32 anni. Nel 2018 si registra un nuovo aumento della speranza di vita alla nascita. Per gli uomini la stima è di 80,8 anni (+0,2 sul 2017) mentre per le donne è di 85,2 anni (+0,3). IL DOCUMENTO
La questione dei ticket sanitari. Teoria e pratica della partecipazione alla spesa sanitaria in Italia (prima parte)
La questione dei ticket sanitari. Teoria e pratica della partecipazione alla spesa sanitaria in Italia (prima parte)
Studi e Analisi
La questione dei ticket sanitari. Teoria e pratica della partecipazione alla spesa sanitaria in Italia (prima parte)
Tra i temi in discussione nel prossimo Patto per la salute viene al primo posto indicata la revisione del sistema di compartecipazione alla spesa sanitaria a carico degli assistiti al fine di promuovere maggiore equità nell’accesso alle cure. Ciò conferma che il tema dei ticket sanitari trova posto tra quelle tematiche che sono andate assumendo aspetti di forte criticità per il SSN. Ma qual è la situazione e quali le maggiori criticità?
Filippo Palumbo
I bambini italiani (da 0 a 16 anni) tra i più sani d’Europa (meglio di noi solo la Romania): in ottima o buona salute il 99,6%. I dati Eurostat
I bambini italiani (da 0 a 16 anni) tra i più sani d’Europa (meglio di noi solo la Romania): in ottima o buona salute il 99,6%. I dati Eurostat
Studi e Analisi
I bambini italiani (da 0 a 16 anni) tra i più sani d’Europa (meglio di noi solo la Romania): in ottima o buona salute il 99,6%. I dati Eurostat
Mega indagine dell'isituto di statistica europeo che ha intervistato un campione di genitori sullo stato di salute dei loro figli e sulla presenza o meno di eventuali limitazioni derivanti da problemi di salute. Il risultato è incoraggiante: in media il 95,9% dei bambini europei sotto i 16 anni gode di una ottima o buona salute. Hanno invece limitazioni più o meno gravi meno del 5% dei bambini, sempre under 16, e anche in questo caso l'Italia è tra i Paesi con meno casi di limitazioni dovute a cause sanitarie.
Regionalismo differenziato. Gimbe: “Minaccia diritti costituzionali, soprattutto nel campo della tutela della salute”
Regionalismo differenziato. Gimbe: “Minaccia diritti costituzionali, soprattutto nel campo della tutela della salute”
Studi e Analisi
Regionalismo differenziato. Gimbe: “Minaccia diritti costituzionali, soprattutto nel campo della tutela della salute”
La Fondazione Gimbe analizza le richieste avanzate dalle Regioni e lancia una consultazione pubblica per valutare il potenziale impatto delle maggiori autonomie sulla tutela della salute, "perché senza un vero dibattito sul regionalismo differenziato si rischia una silenziosa disgregazione dello Stato sociale". Per fronteggiare gli effetti su una "sanità già flagellata da inaccettabili diseguaglianze", Gimbe ritiene indispensabile potenziare le capacità di indirizzo e verifica dello Stato sulle Regioni.
Le donne vivono più degli uomini ma sono meno gli anni vissuti in buona salute e senza limitazioni rispetto ai maschi. I dati Eurostat
Le donne vivono più degli uomini ma sono meno gli anni vissuti in buona salute e senza limitazioni rispetto ai maschi. I dati Eurostat
Studi e Analisi
Le donne vivono più degli uomini ma sono meno gli anni vissuti in buona salute e senza limitazioni rispetto ai maschi. I dati Eurostat
L’aspettativa media di vita alla nascita di una donna europea nel 2016 era di 83,6 anni e quella degli uomini di 78,2 anni ma se andiamo a contare gli anni che donne e uomini possono sperare di vivere senza limitazioni e con una salute accettabile vediamo che la forbice si restringe con un totale di 64,2 anni in buona salute per le donne e 63,5 anni per gli uomini, pari rispettivamente al 76,8% e all'81,2% della durata della vita. Italia terza nella UE per anni in buona salute tra gli uomini ma solo settima tra le donne.
Ecco perché ho firmato il patto per la scienza di Silvestri e Burioni e non avrei problema a firmare anche quello di Cavicchi
Ecco perché ho firmato il patto per la scienza di Silvestri e Burioni e non avrei problema a firmare anche quello di Cavicchi
Stati Generali della professione medica
Ecco perché ho firmato il patto per la scienza di Silvestri e Burioni e non avrei problema a firmare anche quello di Cavicchi
E’ arrivato il momento di concepire la medicina come medicina dell’ecosistema fondata sul concetto di relazione e di processo, una realtà dinamica in cui la scienza sia strumento d’interpretazione non dogmatico ma comunque fondante e imprescindibile.  E in questa prospettiva non ho problemi a sottoscrivere il patto di Cavicchi per una medicina della scelta in quanto anche nella medicina dell’ecosistema il concetto di scelta rimane fondante del patto del singolo verso l’ecosistema
Lorenzo Piemonti
Regionalismo differenziato e Patto per la salute. Il rischio dell’inciucio
Regionalismo differenziato e Patto per la salute. Il rischio dell’inciucio
Studi e Analisi
Regionalismo differenziato e Patto per la salute. Il rischio dell’inciucio
Non c’è nulla, nessun Patto per la salute, che possa compensare l’immenso valore del nostro sistema universale e solidale. Il diritto alla salute è un diritto costituzionale e come tale non è negoziabile meno che mai è negoziabile con una sorta di scambio che, mi si dice, si stia negoziando
Ivan Cavicchi
Lo stato attuale dei fondi sanitari integrativi: alcune precisazioni
Lo stato attuale dei fondi sanitari integrativi: alcune precisazioni
Studi e Analisi
Lo stato attuale dei fondi sanitari integrativi: alcune precisazioni
I fondi sanitari integrativi sono una realtà che opera per oltre 12 milioni di persone, nascono da una contrattazione nazionale che dura da anni, possono giocare un ruolo importante nel ridisegnare il welfare sanitario e sociale del prossimo futuro. Non è utile contrapporli al SSN quanto piuttosto interrogarsi sul ruolo da attribuire alle forme di assistenza sanitaria integrativa affinché possano più efficacemente supportare/colmare le aree di “debolezza” del SSN
Isabella Mastrobuono
La recessione e la rissa per la barella
La recessione e la rissa per la barella
Studi e Analisi
La recessione e la rissa per la barella
Quando in aree di bisogno primario, vedi la sanità, non ce n’è più per tutti, il disagio popolare spinto agli estremi, magari anche per fini elettorali, può diventare nefasto, scatenando i peggiori istinti.  Sbagliato tagliare il Fsn, magari anche indirettamente e solo in alcune Regioni, per esempio riducendo la perequazione da Nord a Sud con l’imminente “regionalismo differenziato”. Dovesse accadere, aspettiamoci quelle criticità sociali già tra noi, vedi le crescenti aggressioni a medici e operatori sanitari o risse per accaparrarsi una barella disponibile
Fabrizio Gianfrate
Cure palliative e terapia del dolore. Aumenta il numero di hospice. Nel 2017 oltre 40.000 i pazienti assistiti a domicilio, il 32% in più rispetto al 2014. Ma si registrano ancora forti disomogeneità tra Regioni. Il rapporto del Ministero della Salute al
Cure palliative e terapia del dolore. Aumenta il numero di hospice. Nel 2017 oltre 40.000 i pazienti assistiti a domicilio, il 32% in più rispetto al 2014. Ma si registrano ancora forti disomogeneità tra Regioni. Il rapporto del Ministero della Salute al
Studi e Analisi
Cure palliative e terapia del dolore. Aumenta il numero di hospice. Nel 2017 oltre 40.000 i pazienti assistiti a domicilio, il 32% in più rispetto al 2014. Ma si registrano ancora forti disomogeneità tra Regioni. Il rapporto del Ministero della Salute al
A livello nazionale, nel 2017, risulta una carenza di 244 posti letto in Hospice e, come sempre, la situazione appare fortemente disomogenea, con Regioni in surplus (Lombardia, Emilia Romagna, Lazio) e Regioni in grave deficit (Piemonte, Toscana, Campania, Sicilia). Nel triennio dal 2015 al 2017, l’andamento percentuale della durata dei tempi di attesa tra la ricezione della ricetta del medico curante e la presa in carico del paziente in Hospice conferma percentuali elevate di ricoveri con tempi di attesa inferiori ai 2 giorni, seguite da quelle con attese tra 4 e 7 giorni. IL RAPPORTO
Conti pubblici. Upb lancia allarme sulle clausole di salvaguardia: “Sarà complesso evitare aumenti Iva, possibili riduzioni consistenti alla spesa sanitaria”. Ma Conte e Grillo assicurano: “Nessun taglio”
Conti pubblici. Upb lancia allarme sulle clausole di salvaguardia: “Sarà complesso evitare aumenti Iva, possibili riduzioni consistenti alla spesa sanitaria”. Ma Conte e Grillo assicurano: “Nessun taglio”
Studi e Analisi
Conti pubblici. Upb lancia allarme sulle clausole di salvaguardia: “Sarà complesso evitare aumenti Iva, possibili riduzioni consistenti alla spesa sanitaria”. Ma Conte e Grillo assicurano: “Nessun taglio”
Nel rapporto si evidenzia inoltre, come a spesa sanitaria corrente diminuirebbe dal 6,6% del prodotto del 2018 al 6,3% nel 2021. "Si confermano quindi politiche allocative che implicano una perdita di terreno del comparto sanitario rispetto alla crescita del prodotto nominale". Dubbi anche sulla nuova norma riguardante il commissariamento delle Regioni in piano di rientro: "Rischio di esasperare la contraddizione insita in un potere normativo, che in alcuni casi finisce per essere anche di tipo sostanzialmente legislativo, in capo a un soggetto non eletto". Ma il premier Conte e il Ministro Grillo rassicurano: “Niente tagli”. IL RAPPORTO
G.R.
Pil. Istat: “Nel quarto trimestre 2018 calo dello 0,2% dopo -0,1% del terzo”. Italia in recessione
Pil. Istat: “Nel quarto trimestre 2018 calo dello 0,2% dopo -0,1% del terzo”. Italia in recessione
Studi e Analisi
Pil. Istat: “Nel quarto trimestre 2018 calo dello 0,2% dopo -0,1% del terzo”. Italia in recessione
Lo scorso mercoledì il premier Giuseppe Conte aveva anticipato che “se lo aspettava”, oggi arriva la conferma dell'Istat. L’Italia è dunque tornata tecnicamente in recessione, definizione che si applica quando l’attività produttiva arretra per due trimestri consecutivi. Nell'intero 2018 la crescita, corretta per gli effetti di calendario, è stata dello 0,8%.
Cannabis terapeutica. Dal 1 luglio al 31 dicembre 2018 pervenute 27 segnalazioni di sospette reazioni avverse a sistema fitosorveglianza
Cannabis terapeutica. Dal 1 luglio al 31 dicembre 2018 pervenute 27 segnalazioni di sospette reazioni avverse a sistema fitosorveglianza
Studi e Analisi
Cannabis terapeutica. Dal 1 luglio al 31 dicembre 2018 pervenute 27 segnalazioni di sospette reazioni avverse a sistema fitosorveglianza
In 11 segnalazioni le reazioni sono state definite gravi (ospedalizzazione, osservazione breve o visita al Pronto Soccorso). L’età mediana dei pazienti era di 61 anni (range: 15-77), le donne rappresentavano il 70% del totale. Il motivo d’uso prevalente era il dolore principalmente neuropatico. In 22 casi (81%) era indicato l'uso concomitante di farmaci. Questi dati presentati nella relazione semestrale raccolti nell’ambito delle attività del Sistema di sorveglianza ell’Iss.
Sicurezza dei lavoratori italiani nei Paesi a rischio. Ecco cosa prevede la normativa
Sicurezza dei lavoratori italiani nei Paesi a rischio. Ecco cosa prevede la normativa
Studi e Analisi
Sicurezza dei lavoratori italiani nei Paesi a rischio. Ecco cosa prevede la normativa
Il datore di lavoro può certamente comandare al lavoratore la trasferta in un paese a rischio criminoso o terroristico in forza dell’esercizio dei suoi poteri direttivi e organizzativi, mentre il lavoratore non può rifiutare tale trasferta, pena l’attivazione di una procedura disciplinare. Quest’ultimo, però, se è esposto a rischi sotto il profilo della salute e della sicurezza a causa di inadempienze del datore di lavoro, può rifiutare la trasferta conservando il diritto al rapporto e al reddito.
Domenico Della Porta
Sopravvivenza del Ssn: tra il dire è il fare c’è di mezzo lo stanziamento di risorse adeguate
Sopravvivenza del Ssn: tra il dire è il fare c’è di mezzo lo stanziamento di risorse adeguate
Studi e Analisi
Sopravvivenza del Ssn: tra il dire è il fare c’è di mezzo lo stanziamento di risorse adeguate
E’ ormai inutile e irritante dire che si vuole tutelare la salute pubblica, il Ssn e la sua universalità ma agire in senso contrario. Mancano medici, infermieri, farmacisti, biologi, veterinari, psicologi. Le domande di presa in carico, prevenzione e assistenza rimangono inevase. I pronto soccorso sempre più ingolfati e inadeguati. Chi può si paga una assicurazione e si cura nei presidi della sanità privata. Gli altri possono considerarsi migranti in attesa di un “posto letto sicuro”.
Aldo Grasselli (Fvm)